Viaggio in Uganda Mokoro

Viaggio in Uganda alla ricerca dei gorilla di montagna

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Ecco ci siamo, il momento del nostro sognato viaggio in Uganda è arrivato! Penetriamo, letteralmente, nella foresta facendoci largo tra la fitta vegetazione. Non è facile ma l’entusiasmo e la curiosità ci spingono avanti. La natura di questo meraviglioso paese ci ha già regalato tanto ma ora, verso la fine del viaggio, siamo al momento più atteso. L’incontro ravvicinato con i gorilla di montagna nel cuore dell’Uganda, nell’impenetrabile foresta di Bwindi. Ma andiamo in ordine, e partiamo dall’inizio. 

Volevamo fare un viaggio nel cuore del continente nero per appagare il desiderio di avvicinare questi primati appartenenti alla famiglia degli ominidi e, in quanto tali, nostri antichissimi progenitori. Scegliamo quindi un viaggio in Uganda, dove la savana dell’Africa Orientale s’incontra con la foresta dell’Africa Occidentale dando vita ad una spettacolare biodiversità, dalla fitta selva ad  aperte praterie, da ambienti montani e lacustri ad antichissimi vulcani. La chiamano “perla d’Africa” non a caso! Il nostro viaggio è stato un susseguirsi di spettacolari paesaggi ed emozionanti incontri. Nel Murchison Falls National Park abbiamo visto leoni, giraffe, ippopotami, coccodrilli, babbuini, numerose specie di antilopi. Abbiamo ammirato le cascate Murchisons dove il  fiume Nilo fa un salto di 43metri dopo aver percorso uno stretto canyon roccioso. 

Nella Budongo Forest abbiamo fatto un trekking alla ricerca degli scimpanzé. Nel meraviglioso Queen Elizabeth National Park, insignito a ‘riserva della biosfera per l’umanità’ dall’Unesco nel 1979, ci siamo inoltrati in barca lungo il canale di Kazinga e inseguito con binocolo e teleobiettivo tantissime specie di volatili d’acqua e ippopotami e una bellissima leonessa!

Ed eccoci infine al momento tanto atteso nella foresta impenetrabile di Bwindi, che raggiunge i 2300 metri d’altezza, per il trekking dei gorilla di montagna nel cuore dell’Uganda. La giornata inizia con un breve briefing informativo sulle regole da seguire durante l’escursione. Ciò che mi colpisce di più è la raccomandazione di mantenere sempre la distanza di alcuni metri (idealmente 7) dai gorilla, sia per evitare che si abituino troppo alla presenza umana sia per proteggerli da eventuali malattie portate dai turisti. Il ranger ci spiega infatti che questi primati hanno un sistema immunitario estremamente fragile e che un colpo di tosse o uno starnuto di noi visitatori  potrebbero essere molto pericolosi per loro. Questa affermazione mi fa sorridere e rifletto sul fatto che, nonostante il nostro pensiero ego e omo centrico, in realtà siamo sempre noi gli ospiti durante queste escursioni nella natura selvaggia e che è importantissimo rispettarla per preservarla.  

Il trekking nella fitta foresta pluviale è avventuroso e impegnativo. Seguiamo nella massima fiducia la nostra guida che si muove molto più agevolmente di noi, aprendoci la strada talvolta con l’uso del macete perché non esiste un vero e proprio sentiero. Sono molto concentrata su dove mettere i piedi ma mi rilasso e mi perdo al tempo stesso in questo luogo primordiale, vergine ed inesplorato. All’improvviso la guida si gira e, facendoci cenno di rallentare, indica un punto tra la vegetazione. Eccolo il momento tanto atteso che vale davvero il viaggio fin qui, l’incontro con i gorilla di montagna nel cuore dell’Uganda

Davanti a noi c’è un silverback, il grande maschio dominante della famiglia, così chiamato perché sulla schiena ha una sorta di striscia argentea. Poco più in là altri gorilla di dimensioni più piccole e alcuni cuccioli che si arrampicano sui rami. Sono così simili a noi nelle posture, nei gesti e negli sguardi che rimango incantata nell’osservare un bisticcio tra tre piccoli che tanto mi ricorda quanto spesso accade tra i miei figli. I due più grandicelli sembrano giocare rotolandosi nell’erba, dondolandosi sulle liane e stuzzicandosi a vicenda con ramoscelli e spinte, mentre un terzo più piccolo cerca di attirare la loro attenzione e di inserirsi nel gioco ma viene continuamente ignorato e allontanato con gran fastidio. 
A pochi metri di distanza, ci fa notare la nostra guida, un paio di femmine comodamente sedute stanno gustandosi un’insalata mista e con grande maestria e ingegno ingurgitano alternativamente grandi foglie e pezzi di ramoscelli di bambù. Sembra proprio un pranzo tra amiche!  

Dopo l’affanno dei primi minuti a rubare decine di scatti, decido di godermi il momento e spengo la mia macchina fotografica. Voglio fotografare con gli occhi e imprimere nell’animo questa esperienza unica. L’ora passa velocemente ma ogni istante è impresso nella mia memoria. 

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