Tanzania e Zanzibar

    angoli di natura meravigliosi

    NOTIZIE UTILI

    La Tanzania è il paese più grande dell’Africa orientale; confina ad est con l’Oceano Indiano e poi con Kenya, Uganda, Congo, Zambia, Burundi, Ruanda, Malawi e Mozambico. La maggior parte del territorio è caratterizzato da altipiani con un’altitudine media che si aggira intorno ai 1500 metri.
    Il paesaggio può essere diviso in tre zone: le montagne, con le due cime più elevate, Kilimanjaro (5895 m) e Meru (4566 m), che svettano al confine con il Kenya; le steppe e le savane, che costituiscono il 64% del territorio; le foreste, che ricoprono il restante 36%. Vi è la foresta umida di montagna che si sviluppa fino a 3000 m ricoprendo il Meru, il Kilimanjaro e il vulcano di Ngorongoro; le foreste-gallerie, invece, sono composte da alberi tropicali quali la palma, i ‘sausage trees’, che crescono lungo le sponde dei fiumi e dei laghi.

    FAQ per viaggiare in Tanzania e Zanzibar

    QUALI DOCUMENTI E’ NECESSARIO AVERE?
    Sono richiesti: passaporto valido per almeno 6 mesi dalla data di partenza e il visto d’ingresso, ottenibile in loco in arrivo oppure prima della partenza (almeno 8 giorni lavorativi ante partenza), tramite il sito ESERVICES IMMIGRATION , questo rende più veloce l’ingresso nel paese evitando le code.

    Il costo è di USD 50,00 per persona. Consigliamo ai cittadini non italiani di verificare i documenti necessari tramite le autorità competenti.

    Per informazioni aggiornate in tempo reale e ulteriori chiarimenti consultare il sito VIAGGIARE SICURI e selezionare il paese di interesse.
    QUALI SONO LE NORME SANITARIE DA SEGUIRE?
    Suggeriamo di consultare il sito: VIAGGIARE SICURI sempre aggiornato.
    Lo stesso sito indica quanto segue:
    I viaggiatori che intendano visitare determinate regioni in uno o più paesi in via di sviluppo devono recarsi in un ambulatorio di Medicina del Viaggiatore o consultare il proprio medico curante prima del viaggio. Questo consulto deve aver luogo almeno 4-6 settimane prima della partenza, in particolar modo se si tratta di un viaggio di lunga durata per motivi di lavoro. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni anamnestiche circa i più importanti fattori di rischi, indicherà quali sono le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria. Un consulto medico specialistico è particolarmente raccomandato ai viaggiatori con problemi medici pre-esistenti al fine di garantire e tutelare la salute durante il viaggio.

    E’ richiesto obbligatoriamente il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla se si proviene da paesi ove la malattia è endemica.

    Non dimenticare a casa eventuali medicinali di uso quotidiano e medicinali per eventuali ‘malattie del viaggiatore’, non vi sono farmacie fornite lungo gli itinerari.

    Si consiglia di:
    • acquistare bevande in contenitori sigillati;
    • evitare verdura e frutti di mare se non cotti;
    • bere acqua e bibite imbottigliate senza aggiunta di ghiaccio;
    • consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea)
    COM’E’ IL CLIMA?
    Si possono individuare 2 zone climatiche ben distinte: l’interno con gli altipiani (oltre 1.500 metri di altitudine), che gode di un clima tropicale temperato, e la costa, piatta, dal clima equatoriale umido. La stagione secca va da maggio ad ottobre.

    La stagione delle piogge si divide in 2 periodi: la ‘grande stagione delle piogge’, da metà marzo a inizio maggio. In questo periodo le sere possono essere fresche se non addirittura fredde, nell’area di Ngorongoro il termometro può scendere di notte sotto i 10 C°. Vi è poi la ‘piccola stagione delle piogge’, da inizio novembre a metà dicembre, in questo periodo vi sono sporadici acquazzoni.
    COME CI SI MUOVE NEL PAESE?
    Se si viaggia per turismo e per visitare i parchi è necessario muoversi accompagnati da una guida/autista e un buon fuoristrada. Spostarsi nei parchi e nelle riserve richiede un’approfondita conoscenza del territorio ed esperienza, pertanto sia in termini di sicurezza che al fine di poter garantire la migliore esperienza di safari proponiamo solo tour guidati (con guida privata o in piccoli gruppi in base alle preferenze).
    CHE LINGUA SI PARLA?
    La lingua ufficiale è lo swahili, l’inglese è parlato dalla maggior parte delle persone che lavorano a contatto con i visitatori; si parlano più di 120 dialetti locali.
    C’E’ IL FUSO ORARIO?
    In inverno, quando in Italia vige l’ora solare, 2 ore in più rispetto all’Italia. In estate, quando in Italia vige l’ora legale, 1 ora in avanti.
    COME FUNZIONANO LE TELECOMUNICAZIONI?
    La copertura telefonica è buona, tranne in alcune aree dei parchi ove è assente. La maggior parte degli hotel e lodge offre WI-FI gratuito anche se spesso, nei parchi, il segnale non è ottimo. Chi lo desidera può acquistare una SIM locale da utilizzare durante il viaggio, vi sono vari operatori disponibili.

    Prefissi telefonici: dall’Italia alla Tanzania: 00255 Dalla Tanzania all’Italia: 00 39
    QUAL E’ LA VALUTA LOCALE?
    Scellino Tanzaniano (TZS) che equivale a circa 1 Euro = TZS 2500,00

    Per gli acquisti nei mercati locali, nei piccoli supermercati e ristoranti è richiesto l'utilizzo di Scellini che possono essere acquistati presso gli uffici cambio delle banche o prelevati agli sportelli ATM (presenti in tutte le città – è richiesta commissione). I negozi, i ristoranti e gli hotels internazionali spesso accettano pagamenti in USD o con carta di credito (spesso vi è una commissione del 5%/6%). Sono accettati dollari americani con data di emissione tassativamente successiva al 2006.
    CHE TIPO DI VOLTAGGIO ELETTRICO E’ UTILIZZATO?
    La corrente elettrica è erogata a 220 Volt e 50 Hertz. Nel paese si usano prese a tre poli rettangolari come in Gran Bretagna, suggeriamo di procurarsi un adattatore internazionale. L’energia non è sempre disponibile, molte strutture (soprattutto lodge/ campi tendati nei parchi) utilizzano generatori che sono spenti durante le ore notturne. Suggeriamo di portare una torcia, delle batterie di scorta per le macchine fotografiche e dei power bank. Gli asciugacapelli non sono presenti nella maggior parte dei lodge/ campi tendati e prima di utilizzare il proprio asciugacapelli da viaggio è obbligatorio chiedere allo staff, onde evitare di causare eventuali danni, in quanto possono essere supportati solo apparecchi elettrici a bassissimo consumo energetico. A bordo dei veicoli utilizzati per i safari vi è la possibilità di ricaricare telefoni e macchine fotografiche.
    COM’E’ LA CUCINA?
    Nei lodge e hotel la cucina è molto varia; propongono zuppe, pasta, spezzatini e grigliate di carne e pesce, verdure di vario tipo, riso, frittate. Talvolta è possibile assaggiare alcuni piatti tipici quali l’ugali, una polenta di mais, generalmente servita con spezzatino di carne stufata accompagnata da salsa di cipolle, pomodori e verdure. Da assaggiare anche le polpettine di carne o verdure, senza dimenticare i 'matoke', banane bollite.
    E’ CONSUETUDINE LASCIARE MANCE?
    Come per le altre aeree dell’East Africa, è buona abitudine lasciare delle mance al personale degli hotels e alla guida, indicativamente in questa misura: se si viaggia in coppia da 20 ai 30 USD a coppia al giorno per la guida e da 5 ai 10 USD a coppia al giorno per l’autista (se presente); se si viaggia in gruppo (4/6 persone per mezzo) da 50 a 70 USD circa totali al giorno alla guida e da 20 a 40 USD totali al giorno per l’autista (se presente); per il personale degli hotels circa 3/5 USD per persona al giorno da lasciare nell’apposita ‘tip box’ presente alla reception.
    CHE TIPO DI BAGAGLIO/ ABBIGLIAMENTO POSSO PORTARE?
    BAGAGLIO
    Sono richiesti borsoni morbidi per poterli stivare facilmente nella jeep durante il tour. Se a bordo vi sono solo 2/3 passeggeri è possibile portare valige rigide o semi-rigide; se i passeggeri sono 4/6 è necessario avere dei borsoni. Nel caso siano previsti voli interni questo accorgimento diventa obbligatorio in quanto imposto dalle compagnie aeree locali (la maggior parte delle quali consente una franchigia massima di 20 Kg per persona incluso il bagaglio a mano, contenuti in borse morbide).

    Per questo è importante limitare il guardaroba a quanto indispensabile. Consigliamo uno zainetto dove poter tenere il necessario a portata di mano durante i tragitti e i safari (macchina fotografica, binocolo, torcia e batterie di riserva, denaro e documenti).

    Talvolta può capitare che dopo un volo internazionale il bagaglio venga smarrito e che sia necessario qualche giorno per trovarlo e per consegnarlo. Per ovviare a questo problema suggeriamo di preparare un bagaglio a mano con una serie di indumenti utili, in modo da poter fronteggiare i primi giorni, fino alla consegna del bagaglio. I costi di consegna nei lodge situati nel Parchi Nazionali (le compagnie aeree non recapitano nei parchi e dunque il bagaglio viene spedito tramite corriere), non sempre vengono assorbiti dalle compagnie aeree e vanno da un minimo di USD 70,00 ad un massimo di ca USD 600,00 a seconda della distanza del parco dall’aeroporto (tale costo va pagato in loco ed è poi possibile chiedere rimborso all’assicurazione – per chi l’abbia sottoscritta – in base ai massimali previsti).

    ATTENZIONE – DIVIETO AI SACCHETTI DI PLASTICA NEL PAESE

    Non è permesso introdurre di nessun tipo di sacchetto in plastica nel paese. Il provvedimento include i sacchetti in plastica trasportati nel bagaglio da stiva e bagaglio a mano. Non sono ammessi inoltre:
    • Tutti i sacchetti del duty free;
    • Tutti i piccoli sacchetti trasparenti “ziplock” che servono per contenere liquidi e altro materiale per la cura del corpo e l’igiene personale , esibiti durante il controllo bagaglio a mano in partenza da tutti gli aeroporti del mondo;
    • Qualunque altro tipo di sacchetto

    ABBIGLIAMENTO
    In generale: L’abbigliamento è sempre informale, i colori consigliati degli indumenti sono il beige e tutte le tinte naturali che attirano meno le zanzare e tessuti in lino e cotone. Non utilizzare vestiario in stile militare, non è ben visto in nessun paese africano.

    In linea di massima gli indumenti sono estivi senza dimenticare felpa/ giacca a vento per le ore serali (in alcune aree quali Arusha, Ngorongoro, Karatu anche di giorno le temperature possono essere fredde pertanto giacche pesanti, felpe e pantaloni lunghi possono essere utili), un impermeabile e scarpe comode.

    Paesaggi e parchi

    Dal punto di vista geografico la Tanzania si suddivide in quattro zone: il litorale tanzaniano, una pianura costiera che si estende per circa una sessantina di chilometri e che presenta suoli molto poveri con mangrovie; gli altopiani del centro, formati da steppe aride e savane punteggiate di palme, baobab e acacie; il nord del paese, la regione più montuosa in cui ritrovano anche i più grandi e conosciuti Parchi Nazionali. Vi è poi l’ovest, con il Lago Tanganyika, il più lungo lago d’acqua dolce del mondo (32000 kmq, 675 km di lunghezza e 50 km di larghezza) e il secondo per profondità (1434 m).
    I parchi nazionali del paese sono amministrati dal TANAPA (Tanzania National Parks Authority).

    Esistono due principali circuiti dedicati ai safari: quello settentrionale che comprende il Serengeti National Park, la Ngorongoro Conservation Area, Lake Manyara e il Tarangire National Park, e il circuito meridionale che comprende la riserva safari Selous Game Reserve, il Mikumi National Park e il Ruaha National Park.

    Luoghi da visitare in Tanzania e Zanzibar

    Circuito settentrionale dei safari

    Serengeti National Park
    Il Serengeti National Park ha un’estensione di 14.763 Km² ed è il secondo più vasto parco del paese; è teatro della più grande migrazione di mammiferi del continente africano, che vede lo spostamento annuale di oltre 2 milioni di gnu, di un milione di zebre e di erbivori di varia specie, che compiono un percorso di circa 800 Km alla ricerca di nuovi pascoli e acqua. Si tratta di uno degli eventi naturali più spettacolari di tutto il continente!
    I grandi fiumi Grumeti e Mara sono senz’altro gli ostacoli più difficili di questo tragitto; le mandrie attraversano terrorizzate questi corsi d’acqua, i loro corpi si contorcono, si calpestano, diventando spesso vittime dei coccodrilli, solo i più forti e fortunati riescono a raggiungere il Kenya. Non vi sono orari e tempi precisi per determinare la migrazione; gli animali infatti, si spostano seguendo le piogge stagionali. Il periodo migliore per vedere la migrazione nel Serengeti è tra gennaio e febbraio, quando le femmine di gnu si concentrano nella piana di Ndutu per partorire i loro cuccioli, e nel periodo che va da luglio-agosto a settembre-ottobre, quando è possibile assistere all’attraversamento del fiume Mara (detto crossing). Prima le mandrie entrano in Kenya (luglio/agosto) e poi dal Masai Mara attraversano nuovamente il fiume per far ritorno nel Serengeti (settembre/ottobre), in Tanzania (il fiume segna il confine tra i due paesi e tra il parco Serengeti e il Masai Mara). In questi periodi ci si trova letteralmente catapultati all’interno di un documentario, è possibile assistere di persona a quanto si è visto tante volte in TV, ed essere catturati dalla potenza della natura, dai rumori e da immagini di questo avvenimento che continua senza sosta. Tutto il parco comunque regala esperienze di safari uniche, anche in periodi dell’anno differenti, grazie alla presenza di moltissimi animali stanziali ovunque e soprattutto di predatori. In pochi parchi in Africa è altrettanto frequente incontrare felini e spesso assistere a delle scene di caccia; questo grazie anche alla morfologia del territorio, alle ampie distese di savana interrotte solo da qualche acacia, l’habitat perfetto per riuscire ad avvistare gli animali e i loro movimenti. Dal punto di vista morfologico la parte meridionale del parco è caratterizzata da vaste sconfinate pianure sulle quali si ergono delle formazioni rocciose chiamate ‘kopjes’, grandi blocchi di granito di origine vulcanica che, modellati dal vento, hanno assunto nei secoli la forma di enormi massi sferici. La parte centrale e occidentale è percorsa da un corridoio segnato dai fiumi Grumeti e Mbalangeti, che prosegue fino al Lago Vittoria; qui, vista la vicinanza al lago e le abbondanti precipitazioni, la vegetazione è rigogliosa e la foresta lungo il fiume è un habitat particolare che offre rifugio a primati e a leopardi ben appostati. Il nord del parco è caratterizzato da colline ricoperte da boschi di acacie. Il tutto un vero paradiso per gli amanti della natura e dei safari!
    Ngorongoro Conservation Area
    Dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità e classificata Riserva Internazionale della Biosfera, la Ngorongoro Conservation Area è una delle riserve naturali più famose della Tanzania. Situata tra la scarpata occidentale della Great Rift Valley e le pianure del Serengeti è il risultato di antichissimi smottamenti vulcanici. Ciò che la caratterizza è sicuramente il Cratere di Ngorongoro, un’immensa cavità naturale profonda 600 metri, del diametro di 19 Km, la più vasta caldera ininterrotta e integra esistente nel nostro pianeta, un anfiteatro naturale di eccezionale bellezza che occupa una superfice di circa 300 Kmq. Durante la visita al cratere, si sale fino ai bordi dello stesso, percorrendo un’area di foresta molto densa, ci si ferma al ‘Crater View Point (2.216 m di altitudine), da dove ammirare un panorama meraviglioso che permette, se non è nuvoloso, di avere una veduta d’insieme sull’immensa caldera e di percepirne la vastità! Si percorre un tragitto lungo una strada che costeggia l’orlo del cratere e che porta fino a uno dei punti di accesso alla pista che scende nello stesso. Al suo interno si presenta come un tappeto verdeggiante intervallato da tinte di giallo e striato dall’ombra delle nuvole, nel cui centro il Lago salato Magadi riflette il cielo argenteo e ospita migliaia di fenicotteri. Qui vivono tra i 25.000 e i 35.000 mammiferi (gnu, zebre, bufali, gazzelle di Grant e Thomson, antilopi, ippopotami, elefanti e una piccola popolazione di rinoceronti neri, non facili da avvistare poiché sono pochi e purtroppo in via d’estinzione a causa del bracconaggio), inclusi predatori quali leoni, facilmente avvistabili durante la stagione secca, ghepardi e leopardi, più difficili da trovare.

    Le altre zone che fanno sempre parte della Ngorongoro Conservation Area sono i crateri più piccoli di Empakai e Olmoti, nel lato nord-orientale della riserva. La parte opposta invece, a ovest, è occupata dalle vaste pianure racchiuse tra il Lago Eyasi a sud e il Lago Ndutu, si tratta della propaggine meridionale del Parco Serengeti e anche in questa zona, tra dicembre e febbraio, è possibile ammirare gli spostamenti della grande migrazione. Le gole di Olduvai segnano il confine con il Parco Serengeti, qui vi è un piccolo museo che raccoglie le testimonianze del passaggio dell’uomo in quest’area, risalenti a circa 1.8 milioni di anni fa, scoperte dall’inglese Leakey durante le prime esplorazioni nel continente.
    Lake Manyara
    Il parco è abbastanza piccolo, circa 360 Kmq, parte dei quali occupati dal lago; offre però paesaggi molto vari: grazie alla presenza di sorgenti d’acqua sotterranee la parte settentrionale è occupata da una fitta foresta pluviale con imponenti alberi di mogano, tamarindo, ficus; l’area del lago invece si apre con una savana arida e poca vegetazione e alle sue spalle è possibile vedere le alture formate dalla Great Rift Valley, ai piedi della quale sorge il parco. Altra peculiarità è la presenza di leoni chiamati ‘arboricoli’, perché sono soliti salire sui rami delle acacie a ombrello e trascorrere ore in relax, atteggiamento insolito per questi animali. Si possono incontrare anche leopardi, elefanti, bufali, ippopotami, antilopi, zebre, giraffe, mangoste e facoceri. Manyara è altresì uno dei luoghi di maggiore interesse per i birdwatchers grazie alla presenza di più di 380 specie di uccelli, nel lago è facile avvistare stormi di pellicani e fenicotteri.
    Tarangire National Park
    Il Tarangire National Park ha una superficie di 2.600 Km² ed è solcato dal fiume Tarangire che garantisce la presenza di numerosi animali e in particolar modo di branchi di elefanti, oltre che di mammiferi quali orici, kudu, leoni, ghepardi e leopardi. Durante il periodo secco (la nostra estate) è molto interessante vedere i numerosi animali che vanno ad abbeverarsi intorno alle poche pozze d’acqua lungo il fiume, è il periodo più adatto per gli avvistamenti. Altra caratteristica di questo parco è la presenza, in alcune aeree, di imponenti alberi di baobab che dominano la savana.
    Mount Kilimanjaro
    Il tetto dell’Africa culmina a 5.891 metri. Il monte Kilimangiaro infatti, oggi dichiarato Parco Nazionale e Patrimonio dell’Umanità, si erge dalle pianure circostanti dominando Tanzania e Kenya. Si tratta di un vulcano diverso dagli altri per la forma della cima piatta e ricoperta di neve.
    È costituito da tre crateri principali: il Kibo (quello centrale innevato, 5895m), lo Shira (a ovest 3962m) e il Mawenzi (a est 5149m). I sentieri per accedere alla cima (Uhuru Peak e Gillman’s Point) sono 6:
    Marangu Route, chiamata anche ‘coca cola route’, è il sentiero più semplice e il più frequentato; lungo il percorso vi sono dei rifugi dove poter dormire e consumare dei pasti caldi. Per percorrerla e rientrare sono sufficienti 5 giorni
    Machame Route, chiamata la ‘whisky route’ è più impegnativa e più lunga e si dorme sempre in tenda. I panorami sono mozzafiato, si percorre in 6 giorni
    Rongai Route, percorre il lato nord-est della montagna, verso il Kenya, i paesaggi che si attraversano sono molto suggestivi e selvaggi, le tappe tra un campo e l’altro sono abbastanza brevi, si dorme sempre in tenda
    Lemosho/Shira Route, percorsi molto panoramici sul versante occidentale, simili come livello di difficoltà alla Machame Route, è un percorso più lungo per cui offre un maggior acclimatamento
    Mweka Route, viene percorsa soprattutto come via di rientro per chi è salito lungo la Machame Route, perché più diretta e veloce
    Umbwe Route, sempre un sentiero utilizzato per la discesa, più breve e rapido

    Circuito Meridionale dei Safari

    Selous Game Reserve
    Si tratta di una delle riserve più vaste d’Africa dove le grosse mandrie riescono ancora a migrare regolarmente, occupa circa 45.000 kmq e fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Attraversata dal fiume Rufiji e dai suoi affluenti che alimentano tutta una serie di laghi, è caratterizzata da pianure erbose e distese di boschetti di miombo. Proprio a Selous il fiume Rufiji raggiunge il massimo splendore, creando un labirinto di lagune, canali, isolette e paludi immerse in un’ampia foresta pluviale che attira numerose specie ornitologiche. Si contano migliaia di elefanti e di bufali, zebre, impala, gnu, giraffe (tra le quali si incontrano anche le meravigliose giraffe Masai), leopardi, leoni, ghepardi, iene, licaoni e molte altre specie. Alcune aree della riserva sono talmente remote e inesplorate che nessuno ci ha mai ‘messo piede’, soprattutto nella parte meridionale e purtroppo in molte di queste è ancora consentita la caccia. Il nord del parco è invece la zona ‘più frequentata’ dai viaggiatori.

    Oltre ai classici safari in 4x4 è molto interessante prendere parte a dei safari in barca per vedere il paesaggio e gli animali da una diversa prospettiva, oppure prendere parte a dei ‘walking safari’ accompagnati da esperti ranger.
    Mikumi National Park
    Il Mikumi National Park è la quarta riserva più grande della Tanzania, è incorniciata dai monti Uluguru a nord-est e dai monti Udzungwa a sud-ovest, nonché dalla Selous Game Reserve a sud. Presenta tre diversi tipi di paesaggio: una zona centrale caratterizzata dalla pianura alluvionale di Mkata, la zona settentrionale con creste poco elevate e impervie di terreno calcareo molto duro, separate da depressioni strette di terreno argilloso molto permeabile e la zona meridionale più arida che comprende Kikobonga. All’interno del parco è facile avvistare mammiferi delle pianure quali impala, bufali, giraffe, branchi di zebre e gnù, soprattutto nelle paludi e nelle praterie della pianura alluvionale di Mkata, nel cuore del parco. Comuni in tutto il parco sono anche gli elefanti; più complicato invece è avvistare dei predatori a causa dei boschi e delle praterie. Mikumi inoltre abbonda di specie ornitologiche, molte delle quali sono uccelli migratori provenienti dall’Eurasia e presenti solo tra ottobre e aprile.
    Ruaha National Park
    Ruaha National Park è un delle aree faunistiche più remote, che ben merita il soprannome de ‘il segreto meglio preservato della Tanzania”, nonché il più grande parco nazionale del paese con 20.226 Kmq di estensione. Il paesaggio muta da zona a zona: lungo il corso del fiume Great Ruaha, linfa vitale di questo parco, vi sono boschi e foreste, verso la Rift Valley invece vi è un’arida savana, vi sono zone collinari con massi di granito isolati, praterie, boschi di miombo, acacie, euforbie e baobab, oltre a palme e sicomori vicino all’acqua. Nel parco si contano più di 1400 specie di piante; di conseguenza un ambiente così vario e ricco è l’ideale per molte specie di animali, vi sono numerose antilopi rare quali l’antilope nera, l’antilope roana, il kudu minore (l’unico parco in Africa orientale dove sono presento sia il Kudu maggiore che quello minore), l’eland (la più grande antilope esistente) e predatori, tra cui leoni, ghepardi, leopardi, sciacalli, coccodrilli e diversi branchi di licaoni, presenti in Tanzania solo a Ruaha e Selous. Il periodo migliore per vedere gli uccelli migratori va da novembre a marzo quando sono presenti due specie interessanti: il raro Falco Fuligginoso, che si riproduce nel Sahara e in Medio Oriente, e il Falco della Regina che si riproduce più a nord nel Mediterraneo. Gli amanti dei safari e dei parchi africani non devono rinunciare alla scoperta di Ruaha dove, anche nei periodi estivi di alta stagione, ci si può muovere in totale privacy, sentendosi tra i pochi privilegiati. Qui le strutture sono ancora limitate e l’immensità del territorio è a disposizione di pochi fortunati. Tra le attività proposte da alcuni lodge vi sono anche i walking safari, da non perdere!
    Katavi National Park
    E’ il terzo parco più esteso del paese, con 4471 kmq, si trova a sud ovest della Tanzania, incastonato in una delle aree più selvagge e meno frequentate. Molto difficile da raggiungere via terra è invece collegato con dei voli settimanali da Arusha. Il suo paesaggio è caratterizzato da pianure alluvionali, da scarpate formate dalla Rift Valley, da boschi di miombo, un insieme di panorami di incredibile bellezza per chi desidera visitare un’area davvero remota della Tanzania La presenza di aree paludose ha creato l’habitat ideale per numerose popolazioni di ippopotami, coccodrilli, elefanti, bufali, zebre e diverse specie di antilopi che, anche durante il periodo secco, da maggio a ottobre, trovano in questi luoghi degli ampi specchi d’acqua dove poter bere. Nel periodo umido il parco ospita oltre 400 specie differenti di uccelli!
    Mahale Mountain National Park
    E’ il parco meno visitato e il meno accessibile del paese, raggiungibile con dei voli da Arusha, non sono giornalieri per cui una tappa in questo parco va a incastro con il resto dell’itinerario, in base all’operatività di tali voli.
    Il paesaggio è dominato dai Monti Mahale, pur essendo piccolo, racchiude in soli 1613kmq foreste, montagne, savane e zone lacustri. L’attrazione principale del parco sono gli scimpanzè, incontrarli però non è sempre sicuro poiché gli spostamenti sono a piedi e non sempre si sa dove siano localizzati. Si possono incontrare anche altri primati tra cui il colobo dell’Angola e il colobo rosso occidentale, nonchè bufali, elefanti, kudu, giraffe e leoni.
    Una piccola parte del parco ingloba una zona del Lago Tanganyika, qui la foresta degrada verso il fiume e il paesaggio è davvero straordinario. Vi sono alcuni lodge incastonati tra la montagna e il lago, di fronte a delle belle spiagge, tra le attività oltre al trekking per cercare gli scimpanzè si possono fare anche delle emozionanti uscite in barca (anche per pescare), o delle escursioni in kayak.
    Gombe National Park
    Un piccolo lembo di foresta tropicale di 52Kmq lungo le sponde del Lago Tanganyika, il più piccolo parco nazionale del paese. Lo si può raggiungere solo in volo e poi con un trasferimento in barca.
    Il parco sorse nel 1968 grazie all’intervento della primatologa Jane Goodall che voleva proteggere alcune migliaia di scimpanzé, dei quali oggi purtroppo ne sopravvivono solo un centinaio di esemplari. Vi sono anche altri primati tra i quali il babbuino verde, il colobo rosso e il galagone gigante.
    Durante il soggiorno a Gombe è possibile abbinare un po’di relax lungo le spiaggia del lago a dei trekking e dei walking safari nel parco, nonché delle uscite in barca.
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