ETIOPIA

    una delle terre
    più interessanti d’Africa

    NOTIZIE UTILI

    L'Etiopia si trova nel corno d'Africa racchiusa tra Somalia, Eritrea e Gibuti, Sudan e Kenya e occupa una superficie di 1.130 km quadrati, in scala il nono paese per grandezza di tutto il continente africano. Grazie alla sua diversità di ambienti, culture e la sua storia complessa può esser considerata una delle terre più interessanti d'Africa.

    Viaggiare fra gli splendori di questa terra, che possiede alcune fra le più antiche testimonianze archeologiche del pianeta e le civiltà cristiane più antiche, significa immergersi in un mélange di etnie, lingue e culture e noi Italiani non possiamo dimenticare che questo Paese conserva anche una pagina della nostra storia.
    I primi accenni di turismo in Ethiopia risalgono agli anni Sessanta, un turismo per lo più limitato agli stranieri che vi vivevano, soprattutto Italiani. Con il recupero della privatizzazione e lo sforzo nella creazione e nell’ammodernamento delle strutture ricettive, l'Etiopia ha iniziato a far conoscere al mondo le sue grandi potenzialità turistiche. Considerando che il nuovo sviluppo debutta dall’inizio degli anni ’90 e che il Paese si muove ai “ritmi africani”, gli interventi per un’adeguata accoglienza turistica risultano ancora insufficienti ma il paese sta facendo dei passi da gigante. Ai viaggiatori che non hanno esperienze di viaggi in questa parte d’Africa segnaliamo che gli standard dell’accoglienza sono molto lontani da quelli occidentali e non paragonabili a quelli di altri Paesi africani.

    Chi ha scelto l’Etiopia come meta di viaggio spinto dalla curiosità e dalla voglia di conoscere e scoprire quello che nel mondo è rimasto di autentico, deve partire con la consapevolezza che questi obiettivi possono essere raggiunti solo rinunciando a qualcosa: alle nostre abituali comodità, alla nostra cucina, all’efficienza acquisita nel mondo occidentale, all’abituale modo di spostarci in Italia e in Europa, ai nostri criteri di pulizia, al nostro modo di vedere e di interpretare le cose.
    E’ importante tenere presente la destinazione del viaggio: l’Etiopia è ancora tra i paesi più poveri al mondo ma può crescere con l’aiuto di un turismo intelligente, critico al punto giusto, ma non pretenzioso. Attualmente sono ancora poche le strutture alberghiere in grado di far fronte al turismo e all’accoglienza di numerosi ospiti, e forse non sempre adatte al mercato europeo. In taluni casi l’energia elettrica, tranne che nella capitale e nei principali centri abitati, è un optional; per questo motivo molte strutture si avvalgono di generatori di energia che durante la notte vengono spenti. Si ricorda che è sempre meglio chiedere il consenso, o almeno cercare di creare un legame con gli abitanti, prima di scattare foto. È importante altresì avere rispetto per gli usi locali, in particolare, per le donne coprirsi il capo e le spalle in chiesa, dove è sempre obbligatorio togliersi le scarpe.

    FAQ per viaggiare in Etiopia

    QUALI DOCUMENTI E’ NECESSARIO AVERE?
    Per entrare in Etiopia è necessario essere in possesso di passaporto con validità di almeno 6 mesi dalla data di arrivo nel paese e con almeno 3 pagine completamente libere. Il visto d’ingresso si può ottenere all’arrivo oppure richiedendolo prima della partenza tramite il sito EVISA, questo rende più veloce l’ingresso nel paese evitando le code.

    Il costo è di USD 50,00 per persona. Consigliamo ai cittadini non italiani di verificare i documenti necessari tramite le autorità competenti.

    Per informazioni aggiornate in tempo reale e ulteriori chiarimenti consultare il sito VIAGIARE SICURI e selezionare il paese di interesse.
    QUALI SONO LE NORME SANITARIE DA SEGUIRE?
    Suggeriamo di consultare il sito: VIAGGIARE SICURI sempre aggiornato. Lo stesso sito indica quanto segue:
    I viaggiatori che intendano visitare determinate regioni in uno o più paesi in via di sviluppo devono recarsi in un ambulatorio di Medicina del Viaggiatore o consultare il proprio medico curante prima del viaggio. Questo consulto deve aver luogo almeno 4-6 settimane prima della partenza, in particolar modo se si tratta di un viaggio di lunga durata per motivi di lavoro. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni anamnestiche circa i più importanti fattori di rischi, indicherà quali sono le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria. Un consulto medico specialistico è particolarmente raccomandato ai viaggiatori con problemi medici pre-esistenti al fine di garantire e tutelare la salute durante il viaggio.

    E’ richiesto obbligatoriamente il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla se si proviene da paesi ove la malattia è endemica.

    Non dimenticare a casa eventuali medicinali di uso quotidiano e medicinali per eventuali ‘malattie del viaggiatore’, non vi sono farmacie fornite lungo gli itinerari.

    Si consiglia di:
    • acquistare bevande in contenitori sigillati;
    • evitare verdura e frutti di mare se non cotti;
    • bere acqua e bibite imbottigliate senza aggiunta di ghiaccio;
    • consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea)
    COM’E’ IL CLIMA?
    Le condizioni climatiche dell’Etiopia, situata tra il tropico del cancro e l’Equatore, sono determinate più dall’altitudine che dalla latitudine. Al nord si possono distinguere due periodi: quello delle piogge da metà giugno a tutto settembre, quello secco da ottobre a giugno, interrotto tra marzo e aprile dalle piccole precipitazioni. La temperatura media si aggira attorno ai 25°C diurni, mentre di notte, in particolare nel massiccio centrale dell’altopiano, le temperature scendono parecchio. Al sud invece le piogge interessano i mesi di aprile, maggio e giugno.
    COME CI SI MUOVE NEL PAESE?
    Nonostante negli ultimi anni la rete stradale sia notevolmente migliorata, è tuttora necessario un fuoristrada per visitare molte aree del paese, in particolare le zone meridionali. Al fine di poter garantire la migliore esperienza proponiamo solo tour guidati accompagnati da esperti guide/ autisti (sia su base privata che aggregandosi a piccoli gruppi).
    CHE LINGUA SI PARLA?
    La lingua ufficiale è l’Amharico. La lingua europea più conosciuta e diffusa è l’inglese.
    C’E’ IL FUSO ORARIO?
    L’Etiopia è due ore più avanti quando in Italia vige l’ora solare, mentre è un’ora più avanti quando vige l’ora legale.
    COME FUNZIONANO LE TELECOMUNICAZIONI?
    L’acquisto di una SIM etiope presuppone una pratica un po’ lungo che sconsigliamo; si ricorda comunque che in tutte le strutture vi è discreta copertura Wi-Fi.
    Per i tour in Dancalia le guide sono in possesso di satellitare in caso di emergenza.

    Prefissi telefonici:
    - dall’ETIOPIA all’Italia: 0039
    - dall’Italia all’ETIOPIA: 00251
    QUAL E’ LA VALUTA LOCALE?
    La valuta in vigore in Etiopia è il Birr e il suo valore è attualmente (2020) il seguente:
    1 EUR = 36 BIRR
    E’ necessario portare con sé contanti da cambiare in loco in valuta locale.

    Quasi nessun hotel accetta pagamenti con carta di credito, negli hotel più grandi vi sono degli sportelli ATM dove poter prelevare con Visa o Mastercard, non sempre funzionano.
    CHE TIPO DI VOLTAGGIO ELETTRICO E’ UTILIZZATO?
    Il tipo di voltaggio utilizzato in Etiopia è 220 V 50 Hz. Vi sono due tipi di prese di corrente, una a due poli e una a tre poli, suggeriamo di portare un adattatore internazionale. L’energia non è sempre disponibile, molte strutture utilizzano generatori che sono spenti durante le ore notturne. Suggeriamo di portare una torcia, delle batterie di scorta per le macchine fotografiche e dei power bank. Gli asciugacapelli non sono presenti nella maggior parte dei lodge/ campi tendati e prima di utilizzare il proprio asciugacapelli da viaggio è obbligatorio chiedere allo staff, onde evitare di causare eventuali danni, in quanto possono essere supportati solo apparecchi elettrici a bassissimo consumo energetico.

    Durante i tour in Dancalia è possibile caricare telefoni e macchine fotografiche solo in macchina, è necessario munirsi di batterie di scorta e ‘power bank’.
    COM’E’ LA CUCINA?
    La cucina etiope è molto antica, varia e completamente diversa da tutto il resto del continente e per certi versi può ricordare quella indiana, saporita e spesso piccante. Si consiglia di provare un po’ tutte le pietanze anche perché i prezzi per un pranzo o una cena nelle tipiche taverne e ristorantini sono davvero molto bassi. Tra le specialità il wat, uno stufato piccante con salsa di pomodoro, cipolle e spezie che può essere preparato con diversi tipi di carne come il manzo ed il pollo. E’ generalmente accompagnato dal pane tipico, l’injera, una specie di piadina sottile e morbida dal gusto leggermente amaro. Il doro wat, piatto nazionale, è servito sopra questo particolare pane. Il sapore intenso e piccante è dato dal berberrè, una miscela che si ottiene dalla polvere di peperoncino mescolata ad altre spezie. Altri piatti tipici sono il kifto, carne magra macinata, riscaldata con un pò di burro e servita con salsa berberrè; il tere sega, carne cruda servita per tradizione ai matrimoni delle persone benestanti o in altre occasioni speciali.

    Negli hotels la cucina offre piatti internazionali, semplici e spesso ripetitivi; chi si approccia ad un viaggio in questo paese deve farlo senza aspettative particolari dal punto di vista culinario. I piatti proposti sono zuppe e spezzatini di carne (oppure carne grigliata) accompagnati da verdure e riso; talvolta si può assaggiare il pesce.
    E’ CONSUETUDIONE LASCIARE MANCE?
    In Etiopia le mance, gursha in amharico, sono gradite ed è consuetudine lasciarle a conclusione di ogni servizio, soprattutto negli alberghi, nei ristoranti, ad autisti e guide. Nella Valle dell'Omo le popolazioni locali richiedono del denaro per farsi fotografare.

    All'arrivo nel paese la guida accompagna i viaggiatori all'ufficio di cambio più conveniente e da tutte le indicazioni necessarie in modo da comportarsi nel modo più corretto con autisti, guide, staff degli hotels e abitanti dei vari villaggi.

    A seguito un’idea di massima di quali sono le spese in loco tra mance e varie:
    • Facchinaggio per tutto il viaggio: circa l’equivalente di 15,00/20,00 EUR totali per persona
    • Mance guida: circa l’equivalente di 100,00 EUR totali per persona (se si è in due in un tour privato) altrimenti ca 50,00 USD per persona se si viaggia in gruppo; queste cifre sono delle ‘linee guida’ e l’importo può essere differente in base al livello di soddisfazione
    • Mance autista: dagli 80 ai 150,00 EUR circa per autista totali per il viaggio
    • I souvenir: dai 200 ai 500 Birr circa l’uno (bracciali, collane, sciarpe etc…..)
    • La birra o altri alcolici da pagare ai pasti: dai 30 ai 40 Birr per cui ca 0,80 cents/ 1,00 EUR

    Per i tour nella Valle dell’Omo:
    • Per fare le foto alle persone all’interno dei villaggi si pagano 200 Birr alla guida locale del villaggio; l’importo totale può variare dai 30,00 a 50,00 EUR ca per il viaggio
    • Per assistere a celebrazioni quali il ‘Salto del toro’ si pagano circa 800 Birr per cui ca 23,00 EUR per persona
    • Se si fotografano le persone ai mercati locali si pagano dai 10 ai 50 Birr ognuno
    CHE TIPO DI BAGAGLIO/ ABBIGLIAMENTO POSSO PORTARE?
    BAGAGLIO
    Si consiglia di sistemare il bagaglio in valige tipo trolley semirigidi (con ruote ma copertura morbida) o in borsoni morbidi. Se si è in 4 persone a bordo dello stesso mezzo il borsone morbido è obbligatorio per questioni di spazio. Per questo è importante limitare il guardaroba a quanto indispensabile. Suggeriamo di portare uno zainetto dove poter tenere il necessario a portata di mano durante i tragitti (macchina fotografica, binocolo, torcia e batterie di riserva, denaro e documenti). Non dimenticare inoltre: creme solari, cappellino, occhiali da sole, spray repellente per zanzare, gel igienizzante, spray anti-pulci (tipo Bio kill) da utilizzare su materassi e copriletti nelle strutture più spartane. Per i tour a nord (Rotta Storica) è importante portare sacchettini di plastica e/o copri scarpe che possono servire per proteggere i piedi durante la visita alle chiese e luoghi sacri dove non si entra con le scarpe. Talvolta può capitare che dopo un volo internazionale il bagaglio venga smarrito e che sia necessario qualche giorno per trovarlo e per consegnarlo (se possibile). Per ovviare a questo problema suggeriamo di preparare un bagaglio a mano con una serie di indumenti e oggetti utili, in modo da poter fronteggiare comunque il viaggio.

    ABBIGLIAMENTO
    In generale: L’abbigliamento è sempre informale, i colori consigliati degli indumenti sono il beige e tutte le tinte naturali che attirano meno le zanzare e tessuti in lino e cotone. Non utilizzare vestiario in stile militare, non è ben visto in nessun paese africano. Trattandosi di un paese di fascia equatoriale, l’abbigliamento da mettere in valigia è prevalentemente estivo, tranne lungo l’altopiano centrale (si raggiungono i 3500 m di altitudine e le temperature possono abbassarsi notevolmente), dove possono essere necessari indumenti caldi (giacca pesante/ felpa pesante/ pantaloni lunghi). La regola generale è vestirsi ‘a cipolla’, in modo da essere a proprio agio e pronti ad ogni condizione atmosferica. Vanno messi in valigia in ogni stagione un impermeabile, scarpe da ginnastica e/o trekking.

    Paesaggi e parchi

    L’Etiopia si trova nel corno d’Africa racchiusa tra i confinanti Somalia, Eritrea e Gibuti, Sudan e Kenya ed occupa una superficie di 1.130 km quadrati, in scala il nono paese per grandezza di tutto il continente africano. Grazie alla sua diversità di ambienti, culture e la sua storia complessa può esser considerata una delle terre più interessanti d’Africa, se poi si aggiunge la relativa instabilità politica dei passati decenni che ha allontanato i flussi turistici di massa, il fascino aumenta e garantisce al visitatore l’opportunità di osservare da vicino realtà non ancora contaminate dalla moderna cultura occidentale.

    Il paese si presenta suddiviso in tre grandi aree geografiche completamente diverse l’una dall’altra: il grande altopiano del centro-nord abitato dalle popolazioni tigrine, amhara, e wollo, la regione arida del nord-est tra la Dancalia e l’Ogaden e le zone meridionali che confinano con il Kenya dove vivono ancora popolazioni animiste strettamente legate ai riti tradizionali africani. La conformazione stessa del territorio è stata determinante per la storia del paese, basti pensare infatti all’isolamento naturale delle ‘alte terre’ cioè dell’altopiano, a volte impervio, che non ha permesso l’avvicinarsi delle popolazioni mussulmane e quindi della cultura islamica durante il periodo delle invasioni (nel VII secolo in tutta l’Africa orientale), creando così un’isola cristiana dove gli abitanti hanno potuto vivere per centinaia di anni assolutamente isolati dal resto del mondo dando vita così alla culla della cultura axumita e poi dell’impero cristiano d’Etiopia.
    Fu infatti intorno al V secolo d.C. che questa zona venne raggiunta pacificamente da due monaci siriani che predicavano il cristianesimo e che riuscirono a convertire la popolazione che fino a quel momento praticava culti ancestrali animisti. Nelle rimanenti aree del paese, soprattutto nelle zone orientali e quindi in Dancalia, la religione islamica si diffuse invece senza ostacoli, fondendosi ed integrandosi però alle culture africane ed usanze preesistenti determinando una religione molto più indulgente; nell’area selvaggia dell’estremo sud, detta anche Equatoria, vivono popolazioni animiste che praticano ancora i culti tradizionali africani mantenendo intatte le loro radici: proprio in queste aree vivono una serie di popolazioni sconosciute fino alla metà del XX secolo come i Surma, i Borana o i Mursi che hanno mantenuto inalterate le loro tradizioni secolari, molto a contatto con la natura e che considerano spesso la civilizzazione come qualcosa da cui difendersi.

    Un viaggio in Etiopia è quindi un bellissimo mix di arte, storia, cultura ma anche natura incontaminata e selvaggia, parchi e riserve dove vivono animali endemici come nelle zone afro-alpine dei Monti Simien, o tra le savane infinite della Dancalia e ancora i meravigliosi paesaggi della Grande Rift Valley puntellata di laghi vulcanici, fiumi e ricca di vita.
    L’Etiopia ha un aspetto morfologico molto interessante e la vastità dei suoi paesaggi, la grandezza delle savane abitate da varie specie animali e le numerose popolazioni indigene, ne fanno senza dubbio una delle mete più esclusive ed interessanti d’Africa. Fisicamente può essere divisa in tre grandi aree: l’altopiano etiopico e la città di Addis Abeba, le regioni della Dancalia e dell’Ogaden e la valle dell’Omo. Lungo l’altopiano svettano le più imponenti ed alte cime del paese, per questo motivo la regione viene anche chiamata ‘delle alte terre africane’, anche se divisa bruscamente dalla profonda cicatrice della Grande Rift Valley, molto marcata a nord dalla depressione dancala e ricca di laghi vulcanici a sud.
    L’odierno aspetto territoriale dell’Etiopia è il risultato dell’attività vulcanica e dei movimenti tettonici che hanno caratterizzato queste aree nel corso dei millenni e parzialmente ancora attivi: questa incisione territoriale della Rift Valley costituisce una sorta di fortezza naturale che ha dato origine quindi oltre alla formazione di numerosi laghi, anche al complesso sistema dell’altopiano, formato da rocce vulcaniche, ed alle successive colate laviche che hanno isolato la Dancalia dal mare.

    L’Etiopia non ha sbocchi al mare ma conta numerosi corsi d’acqua e diversi laghi; il fiume più famoso è senza dubbio il Nilo Azzurro che incide l’altopiano etiopico a partire dalle Cascate di Tisitat, nei pressi di Bahir Dar, formando un canyon lungo circa 650 km che non ha eguali al mondo, in alcune aree infatti l’altezza delle pareti raggiunge anche i 1.500 metri. Oltre al Nilo vi sono fiumi minori, ruscelli e corsi d’acqua più brevi che solcano il territorio formando numerose ed ampie vallate e dando origine alla famose formazioni tabulari caratterizzate da monti con pendii a gradinate e sommità completamente spianate, paesaggi lunari ed assolutamente unici come quelli di Lalibela o quelli delle vette più importanti come il Ras Dascian (4.620 Mt) all’interno del Parco Nazionale dei Monti Simien.
    La Rift Valley è uno dei fenomeni più importanti dal punto di vista tettonico e può esser definito in modo semplicistico come un nuovo oceano in formazione, ed è proprio sull’Etiopia che molti studiosi stanno concentrando i loro studi poiché l’attività vulcanica e delle placche tettoniche tutt’ora in movimento in quest’area, porterà nei prossimi secoli all’allontanamento progressivo di due zolle continentali, isolando completamente il corno d’Africa dal resto del continente. Uno dei più interessanti crateri è senza dubbio l’Ertà Ale, dove al suo interno, a circa 100 metri dal suo bordo, si trova un lago di lava in fusione ad una temperatura di circa 1.000 gradi. Il cratere si trova nell’aspra regione della Dancalia, che ha come base il Mar Rosso e come vertice la gola del fiume Awash, racchiusa ad oriente dai monti dancali ed a occidente dall’altopiano etiopico; un’area tra le più inospitali al mondo con temperature che oscillano tra i 40° ed i 60°. Seguendo la Rift Valley a sud si apre il così detto deserto meridionale solcato dal Fiume Omo che scorre impetuoso fino ad arrivare alle pianure vicine al Lago Turkana, dove si immette attraverso un delta.

    Luoghi da visitare in Etiopia

    La capitale e l’altopiano etiopico
    Addis Abeba, capitale del paese sorse per volontà della regina Taytu, moglie dell’imperatore Menelik, che volle spostare la sede imperiale dai monti di Entoto ad una zona, seppur collinare, ma decisamente più favorevole dal punto di vista climatico. Addis Abeba si trova esattamente al centro del paese, nella regione di Shewa e si estende in un’ampia conca circondata a nord dalle montagne Entoto e a sud dalla vasta valle del fiume Awas. Si tratta dalle terza capitale al mondo per altitudine, si trova infatti a 2.600 mt di altitudine, ma grazie alla vicinanza all’equatore gode di un’ottima temperatura e di un clima favorevole tutto l’anno. È la città più grande del paese e conta 2 milioni di abitanti, di grande interesse politico e strategico si ritrova ad essere indiscussa capitale diplomatica dell’intero continente e dal ’58 ospita anche la sede africana dell’Onu e dal ’63 quella dell’Unione Africana.
    A nord di Addis Abeba e per buona parte delle regioni settentrionali, il territorio è caratterizzato dall’altopiano, detto anche acrocoro dove si trovano zone collinari alternate ad alte montagne con cime che superano anche i 4.000 mt di altitudine come il Ras Dashen, nel parco dei monti Simien. Furono proprio queste regioni ad esser la culla della civiltà etiope sin dal V secolo d.C. ed oggi è possibile scoprirne i tesori attraverso città importanti come Bahir Dar, Gondar, Axum e Lalibela.
    L’Ogaden e la Depressione Dancala
    L’area orientale dell’Etiopia è caratterizzata dall’arida regione dell’Ogaden e dalla depressione Dancala, che trova estensione poi tra Gibuti ed Eritrea; si tratta di zone semi desertiche in netto contrasto con le verdeggianti colline e foreste dell’altopiano e che alternano laghi salati a vulcani, crateri e geyser. Da queste parti l’influenza mussulmana è più forte, vista anche la vicinanza alla Somalia ed ai paesi che si affacciano al Golfo di Aden.
    Di notevole bellezza è la città di Harar, cinta da imponenti mura risalenti al XVI secolo quando in questa zona regnava l’emiro Nur ed al cui interno si intrecciano centinai di vicoli e rimangono custodite antiche case. Uscendo da Harar si apre la valle del Fiume Erer: una zona importantissima dal punto di vista agricolo poiché molto fertile e legala alla coltivazione del caffè, di vari ortaggi e frutta, ma anche del Chat, una droga leggera consumata prevalentemente dagli uomini e alla base del commercio della regione. La regione ospita alcuni tra i più interessanti gruppi etnici del paese quali gli oromo e gli afar.
    Il grande sud
    L’area meridionale del paese è caratterizzata dal concatenarsi di una serie di laghi lungo la Rift Valley, circondati da montagne coperte di foreste e da parchi nazionali, caratterizzate da bei paesaggi che alternano zone di savana ad aree più verdi e coltivabili, dove vivono alcune tra le più singolari tribù di tutto il continente. Questo dedalo di etnie concentrato per lo più nella bassa valle dell’Omo, ed il brulicare di interessanti mercati che vedono protagonisti uomini e donne agghindati con le loro acconciature e particolarmente attenti alla cura del corpo, costituiscono la vera magia del sud dell’Etiopia ed un’avventura suggestiva alla quale è impossibile sottrarsi.

    Parchi da visitare in Etiopia

    Parco Nazionale dell’Awash
    Il parco dell’Awash fu il primo istituito in Etiopia, precisamente del 1966, per la salvaguardia di un gran numero di animali: qui sono presenti infatti 81 specie di mammiferi e 453 specie di uccelli, è il regno di orici, gazzelle, struzzi, dik-dik, kudu, facoceri e waterbuck, oltre a babbuini, coccodrilli e ippopotami lungo le rive. L’intera area, situata nella regione dancala, ha un’estensione di 756 km quadrati e la sua altitudine va dai 750 Mt del fiume Awash ai 2007 Mt del vulcano Fantale. Il parco è percorso da piste che conducono a zone di particolare interesse come la Kudu Valley, la piana di Ilala Sala, le cascate e il canyon dell’Awash, il vulcano di Fantale e le sorgenti calde Filwuha.
    Parco Nazionale del Bale
    Quest’area protetta si trova nel sud del paese, tra le montagne che formano la scarpata orientale della Rift Valley ed è divisa da una spettacolare falesia, a nord della quale si estendono i monti più alti del paese. Venne istituita per proteggere il nyala di montagna ed attualmente ha un’estensione di 2200 km quadrati tra boschi, foreste, laghi, piccoli vulcani ed una zona afro-alpina tra le più estese d’Africa. È formata principalmente da rocce vulcaniche solcate da fiumi e durante la stagione umida si formano piccoli laghi che tendono a prosciugarsi durante la stagione secca, mentre in quelli permanenti come il Garga Guracha o l’Hora Bachay si trovano varie specie di uccelli tra i quali anatre migratrici provenienti dall’Europa. La varietà di altitudine delinea una vegetazione varia che dipende anche dalla quantità di precipitazioni, soventi soprattutto durante il periodo estivo che va da luglio a settembre: le pianure fino a 2500 Mt vengono coltivate a grano, mentre oltre a questa quota e fino ai 3300 Mt si trovano foreste di ginepro, oltre compare la brughiera di eriche che via via scompaiono per lasciar posto alle rocce. Nel parco si possono prevedere alcuni giorni di trekking o a cavallo per addentrarsi nelle zone più interessanti.
    Parco Nazionale dei Monti Simyen
    Il parco, istituto nel 1969, si trova nella regione di Gondar ed occupa una superficie di 180 km quadrati ad un’altitudine compresa tra i 1900 Mt ed i 4430 Mt, quelli del Monte Ras Dashan, il quarto per altitudine del continente africano. Si tratta di una zona ancora intatta poiché poco conosciuta e frequentata che raccoglie un insieme davvero unico di paesaggi tra i più suggestivi d’Africa, per lo più costituita da montagne di origine vulcanica erose nel corso del tempo da vento ed acqua. Le temperature in questa zona sono inevitabilmente basse, e durante la stagione delle piogge può capitare di vedere anche le vette imbiancate; l’isolamento territoriale di quest’area inoltre ne ha influenzato le caratteristiche di flora montana diventando così un’area tra le più interessanti al mondo, divisibile in tre distinte zone: quella fino a 3000 Mt destinata al pascolo e alle colture, quella fino ai 3600 Mt coperta da foreste ed infine la zona afro alpina caratterizzata principalmente da distese d’erba dai ciuffi perenni. Come la flora anche la fauna presenta creature uniche come lo stambecco dell’Abissinia e la capra Ibex walie, il gelada ed il raro caribù, il cane dei Simyen. Il parco dei Monti Simyen vanta inoltre la presenza di circa 50 specie di uccelli. Un interessante trekking di almeno 3 giorni può essere la soluzione ideale per raggiungere alcune bellissime località come Sankaber, Geech e Ch’enek, tra paesaggi mozzafiato e natura straordinaria.
    Parco Nazionale del Mago
    Il Parco Mago si trova ad est del fiume Omo e comprende quelle terre dalla natura selvaggia e senza fine formate principalmente da savana aperta ed arbustiva e ampie zone di foresta in prossimità dei corsi d’acqua. È forse l’area che meglio rappresenta uno spaccato d’Africa così com’era prima dell’epoca coloniale ed ha il merito di essere poco visitata vista la sua lontananza dalla maggiori arterie di comunicazione. Qui vivono indisturbati bufali, zebre, giraffe, kudu ed altri due animali particolari quali il damalisco ed il colobo. Si consiglia di attraversare il parco tenendo i finestrini dell’auto chiusi vista la presenza di mosca tze tze e di zanzare malariche. All’interno di questo Parco si trovano alcuni villaggi dell’etnia Mursi.
    TO TOP
    Mokoro Tour s.r.l - Via IV Novembre, 47F 31058 Susegana (TV) - P. IVA 03945090268 - REA TV-123456