Uganda

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Viaggio in Uganda fatto con mia moglie Francesca dal 21 dicembre 2015 al 8 gennaio 2016. Saluti e congratulazioni a Martina. Voli con la Turkish: aerei affidabili, pasti a bordo ok., servizio ok, orari rispettati, anche se nel viaggio di ritorno – causa la coincidenza stretta di un’ora e mezza e le dimensioni dell’aeroporto – abbiamo rischiato di perdere l’aereo da Istanbul a Venezia: alla barriera di sicurezza dell’aeroporto turco ci ha “salvati” solo la corsia preferenziale disposta per la prima classe. Siamo riusciti a salire sull’aereo comunque per un soffio! Se avessimo avuto il biglietto di classe economica … addio aereo! Transfer da e per l’aeroporto puntuali; briefing a inizio viaggio completo e chiaro; mezzo Toyota adeguato al tipo di viaggio, comodo e pulito; guida e autista sig. BOAZ affidabile, disponibile, preparato, puntuale; interprete e “facilitatore” sig. JOHN, buona conoscenza dell’italiano, puntuale, cortese, simpatico, sempre presente e disponibile. Itinerario del viaggio risultato perfetto. Strutture utilizzate: Kampala Serena hotel: super. Sipi River Lodge: ok. Brownstone Country Guest House: modesta, ma pulita, la migliore della zona. Baker’s Lodge: super. Kyaninga Lodge: ok. Papaya Lodge: super. Kyambura Lodge: ok. Ishasha Wilderness camp: ok. Clouds Lodge: superlativo! Chamaleon Hill Lodge: ok. Mihingo Lodge: super. Karibu Guest House: ok, in posizione vicina all’aeroporto di Entebbe ma “strategica” per favorire l’inizio viaggio di rientro ad ore 2.30 di notte. Cibo: decisamente superiore alle attese, sia per le colazioni, le cene ed anche i lunch. Abbiamo mangiato bene dappertutto, soprattutto al Serena, al Baker’s, al Papaya, al Clouds e al Mihingo Lodge. In sintesi un viaggio riuscito, organizzato benissimo, anche se “impegnativo”; non consigliabile a chi fa il suo primo viaggio in Africa (tipo viaggio di nozze) o a chi non è in buone condizioni fisiche: in nessun altro paese d’Africa abbiamo camminato così tanto (cascate Sipi, cascate Murchison’s, cratere Kyaninga, foresta degli scimpanzé, foresta dei gorilla). Soprattutto la visita ai gorilla è stata emozionante, indimenticabile ma faticosa dal punto di vista fisico; ci siamo chiesti cosa sarebbe successo in caso di emergenza sanitaria. Comunque, come ha scritto Garcia Lorca: ” sin un grano de locura es imprudente vivir !”. Comunque, l’Uganda ci è parso un paese cordiale e “tranquillo” che merita molto e che non ha “solo i gorilla”. Cordiali saluti. Roberto Corradini e Francesca Marchi

Roberto

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