Madagascar

    dove la natura e l’uomo
    rimangono i veri protagonisti

    Notizie utili

    Il Madagascar è un’isola veramente speciale dove la natura e l’uomo rimangono ancora oggi i veri protagonisti. Un paese grande quasi due volte l’Italia e al quale sono stati dati numerosi appellativi: isola continente, isola rossa, grande isola e ancora santuario della natura, tutti a rendere il più possibile vicino il paragone all’idea di un paradiso naturale unico nel suo genere. Quarta isola al mondo per grandezza, il Madagascar si trova a circa 400 km dalle coste africane, all’altezza del Mozambico, circondato da piccole isole e arcipelaghi;
    si presenta come un mosaico di popoli nato dalla mescolanza di migrazioni vicine e lontane, oltre che come una destinazione tutta da scoprire, senza fretta e cogliendo tutto quello che di più bello può offrire: tradizioni sacre, riti e credenze, musica e danze dove si ritrova la somiglianza culturale con gli antenati asiatici e africani, sempre rinnovata dall’impronta delle culture europee colonizzatrici.

    Dall’alto tutto si presenta come un foglio colorato: i numerosi fiumi come vene pulsanti, scorrono a valle, colline verdi e casette di paglia e mattoni lungo l’altopiano centrale, lunghe piste di terra rossa, dove carretti trainati da zebù aiutano gli uomini a trasportare cibo e merce, la verdissima costa est bagnata dalle acque irrequiete dell’oceano e l’ambiente semidesertico del sud, fatto di boscaglia spinosa e di savana.
    Il Madagascar non è né Africa né oriente, anche se di entrambe conserva tradizioni e cultura: dopo aver remato su semplici piroghe, le popolazioni provenienti dall’Indonesia e dalle coste africane si sono fermate in questo pezzo di terra ed hanno contribuito alla formazione di un mosaico di 18 etnie, tra le quali è ancora forte il culto dei morti.

    La separazione geologica dal continente africano in tempi molto lontani, ha contribuito allo sviluppo di una natura senza pari al mondo: lemuri e camaleonti e numerose specie di piante endemiche, richiamano ogni anno esperti geologi e biologi da tutto il mondo, oltre a viaggiatori alla ricerca di un’esperienza unica e speciale, a contatto con una natura incontaminata e con un popolo cordiale e gentile. Fortunatamente il turismo non ha ancora messo piede in modo così massiccio e imponente, pertanto non sempre tutto è perfettamente organizzato, ma basta partire con un po’ di spirito d’avventura e lasciarsi trasportare dal motto del paese: ‘mora mora’ (piano piano)!
    Quali documenti è necessario avere?
    I turisti che entrano in Madagascar devono essere in possesso di un passaporto valido per almeno altri 6 mesi dall’inizio del viaggio. All’ingresso nel paese è richiesto il pagamento di un visto d’ingresso, il costo è di EUR 35,00.
    Da Maggio 2019 è disponibile il servizio per l’emissione dei visti per il Madagascar ON LINE. Potete collegarvi alla pagina web EVISAMADA per ottenere, inserendo i vostri dati,  i  Visti turistici di 30 giorni e pagare con carta di credito l‘importo corrispondente di Euro 35 per persona. La ricevuta andrà presentata alle autorità doganali all’ingresso del Paese, insieme al passaporto. Per informazioni aggiornate in tempo reale e ulteriori chiarimenti consultare il sito VIAGGIARE SICURI e selezionare il paese di interesse. Consigliamo ai cittadini non in possesso di passaporto italiano di verificare i documenti tramite le autorità competenti.
    QUALI SONO LE NORME SANITARIE DA SEGUIRE?
    Suggeriamo di consultare il sito:
    VIAGGIARE SICURI sempre aggiornato. Lo stesso sito indica quanto segue:
    I viaggiatori che intendano visitare determinate regioni in uno o più paesi in via di sviluppo devono recarsi in un ambulatorio di Medicina del Viaggiatore o consultare il proprio medico curante prima del viaggio. Questo consulto deve aver luogo almeno 4-6 settimane prima della partenza, in particolar modo se si tratta di un viaggio di lunga durata per motivi di lavoro. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni anamnestiche circa i più importanti fattori di rischi, indicherà quali sono  le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria. Un consulto medico specialistico è particolarmente raccomandato ai viaggiatori con problemi medici pre-esistenti al fine di garantire e tutelare la salute durante il viaggio. 

    Non dimenticare a casa eventuali medicinali di uso quotidiano e medicinali per eventuali ‘malattie del viaggiatore’, non vi sono farmacie fornite lungo gli itinerari.

    Si consiglia di:
    1. acquistare bevande in contenitori sigillati;
    2. evitare verdura e frutti di mare se non cotti;
    3. bere acqua e bibite imbottigliate senza aggiunta di ghiaccio;
    4. consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea)
    COM’E’ IL CLIMA?
    Il Madagascar è un paese molto grande e dal punto di vista climatico varia molto da zona a zona. La parte settentrionale del paese è quella che risente di più del cambio stagione e dove le differenze tra estate e inverno sono più marcate, durante il periodo delle piogge il nord del paese e la costa orientale ne risentono di più così come di eventuali fenomeni di cicloni tropicali. La costa occidentale e la parte centro meridionale del paese sono le più secche.

    Suddividendo a grandi linee le stagionalità:
    AUTUNNO/INVERNO AUSTRALE (PRIMAVERA/ ESTATE IN ITALIA)
    E’ caratterizzato da giornate calde e soleggiate e da notti fresche, le temperature scendono notevolmente nelle ore notturne soprattutto nell’area centrale degli altipiani e nelle zone di foresta. Le mezze stagioni, aprile-maggio, offrono temperature piacevoli e il paesaggio è molto verde e rigoglioso a seguito delle piogge estive. I mesi più secchi vanno da giugno a ottobre anche se tra giugno e luglio si registrano le temperature più basse.
    Il periodo migliore per snorkeling e immersioni va da maggio a settembre; tra luglio e novembre la migrazione delle balene megattere transita lungo il canale di Mozambico e spesso si possono ammirare dalla costa, l’Isola di Sainte Marie è il luogo ideale per vederle da vicino.

    PRIMAVERA/ESTATE AUSTRALE (AUTUNNO/INVERNO IN ITALIA)
    I mesi della primavera australe tra settembre e ottobre sono eccellenti in tutte le aree del paese, il clima è più caldo anche nelle alture e nelle zone di foresta, molto secco e particolarmente piacevole. L’estate, ha un clima più umido, le temperature superano i 30°/35° C e spesso vi sono abbondanti piogge (soprattutto tra Gennaio e Marzo). Salendo verso nord le temperature diventano ancora più calde e vi è maggior rischio di cicloni tropicali. Tra fine settembre e dicembre è possibile fare snorkeling con gli squali balena al largo dell’arcipelago di Nosy Be.
    COME CI SI MUOVE NEL PAESE?
    Se si viaggia per turismo è necessario muoversi accompagnati da una guida/autista e un buon mezzo. Spostarsi nel paese in totale sicurezza e senza perdere tempo richiede un’approfondita conoscenza del territorio ed esperienza, pertanto sia in termini di sicurezza che al fine di poter garantire la migliore esperienza di viaggio proponiamo solo tour guidati (con guida privata o in piccoli gruppi in base alle preferenze). Le guide parlano un ottimo italiano, mentre gli autisti parlano francese e inglese.

    Sconsigliamo tour con auto a noleggio, sia perché il costo di questo servizio è molto elevato, sia perché, come già detto, al di fuori delle principali arterie asfaltate ci si imbatte in vere e proprie piste, che richiedono ampia esperienza. Il Madagascar inoltre è un paese ricco di cultura, di credenze, di usanze, di tradizioni, solo viaggiando con una buona guida possono essere spiegate e raccontate, in modo da dare un valore aggiunto al viaggio.
    CHE LINGUA SI PARLA?
    La lingua locale è il Malgascio con chiare influenze polinesiane e indonesiane, mescolate a quelle arabe ed europee; nei centri più piccoli si parlano dei dialetti locali. La lunga colonizzazione ha impresso negli abitanti la lingua francese, tutt’oggi insegnata a scuola e parlata dalla gran parte della popolazione. La maggior parte di coloro che lavorano negli hotels e nel settore turistico parla un buon inglese.
    C’E’ IL FUSO ORARIO?
    Il Madagascar è due ore avanti rispetto all’Italia durante l’ora solare; quando scatta l’ora legale (da aprile a ottobre) occorre spostare l’orologio in avanti di una sola ora.
    COME FUNZIONANO LE TELECOMUNICAZIONI?
    La rete di telefonia mobile copre i maggiori centri e funziona bene lungo le principali strade nazionali. Molti hotels offrono connessione WI-FI anche se non sempre è veloce e può essere discontinua. Ci sono vari operatori locali a disposizione, suggeriamo l’acquisto di una SIM locale che includa traffico dati in modo da poter essere sempre reperibile e poter comunicare anche in mancanza di WI-FI.

    Dal Madagascar all’Italia 0039
    Dall’Italia al Madagascar 00261
    QUAL E’ LA VALUTA LOCALE?
    La valuta locale si chiama Aryary (MGA), il cambio ha una forte oscillazione, ad oggi è 1 EUR=5000 MGA. Arrivati nella capitale, suggeriamo di cambiare il necessario per tutto il viaggio, in quanto nei villaggi non sempre ci sono banche dove poter prelevare e non tutte le strutture alberghiere accettano la carta di credito (dove lo sono è preferibile avere Visa e Mastercard). Le banche principali del paese si trovano ad Antananarivo ed hanno alcune filiali nei centri principali. Alcune strutture accettano Euro ma suggeriamo di pagare in valuta locale.
    CHE TIPO DI VOLTAGGIO ELETTRICO E’ UTILIZZATO?
    Il voltaggio è di 220 V. in quasi tutto il paese. Le prese sono progettate per l'uso di spine bipolari e di tipo europeo. Nelle città principali l'energia è erogata 24 ore su 24, mentre nelle zone più remote non è sempre disponibile; molte strutture utilizzano generatori che sono spenti durante le ore notturne. Suggeriamo di portare una torcia, delle batterie di scorta per le macchine fotografiche e dei power bank. Gli asciugacapelli non sono presenti nella maggior parte dei lodge/ campi tendati e prima di utilizzare il proprio asciugacapelli da viaggio è obbligatorio chiedere allo staff, onde evitare di causare eventuali danni, in quanto possono essere supportati solo apparecchi elettrici a bassissimo consumo energetico.
    COM’E’ LA CUCINA?
    La cucina malgascia è particolarmente profumata grazie all’utilizzo di spezie quali lo zenzero, il pepe, la noce moscata e varia da regione a regione. Il riso è sicuramente il piatto forte e rappresenta il 60% dell’alimentazione quotidiana, affiancato generalmente da brodo di carne di zebù oppure brodo a base di erbe selvatiche dal gusto piuttosto piccante. I piatti tipici principali sono il romazava, stufato a base di carne di zebù e maiale accompagnato da verdure locali e il ravitoto, stufato di carne con foglie di manioca pestate nel mortaio.

    Lungo la costa si possono gustare frutti di mare e crostacei di vario tipo: gamberi, aragoste e ostriche. I ristoranti delle principali città e località turistiche offrono piatti della cucina internazionale: molto diffusa la cucina francese e quella della vicina Reunion, a base di curry e rougail. E’ sempre possibile gustare carne di zebù accompagnata da verdure cotte e crude e riso. Anche la frutta si trova in abbondanza: oltre alle noci di cocco, esiste una grande varietà di frutta tropicale; da ottobre a dicembre inoltre, nella parte settentrionale si trovano moltissimi ananas, manghi e banane. In tutte le città si trova acqua minerale in bottiglia e ovunque si trovano bibite analcoliche e il rum locale, non raffinato, ottenuto dalla distillazione del riso e della canna da zucchero. La birra è diffusa ovunque mentre per quanto riguarda il vino, la cui produzione è stata introdotta dagli svizzeri negli anni ’60, i migliori vigneti si trovano nella zona di Fianarantsoa e nei dintorni di Ambalavao (altipiani centro meridionali) a circa 800/1.000 mt di altitudine.
    E’ CONSUETUDINE LASCIARE MANCE?
    Come per le altre aeree dell’Africa meridionale, è buona abitudine lasciare delle mance al personale degli hotels e alla guida (o al ranger nei lodge), indicativamente in questa misura: se si viaggia in coppia da 10 ai 20 EUR a coppia al giorno per la guida e da 5 ai 10 EUR a coppia al giorno per l’autista; se si viaggia in gruppo da 30 a 50 EUR circa totali al giorno alla guida e da 10 a 20 EUR totali al giorno per l’autista; per il personale degli hotels circa 2/4 EUR per persona al giorno da lasciare nell’apposita ‘tip box’ presente alla reception. Per il servizio di facchinaggio è buona norma lasciare l’equivalente di 1 EUR a collo; nei ristoranti il 10%-15%, non è obbligatorio ma è consuetudine e può variare in base al livello di gradimento.
    CHE TIPO DI BAGAGLIO/ ABBIGLIAMENTO POSSO PORTARE?
    BAGAGLIO: Se si viaggia in più di 2 persone a bordo dello stesso mezzo suggeriamo di portare borsoni morbidi in modo che vi sia spazio sufficiente per stivare comodamente i bagagli di tutti. Per questo è importante limitare il guardaroba a quanto indispensabile. Consigliamo uno zainetto dove poter tenere il necessario a portata di mano durante i tragitti e i safari (macchina fotografica, binocolo, torcia e batterie di riserva, denaro e documenti).

    Talvolta può capitare che dopo un volo internazionale il bagaglio venga smarrito e che sia necessario qualche giorno per trovarlo e per consegnarlo. Per ovviare a questo problema suggeriamo di preparare un bagaglio a mano con una serie di indumenti utili, in modo da poter fronteggiare i primi giorni, fino alla consegna del bagaglio, ove e se possibile.

    ABBIGLIAMENTO:
    INVERNO AUSTRALE (NOSTRA ESTATE)
    Abbigliamento suggerito: piumino e/o giaccone invernale, guanti, sciarpa, berretto pesante, pantaloni pesanti, felpe pesanti, abbigliamento notturno pesante (non vi è il riscaldamento nelle strutture!). Da alternare con un abbigliamento estivo per le ore calde diurne.

    ESTATE AUSTRALE (NOSTRO INVERNO)
    Abbigliamento suggerito: estivo. Non dimenticare felpa/ giacca a vento per le ore serali. Impermeabile.
    Nelle stagioni di mezzo le temperature possono essere variabili, suggeriamo di portare capi estivi e qualche capo pesante.

    IN GENERALE: L’abbigliamento è sempre informale; i colori consigliati degli indumenti sono il beige e tutte le tinte naturali che attirano meno le zanzare e tessuti in lino e cotone. Non utilizzare vestiario in stile militare, non è ben visto in nessun paese africano.

    Paesaggi e parchi

    Il Madagascar è la meta ideale per gli amanti della natura: parchi e riserve ricche di flora e fauna si distinguono tra loro secondo la posizione geografica e del clima. Il paese si divide essenzialmente in 4 aree geografiche: ‘Il centro e gli altipiani’, copre circa i tre quarti del paese e ne rappresenta la spina dorsale perché centro storico, culturale e politico. Geograficamente si articola in tre massicci montuosi: il Maromokotro, l’Ankaratra e l’Andringitra. La regione appartiene all’etnia Merina, e include anche Antananarivo, la capitale, quest’area è fatta di colline e di piccoli villaggi tradizionali, dove la gente abita in graziose casette di argilla e paglia.

    Scendendo ecco la regione Betsileo, punto di incontro tra quella centrale e la costa meridionale, caratterizzata da distese di risaie e vigneti. Vi è poi ‘la costa occidentale’ con vaste pianure che scendono dolcemente dagli altipiani: dalla punta settentrionale dove si trova Diego Suarez, fino alla regione arida di Majunga e quindi a quella di Morondava dove crescono i baobab; il territorio è quello dei Sakalava e il paesaggio si presenta selvaggio e dominato da sterrati, grandi fiumi come il bellissimo Tsiribihina e dai famosi tsingy, grandi pinnacoli di arenaria classificati dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. Scendendo lungo la costa si incontrano i villaggi della tribù dei Vezo, i pescatori nomadi del sud.
    La costa orientale’ è un universo a parte, completamente diverso dal resto del paese, lontano dalle torride e semidesertiche terre del sud e dell’ovest, e da quelle più fresche dell’altopiano: da Fort Dauphin alla costa della vaniglia, che vede Sambava capitale indiscussa, il litorale è battuto dalle piogge per la maggior parte dell’anno e si presenta pertanto verdissimo, con foreste tropicali spezzate da canali navigabili, fiancheggiati da spiagge intatte.

    Questo litorale è anche la terra di mille leggende e storie antiche, dove i pirati hanno lasciato i loro tesori, soprattutto nella bellissima isola di Sainte Marie. Infine vi è la regione del ‘grande sud’, la progressiva fine delle risaie e dei vigneti dell’altopiano centrale e l’apparizione dei primi massi e delle prime tombe fanno pensare all’inizio di un nuovo territorio, dove mandrie di zebù occupano le strade e dove il grande parco Isalo si presenta in tutto il suo splendore. È il regno della savana e della boscaglia: un ambiente unico nel suo genere, dove cadono meno di 500 mm di pioggia l’anno e dove si sviluppa una vegetazione totalmente adattata a un clima semi-desertico.
    In questi habitat si trovano specie vegetali e animali unici al mondo e gli esperti dichiarano che per più del 60% si tratti di fauna e flora endemiche, anche se si è scoperto che circa l’85% delle foreste che ricoprivano in origine questa bellissima isola, sono state distrutte dall’uomo. I motivi di tanta deforestazione sono da ricercarsi nei metodi di agricoltura di sussistenza utilizzati delle popolazioni locali e nello sfruttamento delle foreste a fini puramente commerciali: tutto ciò ha provocato erosione e la perdita di habitat della fauna, tanto che molte specie sono a rischio di estinzione. Fortunatamente oggi vi sono leggi nazionali che garantiscono forme di protezione a determinate specie animali e vegetali, inoltre anche il WWF e altri enti stanno sensibilizzando la popolazione attraverso corsi di aggiornamento per insegnanti, programmi istruttivi di conservazione dei beni pubblici, gestione delle zone protette e addestramento di amministratori e guardie forestali delle riserve.

    Per la gran parte parchi e riserve sono gestiti dall’ANGAP (Associazione Nazionale per la gestione delle aree protette) e se ne distinguono tre tipi: parchi nazionali, riserve speciali e riserve naturali integrali e tra quelli più importanti da vedere si ricordano i seguenti:
    Parco Nazionale Andasibe-Mantadia
    Soprannominato ancora oggi ‘Perinet’ come il vecchio nome francese, in realtà il parco raggruppa la riserva speciale Indri Indri ed il parco di Mantadia. Si trova poco lontano da Antananarivo, in direzione di Tamatave ed è conosciuta dagli appassionati della natura per la ricchezza di piante e di lemuri, specie quelli notturni e quelli della famiglia degli “indri indri”. La riserva si estende su 15480 ettari a 900 metri di altezza ed è popolata, oltre che dagli Indri Indri, da Lemur Fulvus, Lemur Bamboo, Lemur Rubriventer. La flora è molto ricca e si notano diverse orchidee tra cui Eulophella, Roempleriana Grammangi, Ellisi.
    Parco Nazionale di Ranomafana
    Con una superficie di 40.000 ettari, il parco si presenta con colline coperte dalla folta foresta pluviale che si aggrappa al monte e scende verso la vallata. Per la ricchezza di flora e fauna selvatiche, il parco è considerato una delle meraviglie del Madagascar ed è uno dei più visitati del paese. E’ costituito per la maggior parte da colline oscillanti tra gli 800 e i 1200 mt di altitudine, solcate da numerosi corsi d’acqua che si gettano nel fiume Namorona. Qui vivono 43 specie di mammiferi, 115 di uccelli, 62 di rettili, 98 di anfibi, 6 di pesci e 115 di farfalle. Senz’altro l’incontro più emozionante è quello con i lemuri, in questa foresta se ne possono incontrare 12 specie, due di queste (l’apelemure dorato del bambù e il grande lemure del bambù) sono molto rare e difficili da avvistare. La parte più visitata dai turisti è quella di Talatakely attraversata da due sentieri principali: quello breve della durata circa 2 ore tra andata e ritorno, attraverso un’area dove è possibile avvistare diversi lemuri e quello lungo, che richiede circa 3 ore di cammino, poiché si spinge un po’ più lontano per osservare meglio i lemuri e infinite varietà di piante e uccelli.
    Parco Nazionale d’Isalo
    È un immenso massiccio di arenaria risalente al giurassico e si estende su una superfice di circa 82.000 ettari. Si presenta con paesaggi di straordinaria suggestione e merita davvero alcuni giorni di esplorazione a piedi: l’alternarsi di pianure erbose e creste di arenaria segnata dal vento e dall’acqua, massi di roccia che nascondono le antiche tombe dei Sakalava, spingono i viaggiatori a seguire i sentieri già tracciati per scoprirne la rara bellezza. Tra i luoghi di maggiore interesse il Canyon des Singes ed il Canyon des Rats, la Piscine Naturelle e la Fenetre de l’Isalo; quest’ultima è un massiccio alto e liscio con al centro un’apertura triangolare, da questo il nome di finestra. E’ bello visitarla al tramonto quanto il sole rosso fuoco per qualche secondo si affaccia in quest’ apertura. Nel parco vi sono decine e decine di bizzarre formazioni rocciose, sculture della natura che possono dare spazio alla fantasia ed essere interpretate a piacimento.
    Vivono 14 specie di lemuri e 77 di uccelli; la flora è molto varia, tra le specie più caratteristiche vi è il ‘pachypodium rosulatum’, detto anche ‘piede d’elefante’, assomiglia a un piccolo baobab ma non appartiene a quella specie, questa pianta riesce a immagazzinare grandi quantità d’acqua nel suo tronco a bottiglia e a sopravvivere per lunghi periodi di siccità.
    Ci si può muovere alla scoperta del parco a piedi, vi sono diversi percorsi ben segnalati da scegliere in base al tempo a disposizione, nessuno richiede una particolare forma fisica, vi sono circuiti brevi di qualche ora o di mezza giornata ed altri dell’intera giornata. Il percorso più frequentato è il ‘Natural Pool Trail’ che porta alla ‘Piscine Naturelle’ , offre un suggestivo panorama e conduce ad una piscina naturale, dove potersi tuffare e rinfrescarsi nel verde brillante delle acque di quest’oasi, circondata di palme e alimentata dalle fresche acque di un ruscello. Questo è il luogo ideale dove riposare per un pic-nic.
    Parco Nazionale dell’Andringitra
    Istituito nell’ottobre del ’99 e parte dei patrimoni dell’UNESCO dal 2007, il parco dell’Andringitra è uno dei parchi più interessanti da visitare proprio per la varietà di ecosistemi che ospita: spettacolari vedute di enormi picchi granitici, più di 50 Km di sentieri, foresta pluviale di bassa quota a est e praterie di alta montagna a ovest. L’incontro con la vita, la cultura e le caratteristiche di popoli indigeni malgasci, Betsileo e Bara, sono assicurate. L’itinerario più interessante dal punto di vista naturalistico è il Pic Boby (o Pic Imarivolanitra, la seconda montagna più alta del paese): dopo circa due ore di cammino la vista sul massiccio dell’Andringitra è bellissima! Nel parco vivono 54 specie di mammiferi tra cui il famoso ‘lemure catta’ e 108 specie di uccelli tra cui l’incantevole piccione blu del Madagascar, dal piumaggio blu intenso, la rara coracia terragnola, dalle sfumature verdi e marroni. Il parco ospita anche 50 specie di rettili e 70 di anfibi.
    La flora è quella tipica dell’area sud ovest del paese, con oltre 100 specie di piante tra le quali le endemiche aloe andringitriensis, il fico strangolatore o ficus rubra e la rhipsalis baccifera, un tipo di cactus.
    Riserva del Berenty
    La riserva del Berenty sorge a circa 100 km in direzione ovest dalla città di Fort Dauphin e si raggiunge percorrendo una pista di terra rossa, in mezzo a chilometri e chilometri di terreno coltivato a sisal. Voluta dalla famiglia De Haulme nel 1936, la riserva è concepita per proteggere e salvaguardare un tipo di foresta molto fitta dominata da tamarindi, dove vegetazione endemica e fauna sono severamente protette. Una passeggiata nella foresta fittissima e lussureggiante permette di avvicinare senza difficoltà diverse specie di lemuri come il Sifaka, il Lemur Catta, il Lepilemur Leucopus oltre alle volpi volanti rosse (Pteropus rufus) e molte specie di bellissimi uccelli. Nel parco vi sono anche alcune zone di foresta spinosa dove crescono prevalentemente didieracee, aloee ed euforbie; interessante un’escursione serale per poter ammirare lemuri topo notturni (microcebus murinus), i maki (cheirogaleus medius) e i lepilemuri dai piedi bianchi (lepilemur leucopus). L’unico lodge all’interno del parco è il Berenty Lodge.
    Parco Nazionale degli Tsingy di Bemaraha
    Le formazioni rocciose di questo parco sono uniche al mondo e sono state classificate dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Tutto iniziò 200 milioni di anni fa quando l’altopiano di Bemaraha era sommerso dalle acque del canale del Mozambico e conchiglie e coralli si saldarono lentamente tra loro formando una gigantesca placca calcarea, che, emergendo e a seguito dell’erosione, formò un canyon e centinaia di pinnacoli calcarei, chiamati appunto Tsingy, formazioni rocciose bizzarre simili alle guglie di una cattedrale. Il modo migliore per vedere il parco è partire da Morondava oppure da Belo sur Tsiribihina, un tempo regno della tribù Vazimba. Vi sono vari percorsi da fare a piedi di varia difficoltà che durano dalle 2 alle 5 ore. Nel parco vivono 13 specie di lemuri, 94 di uccelli, 66 di rettili e 22 di anfibi. Il tragitto in auto per giungere al parco da Morondava è impervio, si tratta di una pista sterrata in pessime condizioni, spesso sono necessarie fino a 9 ore per compiere poco più di 160 Km.
    Riserva Speciale dell’Ankarana
    La riserva è il secondo luogo del Madagascar dove si possono vedere gli Tsingy (dopo quelli di Bemaraha) e comprende lo spettacolare Massiccio di Ankarana, che risale al periodo giurassico e si erge su di una pianura di basalto a circa 100 Km a sud di Diego Suarez, in una regione selvaggia caratterizzata da formazioni rocciose e da flora e fauna molto ricche, numerosi laghi e un’estesa rete di grotte.
    Qui convivono baobab, alberi di cassia, fichi e alberi tipici della foresta secca; 11 specie di lemuri, 14 di pipistrelli, 96 di uccelli e 60 di rettili e anfibi. Di particolare interesse la Grotte des Chauves-Souris, la Grotte d’Andrafiabe e la Grotte des Crocodiles, oltre ad essere interessanti dal punto di vista geologico sono dei luoghi sacri per la tribù locale degli Antankarana, erano un luogo di sepoltura e secondo le loro credenze la dimora degli antenati.
    Parco Nazionale della Montagne D’Ambre
    Sorge a circa 40 km a sud dalla città di Diego Suarez e rappresenta un tipico esempio di foresta umida, una delle più belle e interessanti del paese. Raggiunge i 1470 mt di altitudine e con la sua fitta vegetazione, paragonabile alle foreste della costa est, ricopre un massiccio vulcanico. Ospita un vero giardino botanico con oltre 1000 specie di piante tra le quali felci, orchidee, antichi e pregiatissimi alberi quali il palissandro. Nell’intrico di questa meraviglia vivono 7 specie di lemuri, manguste dalla coda ad anelli, l’ibis crestato della foresta e molte altre specie. Passeggiate lungo i sentieri portano alla scoperta di sei laghi vulcanici e di belle cascate.
    Arcipelago di Nosy Be
    Situate al largo della costa nord occidentale della ‘Grande Terre’, l’isola di Nosy Be e le isole vicine sono considerate le perle del Madagascar. Il microclima tropicale e la posizione, vicina all’equatore, regalano sia d’estate che d’inverno temperature miti: durante l’inverno australe (da maggio a ottobre) il clima è più asciutto e le temperature massime sono sempre attorno ai 27°/28°; durante il periodo estivo (da gennaio a marzo) le piogge sono abbondanti e le alte temperature diurne creano una fastidiosa umidità.

    All’arrivo nell’isola si è subito accolti dall’intenso profumo di fiori di ylang ylang e frangipane, caffè, cacao e vaniglia, coltivati assieme alla canna da zucchero, ciò giustifica il soprannome di ‘Isola dei Profumi’. Percorrendo in auto la strada asfaltata che dall’aeroporto di Fascene conduce alla città di Hell Ville e poi continua verso nord, si attraversano le bellissime piantagioni di caffè e pepe e si ammirano gli strani alberi di ylang ylang, cresciuti in orizzontale, per le continue potature delle cime: da questi alberi fiorisce tutto l’anno il prezioso fiore, ma è soltanto nelle prime ore del mattino che è raccolto e poi distillato, osservando una procedura antica che prevede l’utilizzo di vecchi alambicchi alimentati da fuoco a legna. In città vi è un coloratissimo mercato: gli isolani arrivano dalla ‘Grande Terre’ carichi di legumi e verdure, mentre i pescatori arrivano al porto con le loro piccole barche colme di pesce fresco; da non perdere l’escursione alla Riserva di Lokobe: pagaiando lungo la baia in direzione sud est, si arriva al piccolo villaggio di Ambatozavary e quindi alla riserva naturale che ospita varie specie di lemuri diurni e notturni e una grande varietà di piante endemiche.

    Nosy Be, sicuramente affascinante per le sue bellezze naturali, la gente cordiale e ospitale, non deve essere considerata il punto di arrivo di una vacanza, ma il punto di partenza ideale per una serie infinita di escursioni al suo interno, come sopra descritto, e per l’esplorazione delle numerose isole che la circondano. Le spiagge più belle e conosciute quali Ambatoloaka, Madirokely, Dzamandzary e Andilana, così come quelle minori, sono spesso soggette al fenomeno delle maree che rende la balneazione più difficile durante la bassa marea. La sabbia dorata di molte spiagge fa sì che il colore dell’acqua non sempre sia cristallino. E’ molto importante spiegare queste caratteristiche dell’isola, altrimenti coloro che si aspettano di uscire dal proprio bungalow e trovare spiagge infinite di sabbia bianca e lagune trasparenti, possono rimanere delusi. Nosy Be è un’isola incantevole per chi ama una vacanza attiva, uscendo in barca è possibile approdare, infatti, in luoghi mozzafiato, in piccole isole dalle acque trasparenti.

    La più vicina è l’isola di Nosy Tanikely, parco nazionale sottomarino raggiungibile in mezz’ora di barca dal porto di Hell Ville: i suoi fondali offrono, soprattutto ai subacquei, lo straordinario spettacolo della barriera corallina e di numerosi pesci colorati. A poche miglia a est ecco spuntare Nosy Komba, caratterizzata dal bellissimo villaggio ancora incontaminato, dove gli uomini costruiscono le piroghe e le donne ricamano bellissime tovaglie. A poche centinaia di metri dalla costa nord occidentale di Nosy Be si trova Nosy Sakatia, nominata anche isola delle orchidee. Percorrendo qualche miglio in più verso sud est invece, dopo aver superato la bellissima isoletta di Ankazoberavina, con le sue rocce piene di quarzi, si trova la spettacolare isola di Nosy Iranja, mentre in direzione nord l’arcipelago di Nosy Mitzio e la prima isola che si incontra è Tsarabanjina.

    Nosy Be pertanto è un luogo perfetto dove terminare in relax un tour alla scoperta del paese, ma solo chi comprende la sua bellezza e le sue caratteristiche può apprezzarla e godere delle meraviglie che la circondano!
    Arcipelago di Nosy Mitsio
    Si trova a circa 60 Km a nord est di Nosy Be. E’ un arcipelago totalmente incontaminato, solo in una delle sue isole, Tsarabanjina (la più vicina a Nosy Be) vi è un lodge, tutte le altre sono disabitate o popolate da pescatori.
    L’isola principale si chiama Mitsio Be (Grande Mitsio) ed è abitata da contadini e pescatori; a nord si trova Nosy Ankarea, una meravigliosa isola collinare, un vero paradiso. Il modo migliore per scoprire l’arcipelago è facendo una crociera in barca a vela o catamarano.
    Isola Sainte Marie
    Situata lungo la costa orientale del Madagascar, circondata dalla barriera corallina, Sainte Marie è il luogo ideale per chi cerca una vacanza a stretto contatto con la natura. Grazie alle sue dimensioni, 60 chilometri di lunghezza e 5 di larghezza, è facilmente visitabile in bicicletta e chi lo desidera può alternare giornate di sole e di mare a una visita del capoluogo con le tipiche abitazioni coloniali, il cimitero dei pirati, l’acquario e il porticciolo, o fare escursioni all’interno, ancora molto selvaggio. Da Sainte Marie si può raggiungere l’isolotto di Ile aux Nattes, dalle spiagge di sabbia bianca finissima. Da luglio a settembre/ottobre inoltre, le acque del Madagascar e in particolare quelle dell’isola di Sainte Marie vedono il passaggio di numerosi esemplari di balena megattera (Megattera Novaeangliae) che svernano con i balenotteri sino a ottobre, quando riprendono la rotta verso l’Antartide dove possono trovare enormi banchi di plancton, la principale fonte della loro alimentazione. La loro presenza nel Canale di Mozambico e nelle acque a nord-est della grande isola consente a chi ha la fortuna di soggiornare in questi luoghi di vivere un’esperienza indimenticabile osservando da vicino questi splendidi cetacei durante le loro spettacolari evoluzioni.
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