Una giornata tipo in riserva privata: in simbiosi con il ritmo della natura selvaggia

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“Un safari nel bush sudafricano, un sogno che è facile far diventare realtà. Siamo sicuri però che poi la realtà non si trasformi nuovamente in sogno? Sembra un gioco di parole ma l’esperienza di un soggiorno in riserva privata, l’emozione di avvicinare animali selvatici nel loro ambiente naturale e l’immersione nei ritmi naturali della savana, sono talmente lontani dalla nostra quotidianità da non sembrare veri. E invece eccoci qui. Pronti a togliere l’orologio dal polso, a non preoccuparsi del segnale debole o assente del cellulare, a svegliarsi prima che sorga il sole e andare a dormire con il sonno… Il trucco è lasciarsi sorprendere e contagiare dai ritmi della natura.

La giornata in una riserva privata, seppur attentamente organizzata e gestita dal personale della struttura stessa, è sempre scandita dai ritmi della natura circostante. La sveglia è prima dell’alba perché proprio al sorgere del sole la savana inizia a muoversi ed è in queste ore che maggiori sono le possibilità di avvistamento degli animali. Un energico “toc toc” alla porta della camera ti butta giù dal letto anche se spesso l’emozione del safari ti fa aprire gli occhi ancora prima e, al vigoroso bussare del ranger, sei pronta a rispondere con voce orgogliosa “ready!” Ti vesti velocemente e sei già fuori dalla stanza. Brrrr … freddino! Eh già, il cielo è ancora buio e il sole non ha ancora fatto in tempo a scaldare l’aria. Ma non ti preoccupare, presto inizierai a togliere strato dopo strato i vestiti che hai diligentemente indossato, fino a trovarti con molta probabilità, al rientro dal safari in maglietta e pantaloncini. Raggiungi il ranger e gli altri ospiti, con cui condividerai la jeep durante il safari, nella hall principale del lodge dove ti aspetta una tazza calda di tea o caffè e qualche biscotto. Ne prendi in quantità, perché ancora non sai che questa è solo una piccola premessa dei succulenti e numerosi appuntamenti culinari che ti aspettano durante la giornata.

    

Pronti? Tutti sulla jeep scoperta e via. Il fuoristrada parte su sentieri battuti e il vento ti accarezza il viso e ti sveglia del tutto. Ti ricorda anche che sei qui! Sei in Sudafrica, nella savana sudafricana e tra poco potresti vedere da vicino i famosi Big5, da sempre considerati i cinque animali più pericolosi da cacciare, ma il brivido per te oggi è fotografarli nel loro habitat natuale. Ed ecco che la magia si compie, dietro una curva un gruppo di giraffe soprese dall’arrivo dell’auto si mettono a correre, muovendo sinuosamente il lungo collo che segue l’andatura al trotto. Sei talmente rapita dalla scena che ti dimentichi di prendere la macchina fotografica. Non importa, meglio così. Decidi che per questo primo incontro saranno i tuoi occhi a immortalare l’immagine che, ne sei certa, rimarrà scolpita nella memoria. E’ il tuo primo animale della savana, non importa che non sia un big five e non importa se non hai fatto click.

   

Prepari comunque la macchina fotografica per non farti trovare impreparata al prossimo incontro. E fai bene, perché da qui in poi sarà un continuo sgranare gli occhi e sorridere alla vista di facoceri che si rincorrono nell’erba alta, altre giraffe e impala che incuriositi guardano verso la jeep. E infine ecco l’incontro con il re della foresta. Il ranger indica un magnifico esemplare di leone adulto che sonnecchia all’ombra di un albero e poco lontano un gruppo di leonesse, anche loro sdraiate comodamente sull’erba a riposare dopo le fatiche della caccia notturna. L’emozione è così forte da dimenticare che siamo a pochi metri da enormi felini che ora giacciono pacifici ma il cui ruggito è così forte e ancestralmente penetrante da far gelare il sangue nelle vene.

   

Staresti lì per ore a guardarli ma si rientra al lodge per la colazione. Eh già, perché con tutte le emozioni vissute durante il safari sembra siano passati giorni, ma in realtà sono solo le 9.00 del mattino e la giornata è appena iniziata. Il rientro al lodge riserva la sorpresa di una bellissima tavola che pare imbandita a festa: frutta di ogni colore e tipo, yogurt e cereali vari, succhi di frutta e bevande, affettati, uova, pane, croissant e un ricchissimo menù da cui scegliere i piatti caldi. Ma siamo sicuri che questa sia una colazione?!? Satolli ma ancora carichi dell’adrenalina del safari, abbiamo ora tutto il tempo per un po’ di relax godendo le aree comuni del lodge: un tuffo in piscina, un buon libro in veranda, una partita a scacchi nella hall principale, un massaggio nella spa… ce n’è per tutti i gusti, l’unica regola da seguire è coccolarsi e lasciare che la pace e il silenzio della natura circostante facciano perdere la cognizione del tempo. E funziona davvero, tant’è che è il manager del lodge a richiamare l’attenzione sulla tavola apparecchiata (ma si mangia di nuovo?!?) per un leggero pranzo prima di partire per il safari del pomeriggio, che si concluderà al tramonto, quando gli animali – tranne naturalmente quelli notturni – si ritirano per la notte.

   

Ed ecco che si salta di nuovo sulla jeep per nuovi avvistamenti e subito ci imbattiamo in un gruppo di elefanti che attraversa il sentiero e il ranger si ferma spegnendo il motore dell’auto. In silenzio osservi rapita questi pachidermi che si muovono con le loro enormi zampe senza fare rumore. L’unico suono che si sente è quello dei cespugli che spostano passandogli accanto. E’ incredibile e se me l’avessero detto non ci avrei creduto ma è proprio così… talmente grossi e pesanti eppure così silenziosi nei movimenti. La natura è proprio meravigliosa.

Per la seconda parte del safari il ranger ci propone di proseguire a piedi. Ma siamo sicuri sia una cosa sicura? Tranquilli. La prima preoccupazione del ranger è l’incolumità dei suoi ospiti e non proporrebbe mai nulla se solo ci fosse anche un minimo dubbio di pericolo. Scendiamo quindi dalla jeep e già solo il fatto di calpestare lo stesso terreno su cui camminano liberi animali della savana mi riempie di gioia. Camminiamo per qualche minuto e la magia di compie. Un gruppo di zebre inizia a correre intorno a noi. Curiose? Spaventate? Sono talmente rapita dalla scena che non penso neanche di distogliere lo sguardo dagli animali per fare queste domande al ranger. Sento che si tratta di un momento unico e non voglio interromperlo. Le zebre continuano a correre e i loro zoccoli fanno tremare il terreno e mi emoziono nel sentire queste vibrazioni arrivare fino ai miei piedi. Poi, così come tutto è incominciato, all’improvviso finisce e le zebre, in branco, cambiano direzione e spariscono all’orizzonte. Sorrido ripensando ad una frase che avevo appena letto sulla guida “ In Sudafrica scoprirete una natura selvaggia e incontaminata che si lascia svelare in totale sicurezza, purché la si rispetti avvicinandosi in punta di piedi.” Mai citazione fu più appropriata!

Con ancora tutte queste immagini negli occhi e nel cuore rientriamo verso il lodge, non prima di esserci fermati in mezzo alla savana per un vero e proprio aperitivo al tramonto. Magicamente il ranger tira fuori tavolino, calici, bottiglie e stuzzichini e, sorseggiando il nostro drink ci godiamo i colori del sole che scende sulla linea dell’orizzonte e dipinge il cielo di tutte le tonalità possibili. Lungo l’ultimo tratto di strada che ci separa dal lodge, sulla jeep regna il silenzio. Sono certa che non si tratti di stanchezza ma di un’atto di protezione nei confronti di ciò che si è vissuto. Ognuno sta ripensando e custodendo tutte le emozioni della giornata.

   

La giornata però non è ancora finita. Una doccia veloce ed eccoci tutti a raccolta per la cena che si svolge nel boma. Si tratta di un’area circolare, recintata da una palizzata di canne al cui centro viene acceso un grande falò e posizionati i tavoli per i commensali. Il boma viene utilizzato nei villaggi rurali per la custodia del bestiame mentre nei lodge si ricostruisce la struttura per creare una particolare atmosfera per le cene serali. La cena è ottima, le portate numerose e accompagnate da eccellente vino sudafricano. Ma la scenografia la fa da padrona: il fuoco illumina l’area del boma e se si alza lo sguardo si scopre una infinita volta celeste, puntinata di milioni di stelle. Da togliere il fiato.

   

Ora si che la giornata si può dire finita. E’ stata così bella che non vedo l’ora ne cominci un’altra che, seppure sarà scandita dagli stessi ritmi, so già riserverà incontri ed emozioni completamente nuove.”

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