Alla scoperta di Nosy Be, un angolo magico del Madagascar

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“Il primo impatto con l’isola è già forte sulla pista di atterraggio: una vegetazione folta, verde e rigogliosa.. sembra quasi di atterrare in una foresta. E poi un caldo, per fortuna secco, che però spezza il fiato e ti fa capire subito che questa è Africa. Siamo a Nosy Be, un’isola situata a largo della costa nord-occidentale del Madagascar, grande una volta e mezza l’Isola d’Elba. In lingua malgascia Nosy Be significa “”grande isola”” e il nome lo deve al fatto di essere la maggiore di un arcipelago costituito da atolli e piccole isolette, molte delle quali disabitate. Nosy Be è conosciuta anche come “”isola profumata”” e questo perché una delle risorse principali è l’agricoltura e, oltre a coltivazioni di caffè, cacao, vaniglia e cannella, ce ne sono moltissime di ylang-ylang, un fiore da cui si estrae l’essenza usata nell’industria dei profumi.

   

E allora mora mora, piano piano, tra mille colori e profumi, iniziamo il nostro viaggio alla scoperta dell’isola continente, che è e non è Africa, da cui si staccò 165 milioni di anni fa. Benvenuti in paradiso… o forse in un angolo che molto gli somiglia. Palme verdi su una spiaggia di sabbia bianca che si butta in un mare azzurro smeraldo. Talmente rapiti dal posto non facciamo neanche caso al nome del ristorante e ordiniamo: “Crabe pour moi, merci!”. Una birra ghiacciata e la magia è completa.

Oltre a numerose spiagge e al mare cristallino, l’isola ha molto da raccontare anche nel suo entroterra e decidiamo quindi di visitarne alcuni punti con un tour guidato. A sud dell’isola scopriamo subito due luoghi fady, ossia sacri, per la popolazione locale dei Sakalava: l’albero di Mahatsinjo e la cascata di Ampasindava. Che colori! Che odori! E che rispetto per la natura! Il sito dell’ albero sacro di Mahatsinjo è un luogo di interesse storico, culturale e religioso. Qui, ormai quasi 200 anni fa, fu piantato un albero di Ficus (lo stesso albero sotto cui Ghandi ebbe la sua prima visione) che oggi, con i suoi rami e le sue radici copre una superficie di 5.000 metri quadrati. Una moltitudine di rami dai quali discendono liane che penetrano nel terreno, formano nuove radici e si trasformano in nuovi tronchi che, a loro volta, daranno vita a nuovi rami e liane… Prima di entrare la guida ci chiede di indossare un pareo, legato in vita per gli uomini e a mò di mantello per le donne. Inoltre, a rispetto della tradizione, bisogna entrare – e anche uscire – con il piede destro. Mi rendo conto di trovarmi in un luogo unico che trasmette subito la sua sacralità. Per noi occidentali è forse un po’ strano pensare ad un sito di culto e preghiera che non sia una chiesa ma, pur essendo tra i rami di un albero, il rispetto e l’inviolabilità percepiti sono gli stessi che se fossimo in una storica cattedrale.

   

Non lontano da qui si trova un altro luogo fady, la cascata di Ampasindava, una cascata di acqua dolce circondata da una rigogliosa vegetazione tropicale, ricca di ylang-ylang e grandissime piante di felci. Che dire… ogni foglia, ogni goccia d’acqua irradia una sensazione di pace e di tranquillità. Non stupisce che la tradizione dica che bagnandosi nelle acque del laghetto, che giace ai piedi della cascata, si riceva una sorta di benedizione. Essendo anche questo un sito sacro per i Sakalava, prima di arrivare attraversiamo una barriera di drappi bianchi e rossi, e ci avviciniamo rispettosamente muovendo per prima il piede destro. Con grande sorpresa, e quasi come fosse un regalo che questo magico luogo vuole fare a noi visitatori stranieri, assistiamo all’immersione sotto le acque della cascata di una giovane donna che molto probabilmente è qui per chiedere o ringraziare gli antenati per una grazia.

   

Dalla sacralità di questi luoghi passiamo alla vivacità della capitale dell’isola, Helville, dove visitiamo il Bazar Be, il grande mercato coperto della città. Non si tratta di un luogo turistico ma di un vero e proprio mercato dove i locali fanno quotidianamente la spesa. Un posto quindi estremamente interessante per cogliere alcuni aspetti della cultura locale ed interagire con gli abitanti dell’isola. Camminando tra i banchetti si mescolano i colori della frutta tropicale, i profumi della vaniglia e delle spezie, i sapori dello zenzero e delle salse di mango fatte in casa e vendute in bottiglie d’acqua riciclate e, a cornice del tutto, i sorrisi dei bambini che sono ovunque e numerosissimi.

   

E per chiudere in bellezza, seguendo il consiglio della nostra guida, ci godiamo il tramonto su Nosy Be dalla cima del Mont Passot che, situato al centro dell’isola, ne offre una vista mozzafiato a 360°. E’ un momento davvero suggestivo: al crepuscolo il cielo assume una gamma di colori che vanno dall’arancio al rosa, dal rosso al blu. Talmente bello da straopparci una promessa: Nosy Be torneremo ancora da te!

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