Botswana

    tra natura e avventura

    NOTIZIE UTILI

    La storia del Botswana è legata a quella del Sudafrica e al dominio britannico dal quale conquistò completamente l’indipendenza solo nel 1966 quando il paese assunse il nome di Repubblica del Botswana; fortunatamente l’indipendenza coincise con la scoperta di enormi giacimenti di diamanti, fatto che diede un impulso straordinario alla crescita economica del paese, creando i presupposti per la stabilità politica.
    Gli abitanti del paese si chiamano ‘Batswana’, anche se solo il 60% degli abitanti ritiene di discendere da questa tribù; il 25% appartiene infatti ad altre stirpi quali i Bakalanga, secondo gruppo etnico del paese, i Baherero, i Khwe (bushmen), questi ultimi furono i primi abitanti del territorio, si pensa che occupino queste aree da almeno 30.000 anni, anche se oggi, dopo varie vicissitudini, sono costretti a vivere ai margini delle loro terre di origine dove sono stati istituiti dei parchi nazionali. La maggior parte degli abitanti si concentra nella parte orientale del paese, in villaggi dediti soprattutto all’agricoltura e pastorizia, il resto della popolazione vive nelle principali città quali Maun, Gaborone, Francistown, Lobate e Selebi-Phikwe; solo piccoli villaggi si trovano dislocati nel resto del paese.
    Questo paese ha una delle concentrazioni di abitanti più basse al mondo, fatto che, legato ad una politica per il turismo rivolta alla rigida tutela e conservazione ambientale, ha contribuito al mantenimento di aree completamente selvagge e intatte, tanto da essere presentato spesso come ‘il segreto meglio conservato dell’Africa’.
    QUALI DOCUMENTI E’ NECESSARIO AVERE?
    E’ necessario il passaporto con validità di almeno 6 mesi calcolata dalla data di partenza del viaggio. E’ inoltre importante controllare di avere alcune pagine libere sul passaporto dove le autorità locali devono apporre i timbri di ingresso e uscita dal paese, soprattutto se dal Botswana si approfitta per andare in Zambia o Zimbabwe per vedere le Cascate Victoria. Consigliamo ai cittadini non in possesso di passaporto italiano di verificare i documenti necessari tramite le autorità competenti. Per i bambini accompagnati da un solo genitore o che viaggia senza genitori vi sono delle regole molto fiscali, sarà indicata in fase di conferma la documentazione necessaria; Per informazioni aggiornate in tempo reale e ulteriori chiarimenti consultare il sito VIAGGIARE SICURI e selezionare il paese di interesse. Consigliamo ai cittadini non in possesso di passaporto italiano di verificare i documenti necessari tramite le autorità competenti.
    QUALI SONO LE NORME SANITARIE DA SEGUIRE?
    Suggeriamo di consultare il sito: VIAGGIARE SICURI sempre aggiornato.

    Lo stesso sito indica quanto segue:
    I viaggiatori che intendano visitare determinate regioni in uno o più paesi in via di sviluppo devono recarsi in un ambulatorio di Medicina del Viaggiatore o consultare il proprio medico curante prima del viaggio. Questo consulto deve aver luogo almeno 4-6 settimane prima della partenza, in particolar modo se si tratta di un viaggio di lunga durata per motivi di lavoro. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni anamnestiche circa i più importanti fattori di rischi, indicherà quali sono  le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria. Un consulto medico specialistico è particolarmente raccomandato ai viaggiatori con problemi medici pre-esistenti al fine di garantire e tutelare la salute durante il viaggio. 

    Non dimenticare a casa eventuali medicinali di uso quotidiano e medicinali per eventuali ‘malattie del viaggiatore’, non vi sono farmacie fornite lungo gli itinerari.

    Si consiglia di:
    - acquistare bevande in contenitori sigillati;
    - evitare verdura e frutti di mare se non cotti;
    - bere acqua e bibite imbottigliate senza aggiunta di ghiaccio;
    - consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea)
    - munirsi sempre di contanti per il pagamento della benzina, in quanto la maggior parte delle stazioni di servizio non accetta carte di credito;
    - è importante avere sempre delle buone scorte di carburante e di acqua, soprattutto se si pianificano itinerari molto lunghi in aree isolate.
    COM’E’ IL CLIMA?
    Vi sono due stagioni distinte dal punto di vista climatico e turistico. Solitamente l’inverno australe è particolarmente adatto per intraprendere viaggi nel paese per i motivi sotto indicati, ma è anche l’alta stagione dal punto di vista dei costi. Suggeriamo di non trascurare l’idea di viaggiare nelle stagioni intermedie (Aprile/Maggio – Ottobre/Dicembre), buone sia dal punto di vista climatico e con tariffe più basse. Anche l’estate australe può essere un ottimo periodo per visitare alcune aree del paese.

    AUTUNNO/INVERNO AUSTRALE (NOSTRA PRIMAVERA/ESTATE)
    E’ caratterizzato da giornate calde e soleggiate e da notti fresche, le temperature scendono notevolmente nelle ore notturne. A giugno e luglio si registra la maggiore escursione termica, con giornate calde (tra i 25° e i 28°) e temperature notturne molto basse (spesso si arriva a -2°-5° ed eccezionalmente si abbassano ulteriormente). Il periodo invernale è il migliore per i fotosafari, poiché la siccità spinge gli animali a recarsi presso le pozze e corsi d’acqua “perenni” e la vegetazione è meno rigogliosa, dunque gli avvistamenti sono più facili e frequenti. Le mezze stagioni, aprile-maggio, offrono temperature piacevoli e il paesaggio è molto verde e rigoglioso a seguito delle piogge estive.

    PRIMAVERA/ESTATE AUSTRALE (NOSTRO AUTUNNO/INVERNO)
    L’estate, ha un clima più umido, le temperature superano i 30°/35° C e spesso vi sono abbondanti piogge pomeridiane (soprattutto tra Gennaio e Marzo), i periodi più caldi sono tra settembre e ottobre. La stagione di transizione tra ottobre e inizio dicembre può essere un periodo interessante per muoversi, poichè le piogge non sono molto frequenti, spesso si tratta di sporadici acquazzoni, gli avvistamenti molto buoni e i colori del paesaggio molto belli, il giallo e l’ocra dell’erba bruciata iniziano a lasciare spazio al verde cangiante. Anche se l’estate australe è spesso considerata un periodo di bassa stagione, poco adatto per visitare il paese, va preso in considerazione poiché alcune aree, quali il deserto del Kalahari, offre il meglio proprio in questo periodo.
    COME CI SI MUOVE NEL PAESE?
    Per un viaggio in Botswana è necessario l’utilizzo di un veicolo fuoristrada perché le aree turistiche di maggior interesse sono difficilmente raggiungibili, le strade sono sterrate e spesso in pessime condizioni, le indicazioni sono assenti ed è necessario l’utilizzo di GPS. Suggeriamo l’auto a noleggio in questi luoghi solo a persone con AMPIA e COLLAUDATA esperienza di guida in Africa. Inoltre alcune zone remote e alcuni parchi non sono raggiungibili via terra, ma esclusivamente a bordo di piccoli aeromobili. Conoscendo personalmente la difficoltà di questo tipo di viaggio in autonomia non ci sentiamo di consigliarlo e di organizzarlo, essendo la sicurezza dei nostri viaggiatori una priorità.

    Proponiamo due tipi di soluzioni:
    Itinerari con TRASFERIMENTI ORGANIZZATI: la maggior parte dei viaggi che proponiamo prevede la prenotazione di lodge/ hotel e la pianificazione di uno specifico itinerario in base alle esigenze. Da una località all’altra sono previsti trasferimenti in auto con autisti locali oppure trasferimenti in volo a bordo di piccoli aeromobili (tipo Cessna o similari), quest’ultima è la soluzione più comune e spesso necessaria per muoversi da un’area all’altra. In arrivo nelle varie tappe vi sono delle guide locali esperte dell’area che accompagnano i clienti alla scoperta dei parchi, a bordo di veicoli fuoristrada.

    Itinerari GUIDATI: accompagnati da esperte guide e/o autisti, sia su base privata sia di gruppo. In tal caso vi è sempre la medesima guida/ autista o tour leader e nelle varie tappe vi sono le guide locali per i safari e le attività, in base alla tipologia di soluzione di viaggio. Solitamente questi tour prevedono pernottamenti in campi tendati mobili e sono adatti ad una clientela più ‘avventurosa’, pur essendovi la possibilità di scegliere tra soluzioni di livello e comfort differente. Vi sono dei campi tendati mobili in grado di offrire tutti i comfort dei lodge!
    CHE LINGUA SI PARLA?
    L’inglese è la lingua ufficiale che viene insegnata in tutte le scuole a partire dal quinto anno, anche se la più diffusa è il setswana, compresa dall’80% della popolazione. Il resto della popolazione appartenente al gruppo dei Bakalanga, che vive intorno a Francistown, parla il sekalanga.
    C’E’ IL FUSO ORARIO?
    Il Botswana è un’ora avanti quando in Italia vige l’ora solare (nostro inverno); vi è lo stesso orario quando da noi vige l’ora legale.
    COME FUNZIONANO LE TELECOMUNICAZIONI?
    I cellulari italiani possono generalmente essere utilizzati in Botswana. Tuttavia in molte zone del paese (soprattutto nei parchi) non vi è copertura.

    E' possibile acquistare sim card nei principali supermercati e stazioni di servizio, delle maggiori compagnie telefoniche del paese. Ogni compagnia fornisce diversi servizi, dalla copertura internet al roaming internazionale.

    A Victoria Falls, nell'area del Parco Chobe e Maun quasi tutti gli hotels/ lodge offrono servizio WI-FI. Nelle altre zone del paese il servizio è limitato ed ove presente non è estremamente efficiente.

    Dal Botswana all’Italia 0039
                  Dall’Italia al Botswana 00267

    Quando si chiama in Botswana dall’Italia non ci sono prefissi telefonici interni per cui basta digitare il prefisso internazionale e poi direttamente il numero dell’utente desiderato. Per chiamare l’Italia dal Botswana si deve comporre il prefisso internazionale seguito dal prefisso urbano con lo zero iniziale e dal numero dell’abbonato.
    QUAL E’ LA VALUTA LOCALE?
    La valuta locale è chiamata Pula (P). Il cambio tra Pula ed Euro è indicativamente il seguente: 1,00 € = P 13,00

    Gli hotels/ lodge di categoria medio e alta e la gran parte dei pacchetti turistici rivolti alla fascia alta del mercato, indicano i prezzi anche in dollari americani, accettati in molti hotel e ristornati. La maggior parte delle proposte viaggio in Botswana include lodge con trattamento all inclusive che comprende le attività, i pasti, le bevande, il servizio lavanderia. Il denaro contante serve pertanto solo per le mance e per eventuali acquisti personali.
    CHE TIPO DI VOLTAGGIO ELETTRICO E’ UTILIZZATO?
    La corrente elettrica è erogata a 220 Volt e 50 Hertz. Nel paese si usano due tipi di prese: quelle a tre poli tondi come in Sudafrica e quelle più piccole a tre poli rettangolari come in Gran Bretagna, suggeriamo di procurarsi un adattatore internazionale. L’energia non è sempre disponibile, molte strutture (soprattutto lodge/ campi tendati nei parchi) utilizzano generatori che sono spenti durante le ore notturne. Suggeriamo di portare una torcia, delle batterie di scorta per le macchine fotografiche e dei power bank. Gli asciugacapelli non sono presenti nella maggior parte dei lodge/ campi tendati e prima di utilizzare il proprio asciugacapelli da viaggio è obbligatorio chiedere allo staff, onde evitare di causare eventuali danni, in quanto possono essere supportati solo apparecchi elettrici a bassissimo consumo energetico.
    COM’E’ LA CUCINA?
    Il Botswana importa quasi tutti i generi alimentari dal Sudafrica; hotels e lodge offrono carne di manzo, pollo, verdura, riso e piatti internazionali che ben si adattano al palato europeo. Le migliori strutture hanno una buona cantina di vini sudafricani e non solo.

    Il piatto tradizionale della cucina locale batswana è il babele (sorgo) e il bogobe (budino preparato con il sorgo). Altre pietanze che non appaiono nelle tavole dei ristoranti e che mangiano solo i locali sono il frutto di marula, prugne selvatiche, tuberi e radici, i meloni tsama, il famoso tartufo del Kalahari, la noce mongongo e i minuscoli vermi dell’albero di mopane.
    E’ CONSUETUDINE LASCIARE MANCE?
    Come per le altre aeree dell’Africa meridionale, è buona abitudine lasciare delle mance al personale degli hotels e alla guida (o al ranger nei lodge), indicativamente in questa misura: da 15 ai 40 USD a coppia al giorno per la guida/ ranger e da 10 ai 20 USD a coppia al giorno per l’autista (se presente)/ tracker. Per il personale degli hotels circa 3/5 USD per persona al giorno da lasciare nell’apposita ‘tip box’ presente alla reception. Per il servizio di facchinaggio è buona norma lasciare l’equivalente di 1 USD a collo; nei ristoranti il 10%-15%, non è obbligatorio ma è consuetudine e può variare in base al livello di gradimento.
    CHE TIPO DI BAGAGLIO/ ABBIGLIAMENTO POSSO PORTARE?
    BAGAGLIO: Nel caso siano previsti voli interni (cosa altamente molto probabile in Botswana) è obbligatorio un bagaglio contenuto in borsoni morbidi in quanto imposto dalle compagnie aeree locali (la maggior parte delle quali consente una franchigia massima di 15/20 Kg per persona incluso il bagaglio a mano). Consigliamo uno zainetto dove poter tenere il necessario a portata di mano durante i tragitti e i safari (macchina fotografica, binocolo, torcia e batterie di riserva, denaro e documenti).

    Talvolta può capitare che dopo un volo internazionale, il bagaglio venga smarrito e che sia necessario qualche giorno per trovarlo e per consegnarlo. Per ovviare a questo problema suggeriamo di preparare un bagaglio a mano con una serie di indumenti utili, in modo da poter fronteggiare i primi giorni, fino alla consegna del bagaglio, ove e se possibile. 

    ATTENZIONE – DIVIETO AI SACCHETTI DI PLASTICA NEL PAESE

    A partire dal 01 Novembre 2018, non sarà permessa l’introduzione di nessun tipo di sacchetto in plastica in Botswana. Il provvedimento include i sacchetti in plastica trasportati nel bagaglio da stiva e bagaglio a mano. Non sono ammessi inoltre:
    - Tutti i sacchetti del duty free;
    - Tutti i piccoli sacchetti trasparenti “ziplock” che servono per contenere liquidi e altro materiale per la cura del corpo e l’igiene personale , esibiti durante il controllo bagaglio a mano in partenza da tutti gli aeroporti del mondo;
    - Qualunque altro tipo di sacchetto;

    ABBIGLIAMENTO:
    INVERNO AUSTRALE (NOSTRA ESTATE) Abbigliamento suggerito: piumino e/o giaccone invernale, guanti, sciarpa, berretto pesante, pantaloni pesanti, felpe pesanti, abbigliamento notturno pesante (non vi è il riscaldamento nelle strutture!). Tutto ciò è indispensabile nelle ore più fredde della giornata e durante i safari a bordo di veicoli aperti. Da alternare con un abbigliamento estivo per le ore calde diurne.

    ESTATE AUSTRALE (NOSTRO INVERNO)
    Abbigliamento suggerito: estivo. Non dimenticare felpa/ giacca a vento per le ore serali. Impermeabile.

    Nelle stagioni di mezzo le temperature possono essere variabili, suggeriamo di portare capi estivi e qualche capo pesante.

    IN GENERALE:  L’abbigliamento è sempre informale; i colori consigliati degli indumenti sono il beige e tutte le tinte naturali che attirano meno le zanzare e tessuti in lino e cotone. Non utilizzare vestiario in stile militare, non è ben visto in nessun paese africano

    Paesaggi e parchi

    La fauna che popola i parchi e le aree esterne a questi è davvero impressionante e varia; questo paese vanta la più alta concentrazione di elefanti al mondo e uno dei fenomeni naturali più sorprendenti: il delta dell’Okavango.

    Il Botswana sarebbe quasi interamente occupato dal deserto del Kalahari, caratterizzato da infinite distese di sabbia rossa, cespugli, savana e da deserti salini quali i Makgadikgadi Pans, se il fiume Okavango, proveniente da Angola e Namibia, non avesse aperto il suo delta tra le sabbie del deserto, a circa mille chilometri dal mare, formando centinaia di isole, canali e meandri, popolati da elefanti, ippopotami, leoni, leopardi, aquile e pellicani.
    Il paese ha una buona rete stradale che collega le principali città ma non le maggiori attrazioni turistiche, obbligando quasi sempre il viaggiatore a noleggiare auto fuoristrada, molto costose, o addirittura piccoli aeromobili per poterne visitare i luoghi più belli.

    Questo fattore, collegato alla presenza di poche strutture ricettive e spesso di livello molto alto, ha fatto del Botswana una meta molto cara, anche se un viaggio in queste terre è comunque un investimento ben riuscito, perché regala la sensazione di trovarsi a contatto con un ambiente completamente vergine, con paesaggi di incomparabile bellezza e contrasto.
    Delta dell’Okavango
    La vita del delta inizia in Angola dove il fiume Cubango scende tra le montagne, entra in Namibia prendendo il nome di Kavango e qui il suo destino inizia a cambiare e la corsa verso l’Oceano Atlantico si interrompe. Ai confini tra Namibia e Botswana incontra una falda geologica larga ben 15 Km che lo costringe a serpeggiare formando l’area del Panhandle (letteralmente manico di padella), dove si allarga e le sponde si ricoprono di canneti e papiri; qui è possibile alloggiare in lodge che offrono escursioni in barca a motore e uscite di pesca. L’Okavango prosegue il suo corso fino a incontrare il deserto e qui inizia ad aprirsi a ventaglio e a essere assorbito dalle sabbie del Kalahari, creando un immenso delta formato da 15.846 Km quadrati di lagune, canali e isole. Il delta attira elefanti, zebre, giraffe, ippopotami, coccodrilli, predatori, centinaia di specie di uccelli e moltissimi altri animali. Il periodo migliore per visitarlo è da maggio/giugno a settembre, quando il clima è secco, con giornate calde e notti fresche (molto fredde nei mesi di giugno e luglio) e quando l’acqua del delta raggiunge i suoi massimi livelli; ottobre è il periodo più caldo ma gli avvistamenti sono eccellenti in quanto gli animali sono alla disperata ricerca di acqua ed è facile incontrarli alle pozze d’acqua e lungo i canali. Il resto dell’anno alcune zone sono prive d’acqua, sono paludi stagionali, che si asciugano parzialmente con l’inizio dell’estate australe. Il delta è suddiviso in orientale e interno; la parte orientale è la più facilmente accessibile in auto fuoristrada da Maun, per chi ha poco tempo e limitate disponibilità economiche è possibile partecipare a dei safari da uno a tre giorni, partendo da Maun, con pernottamenti in campi tendati mobili. Il delta interno, ossia la regione a ovest, a nord e a sud del Parco Moremi, è senz’altro la più selvaggia, raggiungibile perlopiù con piccoli aeromobili. Dal 2014 il Delta è entrato a far parte dei siti dell’Unesco World Heritage, patrimonio dell’umanità.
    Moremi Wildlife Reserve
    La Moremi Wildlife Reserve è l’unica area del delta ufficialmente destinata alla tutela del territorio, caratterizzata da habitat naturali molto diversi e contrastanti e dalla presenza di molte isole, la più grande è Chief’s Island, accessibile solo in volo o in mokoro; vi è poi la Moremi Tongue, l’area più frequentata, nel margine orientale, raggiungibile facilmente in fuoristrada. Il confine settentrionale della riserva è stagnato dal fiume perenne Khwai; ad ovest vi è l’ampia e suggestiva laguna di Xakanaxa Lediba. Gli ambienti naturali che caratterizzano questa riserva spaziano da terreni aridi a boschi di mopane e acacie, da foreste fluviali a praterie e pianure alluvionali; vi sono lagune, isole, corsi d’acqua permanenti e corsi d’acqua stagionali. Per accedere alla riserva è obbligatorio alloggiare in uno dei lodge all’interno o in uno dei campeggi ufficiali (non è permesso il campeggio libero); se non si ha la prenotazione del campeggio o del lodge non è consentito l’ingresso. Il periodo migliore per visitare questo parco è tra maggio e ottobre, quando gli animali si radunano attorno alle fonti permanenti d’acqua, data la siccità; anche settembre e ottobre sono periodi buoni per avvistare gli animali ma il clima di giorno è torrido, soprattutto ad ottobre. A gennaio e febbraio a causa delle piogge può essere difficoltoso spostarsi all’interno del parco anche in auto fuoristrada. Trattandosi di una riserva statale non è consentito organizzare safari notturni, fattibili invece nelle altre aree del delta.
    Chobe National Park
    Il parco dominato dal corso del fiume Chobe che scende dall’Angola dove si chiama Cuando, entra in Namibia e prende il nome di Kwando River, una volta raggiunto il Botswana prende il nome di Linyanti fino al ponte Ngoma, dove diventa il fiume Chobe. Tranne la pista che collega Ngoma Bridge a Kasane, tutte le altre strade non sono asfaltate ed è consigliabile percorrere i tracciati in auto fuoristrada. Kasane è una piccola cittadina, punto di partenza per visitare il parco e centro amministrativo del ‘Chobe District’, sorge nel punto di incontro di Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe e alla confluenza dei fiumi Chobe e Zambesi.

    Il parco si suddivide in varie zone:
    - Serondela, che si estende lungo le sponde settentrionali del fiume, caratterizzata da fitte foreste e dove vi è la più elevata concentrazione di animali, l’area più facilmente accessibile. Nella parte più ad est il fiume compie delle anse creando delle lagune dove è facile avvistare centinaia di elefanti. Trovarsi in quest’area durante un bagno collettivo di questi numerosi branchi è senz’altro una meravigliosa ed emozionante esperienza.

    - Savuti, comprende le paludi di Savuti (Savuti marshes) e la depressione di Mabane (ciò che resta di un antichissimo lago), è una zona popolata da moltissime specie di animali e in particolar modo da predatori quali leoni, iene, ghepardi e da centinaia di elefanti. Questa è una delle aree più famose del Botswana, sono stati girati magnifici documentari che testimoniano la lotta, al culmine della stagione secca, tra elefanti e leoni, la concentrazione di elefanti, infatti, è così massiccia che i grandi branchi di leoni presenti in zona hanno imparato ad abbattere anche i pachidermi.

    - Savute Channel, che alimenta le Savute Marches, rimasto per 20 anni secco, ha ripreso a scorrere nel 2009, ridando vita a questa zona e alle Savute Marches. Si tratta di un fiume evanescente che per anni scorre e poi improvvisamente sparisce, lasciando il suo letto arrido e secco, creando un ambiente mutevole. Quando David Livingstone visitò questa zona nel 1851 scoprì un canale colmo d’acqua; trent’anni dopo sparì nuovamente Dopodichè è riapparso nel 2009 ed ha continuato a scorrere fino al 2015… oggi il canale è asciutto ma l’acqua potrebbe riaffiorare improvvisamente…questo luogo è una continua sorpresa!

    -Linyanti Marshes, le paludi del Linyanti, dove il corso del fiume si allarga in una pianura alluvionale, creano un paesaggio molto suggestivo che assomiglia a quello del delta, in realtà quest’area fa parte geograficamente del Chobe ma non è considerata dal governo parte integrante del Parco Nazionale, questo fa si che non trattandosi di area protetta; è pertanto possibile partecipare a passeggiate naturalistiche e a safari notturni, non permessi nelle aree vincolate dai regolamenti degli enti statali.

    - Nogatsaa/ Tchinga, area di acque stagionali, non vi è l’immensa quantità di animali del Savuti o Serondela, dove comunque la morfologia del territorio consente la presenza di branchi di bufali ed elefanti.
    Tsodilo Hills
    Sono situate al confine nord occidentale e raggiungibili solo in auto fuoristrada attraverso un tragitto impegnativo oppure con dei voli privati. Si tratta di un gruppo di enormi massi solitari di quarzite che si ergono su una distesa sabbiosa, territorio sacro dei popoli San, secondo la loro tradizione questo fu il luogo della creazione; qui è possibile trovare più di 4000 pitture rupestri distribuite in 400 siti in un territorio di soli 9 Km quadrati, le più antiche si pensa risalgano al Paleolitico e all’Età del Ferro. Esplorare le tre colline principali, denominate, Uomo, Donna e Bambino è un viaggio nella preistoria e in ogni angolo si respira un’aria mistica, senza tempo. Secondo gli archeologi Tsodilo è abitato da oltre 100.000 anni, uno dei luoghi storici più antichi al mondo; alcuni vasi e utensili che sono stati trovati sono datati 90.000 anni fa! Vi sono vari itinerari da percorrere a piedi, per alcuni dei quali è però necessaria una guida locale. Nell’area vi sono alcuni campeggi ma è consentito anche il campeggio libero. Dal 2002 il sito fa parte dell’Unesco World Heritage.
    Makgadikgadi Pans
    Si tratta del più grande complesso di saline al mondo, caratterizzato da infinite distese di sale, dove l’orizzonte si perde, lo spazio e il tempo si dissolvono e pare di trovarsi all’interno di un mondo surreale, dove perdersi è più facile di quanto si possa immaginare e dove è necessario muoversi con tutte le attrezzature necessarie. Il caldo intenso e infinite distese argentee creano dei miraggi, improvvisamente all’orizzonte compaiono laghi immaginari, piccole rocce sembrano diventare delle montagne, il senso dello spazio sembra non esistere più. Poi improvvisamente tra novembre e dicembre inizia a piovere, le distese vengono coperte dal verde dell’erba e arrivano branchi di zebre, antilopi, gnu, stormi di fenicotteri, pellicani, oche e anatre. I Makgadikgadi Pans ricoprono un’area di 12.000 Kmq formata dalle saline di Sowa, Nxai e Ntwetwe, che si dice fosse anticamente un lago immenso di 60.000 Km quadrati; la parte del Sowa Pan è raggiungibile con qualsiasi auto nel periodo secco, mentre tutto il resto della regione va visitato con un veicolo a quattro ruote motrici e GPS. Inizialmente vi era un'unica riserva che inglobava Makgadikgadi e Nxai Pan, dopo la costruzione della strada Maun-Nata l’area venne divisa in due parchi distinti.

    Kubu Island si trova nella depressione di Sowa, si tratta di un’isola di granito fatta a mezzaluna che si eleva dalla pianura salina circostante, i suoi pendii sono coperti di resti fossili e detriti che indicano i vari livelli dell’acqua del lago preistorico; nell’isola svettano dei giganteschi baobab dalle forme bizzarre, un luogo meraviglioso, un paesaggio surreale che lascia stupiti.
    Sempre nell’area dei pan, al margine nord orientale di Sawa Pan sorge Nata Sanctuary, un territorio di circa 230 kmq costituito di pianure coperte d’erba e di saline che, durante la stagione delle piogge, quando il fiume Nata riprende a scorrere, l’acqua forma nelle saline dei laghi salmastri che si popolano di centinata di specie di uccelli: fenicotteri, anatre, pellicani, cormorani, aironi.
    Makgadikgadi National Park
    Ricopre circa 4.900 Kmq; a nord vi è una vasta savana aperta popolata da mandrie di erbivori che da maggio a ottobre, durante il periodo secco, scendono verso sud, mentre da novembre ad aprile, durante le piogge, risalgono verso le pianure in direzione di Nxai Pan. La zona meridionale del parco invece e costituita principalmente di saline. Il confine occidentale del parco è segnato dal corso del fiume Boteti, dove la vegetazione è più ricca, lungo il corso del fiume vi sono alti alberi ombrosi e nel periodo dell’inverno australe, quando il fiume si riempie di acqua è possibile vedere centinata di zebre alla ricerca di acqua e pascoli. All’interno del parco è possibile alloggiare in campeggi o in lodge, i più costosi, includono tra le varie attività delle emozionanti escursioni alle saline a bordo di quad bike (moto a quattro ruote).
    Nxai Pan National Park
    Parco di oltre 2.500 Km quadrati caratterizzato da un paesaggio molto suggestivo con immense distese punteggiate da acacie a forma di ombrello, tra febbraio ed aprile, durante le piogge, si popola di branchi di gnu, zebre, di antilopi e giraffe. All’interno del pan è possibile visitare i celebri Baines baobabs, una formazione di 7 baobab millenari di notevoli dimensioni, resi celebri dai dipinti del pittore e cartografo francese Thomas Baines, il quale li dipinse, durante un viaggio con l’esploratore e commerciante John Chapman, nel 1861. La cosa sorprendente è che il paesaggio che dipinse Baines è tuttora identico a ciò che si presenta ai nostri occhi. Questo luogo senz’altro lo colpì per la sua particolare e mistica bellezza, da questa immensa pianura salina, bianca, emerge quest’isola di baobab, un’oasi d’ombra in un deserto di sale!
    Central Kalahari Game Reserve
    Si estende in un’area di 52.800 Km quadrati, l’area protetta più estesa del continente africano. Venne istituita nel 1961, principalmente per concedere ai clan boscimani, antichi abitanti del Kalahari, un territorio entro il quale continuare le loro tradizioni di caccia e raccolta. Nel tempo divenne riserva faunistica e i boscimani furono relegati in altre zone ai margini della riserva. Geograficamente la Central Kalahari Game Reserve si divide in due aree: la parte meridionale e centrale arida, con vegetazione bassa e sabbia profonda, e la parte settentrionale, lungo la Deception Valley, dove il terreno si compatta e la vegetazione si infittisce dando origine ad una savana arida più ricca di fauna. Questa è anche l’area più visitata della riserva in quanto la più facilmente raggiungibile; qui sorgono alcuni lodge molto belli che offrono varie attività: safari in 4x4, passeggiate guidate accompagnati da una guida san, uscite in quad bike. All’interno del parco, invece, vi è al momento solo un lodge e alcune aree dedicate al camping. Il paesaggio è molto suggestivo e mutevole, le infinite distese semi-desertiche si trasformano, durante il periodo delle piogge, in distese erbose di un verde brillante popolate da migliaia di orici e springbok. Nel parco vivono moltissimi predatori, incontrare ghepardi, leoni, leopardi, iene non è una rarità!
    Kgalagadi Transfrontier Park
    Creato nel 2000 per unire il Mabuasehube-Gemsbok Park in Botswana e il Kalahari Gemsbok National Park in Sudafrica, è un’area di 38.000 Km quadrati dove gli animali possono muoversi in tutta libertà; i due paesi collaborano alla salvaguardia di questo immenso territorio e suddividono gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso al parco, ognuno gestisce però autonomamente le strutture turistiche, che sono ancora molto limitate, questo consente ai visitatori di avere a disposizione aree infinte e di incontrare sempre pochissime altre persone, soprattutto nella parte del parco in Botswana che occupa tre quarti del territorio. Questa è anche la parte più difficile da percorrere, accessibile solo con un buon 4x4. Per poter accedere al parco è obbligatorio prenotare il lodge o lo spazio nei campeggi con largo anticipo.
    Il paesaggio si contraddistingue per la presenza di basse dune rosse, ocra, rosa; durante il periodo più umido (da novembre ad aprile) si ricoprono di cespugli verdi. Il territorio ha una rada vegetazione fatta soprattutto di piccoli arbusti e punteggiato in alcune aree di ‘camel thorn’ (specie di acacia – acacia erioloba). Pur essendo un ambiente molto arido accoglie molte specie che si sono adattate a vivere in condizioni estreme e che spesso si possono incontrare nei pressi di pozze d’acqua artificiali o lungo i letti dei fiumi che talvolta offrono qualche riserva d’acqua. E’ possibile incontrare orici, eland, springbok, iene, sciacalli, caracal, volpi del capo, manguste e con un po’ di fortuna ghepardi, gatti selvatici e il famoso leone del Kalahari, facilmente riconoscibile per la sua folta criniera nera. Altro simpatico protagonista di queste zone è il suricato, piccolo onnivoro che vive in gruppi numerosi e che spesso è facile vedere di vedetta sopra piccole dune di sabbia. Il parco è anche un paradiso per i birdwatchers, con 260 specie di uccelli, di cui oltre 20 specie di grandi rapaci.
    Tutti i parchi e le riserve naturali statali sono gestiti dal DWNP (Department of Wildlife and National Parks), che gestisce anche i campeggi all’interno dei parchi e stabilisce orari di ingresso e uscita dal parco. In tutti i parchi statali è vietato spostarsi in macchina dopo il tramonto e tutti coloro che sono all’interno del parco devono uscire dallo stesso tassativamente entro l’orario di chiusura, almeno che non alloggino nelle strutture al suo interno.
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