Zimbabwe

    una destinazione più variegate
    dell’Africa Australe

    NOTIZIE UTILI

    Lo Zimbabwe ha una superficie di 390.759 kmq, confina a est con il Mozambico, ad ovest con il Botswana, a sud con il Sudafrica, delimitato dal fiume Limpopo, e a nord con lo Zambia, confine delimitato dal fiume Zambesi. Il paese si sviluppa su di un altipiano, l’altitudine media del paese è di circa 900 metri sul livello del mare, tranne per alcune zone, quali la valle dello Zambesi e quella del Limpopo nelle quali troviamo una zona di bassopiano.
    Gran parte del paese è ricoperto da savane boschive, caratterizzate dall’abbondante presenza di acacie, alberi di mopane, teak e baobab, questi ultimi in particolare in corrispondenza dei grandi fiumi. Il paese è ricco di parchi, riserve naturali e anche siti di interesse storico, tutto ciò lo rende una destinazione tra le più variegate ed interessanti dell’Africa Australe.
    QUALI DOCUMENTI E’ NECESSARIO AVERE?
    E’ necessario il passaporto con validità di sei mesi; il visto d’ingresso si paga direttamente in loco (USD 30,00). Coloro che sono in transito devono obbligatoriamente pagare il visto. Dal 1 dicembre 2016 vi è la possibilità di ottenere un visto unico per Zimbabwe e Zambia (utile per un turista interessato a vedere le Cascate Vittoria sia dal lato Zimbabwe che Zambia o per chi visiti entrambi i paesi), della durata di 30 giorni a un costo pari a USD 50,00. E’ possibile ottenerlo presso Victoria Falls Land Border, l’aeroporto di Victoria Falls e presso l’aeroporto di Harare.

    Per informazioni aggiornate in tempo reale e ulteriori chiarimenti consultare il sito VIAGGIARE SICURI e selezionare il paese di interesse.

    Consigliamo ai cittadini non in possesso di passaporto italiano di verificare i documenti tramite le autorità competenti.
    QUALI SONO LE NORME SANITARIE DA SEGUIRE?
    Suggeriamo di consultare il sito: VIAGGIARE SICURI sempre aggiornato.

    Lo stesso sito indica quanto segue:
    I viaggiatori che intendano visitare determinate regioni in uno o più paesi in via di sviluppo devono recarsi in un ambulatorio di Medicina del Viaggiatore o consultare il proprio medico curante prima del viaggio. Questo consulto deve aver luogo almeno 4-6 settimane prima della partenza, in particolar modo se si tratta di un viaggio di lunga durata per motivi di lavoro. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni anamnestiche circa i più importanti fattori di rischi, indicherà quali sono le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria. Un consulto medico specialistico è particolarmente raccomandato ai viaggiatori con problemi medici pre-esistenti al fine di garantire e tutelare la salute durante il viaggio.

    Non dimenticare a casa eventuali medicinali di uso quotidiano e medicinali per eventuali ‘malattie del viaggiatore’, non vi sono farmacie fornite lungo gli itinerari.

    Si consiglia di:
    • acquistare bevande in contenitori sigillati;
    • evitare verdura e frutti di mare se non cotti;
    • bere acqua e bibite imbottigliate senza aggiunta di ghiaccio;
    • consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea)
    COM’E’ IL CLIMA?
    Gode di un clima buono quasi tutto l’anno; pur trovandosi ai tropici l’altitudine dell’altopiano crea un microclima gradevole.

    AUTUNNO/INVERNO AUSTRALE (NOSTRA PRIMAVERA/ESTATE)
    Durante l’autunno australe, tra aprile e giugno, la vegetazione è folta e rigogliosa, i paesaggi molto suggestivi e la temperatura è piacevole di giorno e fresca di notte. L’inverno da fine giugno a settembre è caratterizzato da giornate tiepide/ calde (in base all’area) e soleggiate e da notti fresche, talvolta le temperature notturne tra giugno e luglio scendono fino a 0°. Questo è il periodo migliore per i fotosafari, poiché la siccità spinge gli animali a recarsi presso le pozze e corsi d’acqua “perenni” e la vegetazione è meno rigogliosa, dunque gli avvistamenti sono più facili e frequenti.

    PRIMAVERA/ESTATE AUSTRALE (NOSTRO AUTUNNO/INVERNO)
    Ottobre e Novembre sono i mesi più caldi (35° diurni ed oltre), ottimi per i fotosafari. Da metà novembre possono iniziare sporadici acquazzoni che non impediscono però le attività; questi due mesi di transizione possono essere un ottimo periodo per un viaggio nel paese. L’estate, ha un clima più umido, le temperature superano i 30°C e spesso vi sono abbondanti piogge pomeridiane (soprattutto tra Gennaio e Marzo), concentrate soprattutto nel basso ‘veld’ settentrionale, la zona che incorpora la Valle del fiume Zambesi, le Cascate Victoria, il Lago Kariba e lo Zambesi Escarpment, area caratterizzata da alti rilievi e ricoperta da una fitta vegetazione.
    COME CI SI MUOVE NEL PAESE?
    Proponiamo due tipi di soluzioni:
    Itinerari con TRASFERIMENTI ORGANIZZATI: la maggior parte dei viaggi che proponiamo prevede la prenotazione di lodge/ hotel e la pianificazione di uno specifico itinerario in base alle esigenze. Da una località all’altra sono previsti trasferimenti in auto con autisti locali oppure trasferimenti in volo a bordo di piccoli aeromobili (tipo Cessna o similari). In arrivo nelle varie tappe vi sono delle guide locali esperte dell’area che accompagnano i clienti alla scoperta dei parchi, a bordo di veicoli fuoristrada.

    Itinerari GUIDATI: accompagnati da esperte guide e/o autisti, sia su base privata sia di gruppo. In tal caso vi è sempre la medesima guida/ autista o tour leader e nelle varie tappe vi sono le guide locali per i safari e le attività.

    Nonostante in molte aree del paese vi sia una buona rete stradale SCONSIGLIAMO ad oggi viaggi con auto a noleggio in quanto i controlli di polizia sono molto frequenti e spesso invadenti. Avere pertanto una persona del luogo alla guida è più semplice e rende il viaggio più rilassante e sicuro.
    CHE LINGUA SI PARLA?
    Lo Zimbabwe ha tre lingue nazionali, l’inglese, lo shona e lo ndebele. Questi ultimi sono gli idiomi parlati dai due principali gruppi etnici del paese. Lo shona è diffuso in tutto il nord-est del paese, mentre lo ndebele nel sud ovest. In queste aree le rispettive etnie sono predominanti.
    C’E’ IL FUSO ORARIO?
    Lo Zimbabwe è un’ora avanti quando in Italia vige l’ora solare (nostro inverno); vi è lo stesso orario quando da noi vige l’ora legale.
    COME FUNZIONANO LE TELECOMUNICAZIONI?
    I cellulari italiani funzionano senza problemi nella maggior parte del paese (tranne in alcune zone remote dei parchi dove non vi è linea), suggeriamo di acquistare una SIM in loco per poter chiamare e ricevere a tariffe più convenienti, sono reperibili in tutti i negozi di telefonia sia nelle grandi città che nei centri minori. La maggior parte degli hotel e lodge offre una buona copertura WI-FI.

    Dallo Zimbabwe all’Italia: 0039 Dall’Italia allo Zimbabwe: 00263
    QUAL E’ LA VALUTA LOCALE?
    Recentemente è tornato in vigore nel Paese il dollaro dello Zimbabwe. E' possibile pagare in dollari americani solamente il visto di ingresso ed eventuali ingressi ai parchi. Per qualsiasi altra transazione in contanti è obbligatorio pagare in valuta locale.

    Le principali carte di credito sono accettate in quasi tutti gli hotels, supermercati, uffici turistici; tuttavia i frequenti blackout elettrici e la scarsa qualità della connessione telefonica rendono spesso difficoltosi i pagamenti.
    CHE TIPO DI VOLTAGGIO ELETTRICO E’ UTILIZZATO?
    La corrente elettrica è erogata a 220/240 Volt e 50 Hertz. Nel paese si usano prese a tre poli tondi come in Sudafrica, suggeriamo di procurarsi un adattatore internazionale. L’energia non è sempre disponibile, molte strutture (soprattutto lodge/ campi tendati nei parchi) utilizzano generatori che sono spenti durante le ore notturne. Suggeriamo di portare una torcia, delle batterie di scorta per le macchine fotografiche e dei power bank. Gli asciugacapelli non sono presenti nella maggior parte dei lodge/ campi tendati e prima di utilizzare il proprio asciugacapelli da viaggio è obbligatorio chiedere allo staff, onde evitare di causare eventuali danni, in quanto possono essere supportati solo apparecchi elettrici a bassissimo consumo energetico.
    COM’E’ LA CUCINA?
    In Zimbabwe tutti i lodge offrono una buona cucina internazionale accompagnata da piatti della cucina tradizionale, la carne in particolare è ottima. Anche il pesce è apprezzabile, in particolar modo quello proveniente dai torrenti dello Nyanga e dal Lake Kariba. Tra i piatti tipici possiamo citare lo Nhedzi, una zuppa di funghi molto saporita, e lo Nyama ne Sadza, un porridge di mais accompagnato da uno spezzatino di carne. I migliori lodge e hotel hanno a disposizione una selezione di vini sudafricani.
    E’ CONSUETUDINE LASCIARE MANCE?
    Come per le altre aeree dell’Africa meridionale, è buona abitudine lasciare delle mance al personale degli hotels e alla guida (o al ranger nei lodge), indicativamente in questa misura: se si viaggia in coppia da 15 ai 20 USD a coppia al giorno per la guida e da 5 ai 10 USD a coppia al giorno per l’autista (se presente); se si viaggia in gruppo da 30 a 50 USD circa totali al giorno alla guida/ranger e da 15 a 30 USD totali al giorno per l’autista (se presente); per il personale degli hotels circa 3/5 USD per persona al giorno da lasciare nell’apposita ‘tip box’ presente alla reception. Per il servizio di facchinaggio è buona norma lasciare l’equivalente di 1 USD a collo; nei ristoranti il 10%-15%, non è obbligatorio ma è consuetudine e può variare in base al livello di gradimento.
    CHE TIPO DI BAGAGLIO/ ABBIGLIAMENTO POSSO PORTARE?
    BAGAGLIO:
    Se si viaggia in gruppo suggeriamo di portare borsoni morbidi in modo che vi sia spazio sufficiente per stivare comodamente i bagagli di tutti. Per questo è importante limitare il guardaroba a quanto indispensabile. Nel caso siano previsti voli interni questo accorgimento diventa obbligatorio in quanto imposto dalle compagnie aeree locali (la maggior parte delle quali consente una franchigia massima di 15/20 Kg per persona incluso il bagaglio a mano, contenuti in borse morbide). Consigliamo uno zainetto dove poter tenere il necessario a portata di mano durante i tragitti e i safari (macchina fotografica, binocolo, torcia e batterie di riserva, denaro e documenti).

    Talvolta può capitare che dopo un volo internazionale il bagaglio venga smarrito e che sia necessario qualche giorno per trovarlo e per consegnarlo. Per ovviare a questo problema suggeriamo di preparare un bagaglio a mano con una serie di indumenti utili, in modo da poter fronteggiare i primi giorni, fino alla consegna del bagaglio, ove e se possibile.

    ABBIGLIAMENTO:
    INVERNO AUSTRALE (NOSTRA ESTATE)
    Abbigliamento suggerito: piumino e/o giaccone invernale, guanti, sciarpa, berretto pesante, pantaloni pesanti, felpe pesanti, abbigliamento notturno pesante (non vi è il riscaldamento nelle strutture!). Tutto ciò è indispensabile nelle ore più fredde della giornata e durante i safari a bordo di veicoli aperti. Da alternare con un abbigliamento estivo per le ore calde diurne.

    ESTATE AUSTRALE (NOSTRO INVERNO)
    Abbigliamento suggerito: estivo. Non dimenticare felpa/ giacca a vento per le ore serali. Impermeabile.

    Nelle stagioni di mezzo le temperature possono essere variabili, suggeriamo di portare capi estivi e qualche capo pesante.

    IN GENERALE: L’abbigliamento è sempre informale; i colori consigliati degli indumenti sono il beige e tutte le tinte naturali che attirano meno le zanzare e tessuti in lino e cotone. Non utilizzare vestiario in stile militare, non è ben visto in nessun paese africano.

    Paesaggi e parchi

    Quando si dice Zimbabwe subito si pensa alle Cascate Vittoria che sono di certo tra le più suggestive e spettacolari al mondo, Patrimonio dell’Umanità Unesco e attrazione turistica d’eccellenza dell’Africa meridionale, ma possono essere considerate punto di partenza o di arrivo in un itinerario, che è già di per sé un viaggio, alla scoperta di un paese che sa regalare incredibili panorami ed emozioni inaspettate. Lo Zimbabwe è tra le destinazioni più variegate e interessanti dell’Africa Australe, dal Great Zimbabwe Monument alle Matopos Hills, dal Hwange National Park alla zona dell’Upper Zambezi River, si snoda un percorso inedito e sorprendente che a ogni chilometro regala nuovi panorami e incontri ravvicinati con moltitudini di animali selvatici.

    Il Great Zimbabwe Monument, a pochi chilometri dalla cittadina di Masvingo, è il complesso megalitico più vasto dell’Africa Subsahariana, dichiarato sito Patrimonio Mondiale dell’Unesco e simbolo di una delle più grandi città precoloniali dell’Africa Meridionale. Altro sito divenuto Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 2003 è l’area delle Matopos Hills all’interno del Matobo National Park, si tratta di un’area collinosa molto suggestiva e di una bellezza unica per le formazioni rocciose granitiche che per erosione degli agenti atmosferici, nel corso di circa 2 miliardi di anni, hanno assunto forme bizzarre di guglie e cupole che non passano inosservate. Proseguendo verso nord-ovest si raggiunge il Hwange National Park, il più grande parco dello Zimbabwe che occupa 14.650 Kmq, di cui solo una piccola parte è aperta ai turisti, mentre il resto è regno di madre natura. Avvicinandosi poi alla zona delle Cascate, non si può rinunciare ad un’emozionante avventura africana nella parte dell’Upper Zambezi River, pagaiando sul fiume Zambesi all’interno dello Zambesi National Park.
    Matusadona National Park, dichiarato zona protetta nel 1958, diventa parco nel 1972, la sua nascita è principalmente dovuta all’operazione “Arca di Noè”, a seguito della quale vennero messi in salvo circa 5.000 animali all’apertura della diga di Kariba, il cui bacino sommerse il loro habitat naturale Infine il sorprendente Parco Nazionale di Mana Pools, fondato nel 1963 e dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, prende il nome da una serie di piscine naturali che il fiume Mana, prima di gettarsi nello Zambesi, crea nell’area. Da ricordare che in tutti i parchi vi sono lodge e campi tendati di ottimo livello e che le guide zimbabwane sono tra le più preparate in Africa, un safari guidato regala pertanto un’esperienza unica. La maggior parte delle strutture propone tra le attività safari in fuoristrada e a piedi, ‘walking safari’, (accompagnati da una guida e un assistente) e dove possibile uscite in barca o canoa, questo garantisce un’esperienza a 360°.
    VICTORIA FALLS NATIONAL PARK
    Il Victoria Falls National Park è chiamato anche ‘Mosi oa Tunya’, che nella lingua dei Mokololo, antichi abitanti di questa terra, significa ‘Il fumo che tuona’, visto il fragore del fiume in piena che fa un salto di 100m in questa gola formata da un’antichissima frattura della crosta terrestre, una ramificazione della Rift Valley. Dal 1989 fa parte del patrimonio dell’UNESCO: l’area comprende le cascate e una serie di canyon e gole create dal fiume Zambesi a valle delle stesse, oltre a un tratto di fiume che le precede. Si è sviluppata nel corso degli anni una foresta pluviale fatta di felci, palme, alberi di ficus, merito della vaporizzazione dell’acqua al suo precipitare. Le specie tipiche della fauna del parco sono i rapaci come l’aquila di Verraux, il falco pellegrino, il falco Taita, la cicogna nera e la poiana sciacallo.

    Quando il fiume Zambezi è in piena il fronte delle cascate ha una lunghezza di circa 1.700 metri, uno spettacolo davvero incredibile, questo avviene tra febbraio e marzo; il periodo in cui le cascate danno il meglio di sé va comunque da aprile e ottobre, con particolare intensità a maggio e giugno; durante la visita è spesso necessario indossare un impermeabile e, comunque, si termina il percorso completamente fradici, ma senz’altro entusiasti per aver potuto ammirare tale spettacolo. Negli altri periodo dell’anno la portata d’acqua è minore ma l’aspetto positivo è che senza il vapore e gli spruzzi è tutto molto più nitido e si può ammirare a pieno il fronte delle cascate, le sue gole, il paesaggio che le circonda, si può avere una veduta d’insieme molto più chiara e apprezzare la grandezza di questo fenomeno, è l’unico periodo in cui è possibile fare il bagno a ‘Devil’s Pool’, una piscina naturale che si forma ai margini della cataratta, dove potersi immergere ai limiti del dirupo, un’esperienza davvero emozionante!

    Quando ci si reca alle Cascate è sempre consigliato consultare il calendario lunare: nelle notti di luna piena il parco rimane aperto e si può ammirare la bellezza e unicità dell’arcobaleno lunare!
    L’ingresso al parco è a pochi minuti a piedi dal centro di Victoria Falls, una cittadina molto carina che offre un’ottima scelta di hotel, lodge, alcuni ristoranti, negozi e diversi ‘activity office’, dove poter prenotare varie escursioni, che variano dalla semplice visita guidata alle cascate a tranquille crociere lungo lo Zambezi, da attività più avventurose quali rafting sul fiume, bunji jumping, canoa, a sorvoli in elicottero sulle cascate.
    ZAMBEZI NATIONAL PARK
    Il Parco dello Zambezi copre un’area di 56.000 ettari, nel suo margine settentrionale è solcato dal fiume Zambezi che segna il confine tra Zimbabwe e Zambia: è possibile incontrare un’ampia varietà di animali, soprattutto mammiferi: elefanti, leoni, bufali, leopardi, varie specie di antilopi, kudu, giraffe, zebre etc; il parco inoltre è l’ideale per gli amanti della pesca al ‘tiger fish’. L’ingresso si trova a circa 10 minuti di auto dal centro di Victoria Falls; le strade all’interno del parco sono sterrate e percorribili solo in 4x4, non suggeriamo l’accesso con il proprio mezzo, meglio alloggiare in uno dei lodge presenti all’interno e prendere parte ai safari accompagnati da esperti ranger. Oltre ai game drive in 4x4 i lodge offrono anche delle piacevoli crociere lungo lo Zambezi, che in quest’area è molto più selvaggio e meno frequentato che a Victoria Falls; spesso organizzano anche delle uscite in canoa con sosta per il pranzo in una delle isole che si sono formate all’interno del fiume, un’esperienza molto emozionante e interessante per ammirare lo Zambezi, i paesaggi circostanti e gli animali da una prospettiva differente.
    Hwange National Park
    Il parco più grande dello Zimbabwe, dichiarato parco nazionale nel 1929, nasce sui sedimenti sabbiosi del deserto del Kalahari, che si trova ai confini sud occidentali. Questa regione fu originariamente popolata dai San Bushmen (boscimani), gli unici in grado di sopravvivere in quest’area, poiché le altre popolazioni bantu la giudicavano troppo ostile e secca. Nel parco, che ha un’estensione di 14.650 kmq, c’è la più grande concentrazione faunistica dello stato: gli elefanti sono numerosi in ogni angolo, vi sono molti leoni, iene maculate e iene brune, bufali, licaoni, rinoceronti, ghepardi, antilopi roane, orici e molte altre specie. Pur essendo uno dei parchi più visitati del paese, la sua estensione e la fitta rete di piste sono tali da far sì che si abbia l’impressione di essere tra i pochi privilegiati presenti in questo territorio spettacolare.
    La zona centro meridionale del parco è caratterizzata da una savana aperta ed erbosa che si alterna a zone più dense di vegetazione e crea l’ambiente idea per avvistare facilmente gli animali. La parte meridionale e l’estremità settentrionale hanno invece una vegetazione più densa, una fitta boscaglia di mopane. La zona a nord, chiamata Sinamatella, ha un’area collinare formata da suoni basaltici e kopje che dominano la pianura formata dal fiume Lukosi.
    Lake Kariba e Matusadona National Park
    Kariba ha una superficie di 5000 kmq, 280km di lunghezza, uno dei più grandi laghi artificiali creato negli anni ’50; la città di Kariba fu fondata nel 1954 per ospitare gli operai impegnati nella costruzione della diga. La stessa non fu ben accolta dalla popolazione locale batonka che dovette abbandonare i propri villaggi per crearne di nuovi in altri luoghi. Si dice che i batonka, per impedire la costruzione della diga, avessero invocato la divinità Nyaminyami, dio del fiume Zambezi, con la testa di pesce e corpo di serpente; al tempo numerosi incidenti e piogge incredibilmente violente rallentarono notevolmente la progressione dei lavori. La diga comunque fu portata a termine nel 1959 ma la popolazione locale continua a credere che lo Nyaminyami sia sempre nei paraggi.

    Matusadona National Park, dichiarato zona protetta nel 1958, diventa parco nel 1972, la sua nascita è principalmente dovuta all’operazione “Arca di Noè”, a seguito della quale vennero messi in salvo circa 5.000 animali all’apertura della diga di Kariba, il cui bacino sommerse il loro habitat naturale. Il parco si estende tra il Synathi River ad est e l’Ume River ad ovest; la parte più visitata è quella della Valley Floor, a sud delle Matusadona Hills, dove si trova la più grande concentrazione di animali. Ha una superficie di 1.400 kmq, al suo interno vi è un’abbondante popolazione di mammiferi, soprattutto elefanti e bufali ed è una delle aree chiamate ‘Intensive Protection Zone’, dove sono stati reintegrati i rinoceronti. Il parco comprende tre aree differenti: la parte lungo le sponde del lago; la zona della ‘Zambezi Valley’, boschiva, coperta da numerosi alberi di mopane e infine l’area dell’Escarpment, dove si trovano i rinoceronti neri.
    Mana Pools National Park
    Il Parco Nazionale di Mana Pools, fondato nel 1963 e dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, prende il nome da una serie di piscine naturali che il fiume Mana, prima di gettarsi nello Zambesi, crea nell’area. Il parco si estende sulla sponda meridionale del fiume Zambesi, il quale con il suo lento spostamento verso nord, ha formato un ecosistema particolare caratterizzato da una serie di pozze, alcune permanenti e alcune stagionali, che attirano una grande quantità di animali tra cui numerosi elefanti, bufali, coccodrilli del Nilo e predatori quali leoni, leopardi e ghepardi. Questa vallata ospita un alternarsi di savana boscosa e ampie pianure nelle quali sovente si possono ammirare i predatori a caccia.

    La presenza di questo grande fiume, dei monti della Great Rift Valley sullo sfondo, di ampie pianure dove troneggiano giganteschi ‘anna trees’ e ‘sausage trees’, che attirano centinaia di elefanti, lo rendono davvero uno dei luoghi più sorprendenti di questa parte del continente. Il parco è aperto durante il periodo invernale (la nostra estate), durante la stagione delle piogge è difficilmente accessibile e per lunghi tratti impraticabili a causa delle esondazioni dello Zambesi. All’interno del parco e ai confini con lo stesso vi sono vari lodge e campi tendati sia fissi che semi permanenti dove poter trascorrere qualche giorno alla scoperta di quest’area di eccezionale bellezza, le guide in Zimbabwe sono molto esperte, tra le migliori in Africa, e accompagnano i visitatori in safari in 4x4, walking safari, escursioni in barca e in canoa. Gli appassionati possono prendere parte a dei safari in canoa dai 2 ai 7 giorni e scoprire il parco navigando lungo il fiume, la sera viene allestito un campo lungo le sponde dello Zambezi, un’esperienza indimenticabile.
    Matopos Hills National Park
    Quest’area, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è caratterizzata da colline sulle quali svettano enormi massi di granito tondeggianti, scolpiti e levigati dalla millenaria forza della natura; si tratta di totem naturali di estrema bellezza e suggestione, sono chiamate anche ‘balancing rock’ perché sembra riescano a mantenersi miracolosamente in equilibrio. Si tratta da sempre di un luogo sacro alle popolazioni locali, non è quindi sorprendente sentire aleggiare nei dintorni un’atmosfera di mistero e magia. Quest’area fu popolata da tempi remoti da popoli boscimani, che hanno lasciato preziose testimonianze attraverso pitture rupestri visibili nelle pareti rocciose e nelle grotte. Tra i punti di osservazione più belli si può citare ‘The World’s View’ (La vista sul Mondo), una particolare formazione rocciosa situata in una posizione panoramica unica, caratterizzata da enormi massi sferici di granito, tra i quali è conservata la tomba di Cecil John Rhodes; lo stesso dopo aver scoperto questo luogo mistico e di assoluto fascino chiese di esservi seppellito alla sua morte. All’alba e al tramonto queste rocce granitiche assumono delle sfumature rossastre rendendole ancora più ricche di fascino, la loro bellezza è poi accentuata dalle pennellate di colore dei licheni che le ricoprono.
    Great Zimbabwe National Monument
    Great Zimbabwe National Monument è il complesso megalitico più vasto dell’Africa Subsahariana, Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 1986, simbolo di una delle più grandi civiltà precoloniali dell’Africa Meridionale vissute tra l’11° e il 15° secolo. Fu scoperto dai portoghesi nel ‘500 e per decenni vennero attribuite alle sue origini svariate paternità; solo agli inizi del ‘900 due ricercatori Britannici riuscirono a fare chiarezza; si tratterebbe infatti, della massima espressione architettonica di una ricca civiltà Shona dedita al commercio che, durante il Medioevo, deteneva il controllo degli scambi di tutta l’Africa Australe che si affaccia sull’Oceano Indiano. Il sito si sviluppa in un’area di circa 80 ettari ed è formato da tre gruppi di costruzioni: il complesso della collina, il complesso della valle ed il grande recinto. Il primo è un insieme di cinte murarie, anche se probabilmente si trattava della residenza dei regnanti dell’epoca. Il secondo è il complesso più recente, aggiunto solo nel 15° secolo. Il grande recinto consiste in una cinta muraria eretta circa nel 14°sec. a protezione della città, che al suo interno ospitava circa 20.000 abitanti. Il declino di questa civiltà iniziò all’incirca alla fine del 15° secolo quando fu gradualmente abbandonata dai suoi abitanti.
    Gonarezhou National Park
    Si trova nella parte meridionale del paese e fa parte dell’immenso Great Limpopo Transfrontier Park, uno dei famosi ‘peace parks’, sorti con lo scopo di superare i confini geografici e creare delle ampie aree protette senza barriere tra i parchi situati ai confini di vari paesi. E’ l’area protetta più grande al mondo con un’estensione di circa 100.000 kmq e incorpora i parchi al confine tra Mozambico, Zimbabwe e Sudafrica; il progetto però non è ancora finito, ci vorrà del tempo perché tutte le recinzioni vengano completamente tolte e vi sia una totale libertà di movimento degli animali da un paese all’altro.

    Il Parco Gonarezhou rimane uno dei meno esplorati dello Zimbabwe vista la posizione isolata rispetto agli altri parchi del paese; questo lo rende ancora più unico e selvaggio; la vegetazione è caratterizzata essenzialmente da ampie savane con boscaglia e cespugli bassi, punteggiate da grandi baobab e da formazioni rocciose color ocra. Lungo le sponde dei fiumi Runde, Mwenezi e Save la vegetazione diventa più fitta, molto simile a quella che si trova lungo la valle dello Zambesi. Nel parco vivono numerosi branchi di elefanti e il famoso ghepardo reale che si differenzia da quello comune per avere delle macchie e striature più marcate. Nel parco a oggi vi sono solo un paio di lodge ma di alto livello, situati in posizioni panoramica mozzafiato che offrono safari in 4x4 e walking safari accompagnati da esperte guide.
    Eastern Highlands
    Nella parte centro orientale del paese vi sono le alture orientali, chiamate Eastern Highland; si estendono per 300km da nord a sud al confine con il Mozambico; quest’area attirò subito i primi coloni britannici che in questi paesaggi di foreste percorse da torrenti e punteggiate da laghi cristallini, trovarono delle somiglianze con la loro terra d’origine. Nella regione è possibile dormire in chalet e sistemazioni molto semplici.

    Questa zona si divide in tre aree principali:
    - Quella settentrionale con il Parco Nazionale di Nyanga, dove vi è il monte più alto (Nyangani 2592 m). Ha un paesaggio che ricorda di più il nord Europa che l’Africa, con colline e monti coperti di rocce e felci. A renderlo un ambiente unico è la fusione tra questo paesaggio molto europeo alla presenza di protee, orchidee che si inerpicano sugli alberi e gigli fiamma (flame lily, il fiore nazionale del paese). Nel parco vivono piccoli mammiferi: antilopi, roditori, babbuini, cercopitechi.

    - Area centrale il cui punto di accesso è la cittadina di Mutare. In questa zona si trovano le Vumba Mountains (montagne della nebbia) che è possibile esplorare a piedi o a cavallo. Una visita molto interessante è quella ai giardini botanici di Bvumba, dove sono raccolte moltissime specie di fiori provenienti da varie zone del continente.

    - Area meridionale con le Chimanimani Mountains dove gli amanti del trekking possono divertirsi lungo percorsi molto suggestivi, nell’intrico della foresta si trovano formazioni rocciose contorte, coperte di licheni, tra le quali scorrono ruscelli e dove si formano limpide cascate, la più alta è Bridal Veil Fall, con un salto di 50 metri che scorre su gradini di roccia in mezzo ad una foresta molto fitta. La flora è davvero unica ricca di felci, strelitzie giganti, orchidee, alberi di yellowwood, ibischi, cedri. Il parco è un eden per i birdwatchers.
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