Rwanda

    La culla dei primati

    NOTIZIE UTILI

    Il Rwanda è un piccolo stato chiamato anche ‘Il Paese delle mille colline’ il suo territorio infatti è molto ondulato, una paesaggio verdissimo e rigoglioso coperto di dolci colline, vallate, fiumi e laghi. La parte settentrionale del paese è dominata da una catena di vulcani conosciuta come Monti Virunga che ingloba il Parc National des Volcanos, dove è possibile l'incontro emozionate ed indimenticabile con i gorilla di montagna.
    QUALI DOCUMENTI E’ NECESSARIO AVERE?
    Il visto Rwanda si può ottenere richiedendolo on-line sul sito del ministero dell’Immigrazione o anche direttamente all’arrivo all’aeroporto di Kigali o alla frontiera d’ingresso nel paese, il costo è di USD 30,00.

    Per chi visita entrambi i paesi è possibile dal 1 Luglio 2015 richiedere il Double Visa per l’ingresso sia Uganda che in Rwanda al costo di USD 100,00

    Per informazioni aggiornate in tempo reale e ulteriori chiarimenti consultare il sito VIAGGIARE SICURI e selezionare il paese di interesse.
    QUALI SONO LE NORME SANITARIE DA SEGUIRE?
    Suggeriamo di consultare il sito: VIAGGIARE SICURI sempre aggiornato.

    Lo stesso sito indica quanto segue:
    I viaggiatori che intendano visitare determinate regioni in uno o più paesi in via di sviluppo devono recarsi in un ambulatorio di Medicina del Viaggiatore o consultare il proprio medico curante prima del viaggio. Questo consulto deve aver luogo almeno 4-6 settimane prima della partenza, in particolar modo se si tratta di un viaggio di lunga durata per motivi di lavoro. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni anamnestiche circa i più importanti fattori di rischi, indicherà quali sono le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria. Un consulto medico specialistico è particolarmente raccomandato ai viaggiatori con problemi medici pre-esistenti al fine di garantire e tutelare la salute durante il viaggio.

    Non dimenticare a casa eventuali medicinali di uso quotidiano e medicinali per eventuali ‘malattie del viaggiatore’, non vi sono farmacie fornite lungo gli itinerari.

    Si consiglia di:
    • acquistare bevande in contenitori sigillati;
    • evitare verdura e frutti di mare se non cotti;
    • bere acqua e bibite imbottigliate senza aggiunta di ghiaccio;
    • consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea)
    COM’E’ IL CLIMA?
    Il Ruanda gode di un clima molto gradevole, trovandosi a cavallo dell’Equatore; le temperature risultano miti tutto l’anno nonostante le altitudini, ad esempio in prossimità del lago Kivu a circa 1.400 mt/slm la temperatura è di 20°C. Le piogge si concentrano tra marzo-maggio e ottobre-dicembre: gli acquazzoni sono all’ordine del giorno con una concentrazione maggiore nella parte occidentale, in prossimità delle montagne. Il perodo migliore per visitare il paese è durante la stagione secco cioè tra gennaio-marzo e giugno-settembre.
    COME CI SI MUOVE NEL PAESE?
    Le strade in Ruanda sono generalmente in buone condizioni e asfaltate, eccetto la strada lungo il Lago Kivu tra Gisenyi, Kibuye e Cyangugu; la guida è a destra. Si raccomanda di viaggiare sempre con autista-guida e con un buon mezzo 4x4.
    CHE LINGUA SI PARLA?
    Le lingue ufficiali in Ruanda sono il kyniarwanda, di origine bantù e il francese, sebbene i fatti storici abbiano favorito il rapido diffondersi della lingua inglese. La lingua ufficiale è l’Inglese.
    C’E’ IL FUSO ORARIO?
    Due ore più avanti quando in Italia vige l’ora solare, mentre è un’ora avanti quando vige l’ora legale.
    COME FUNZIONANO LE TELECOMUNICAZIONI?
    Si ricorda che la maggior parte dei luoghi raggiunti lungo gli itinerari in Ruanda è coperta da rete telefonica attraverso i servizi degli operatori locali. Internet WIFI è presente in quasi tutti gli hotels e lodge, sebbene con grossi limiti di velocità e solo nelle aree comuni.

    Dal Rwanda all’Italia: 0039
    Dall’Italia al Rwanda: 00250
    QUAL E’ LA VALUTA LOCALE?
    In Rwanda la moneta in uso è il Franco Ruandese, che si può cambiare direttamente a Kigali o alle frontiere. Il cambio attuale è circa 1 euro = 1.010 franchi.
    Per gli acquisti nei mercati locali, nei piccoli supermercati e ristoranti è richiesto l'utilizzo di Scellini che possono essere cambiati presso le banche. I negozi, i ristoranti e gli hotels internazionali spesso accettano pagamenti in USD o con carta di credito, meglio VISA (spesso vi è una commissione del 5%/6%). Sono accettati dollari americani con data di emissione tassativamente successiva al 2006, inoltre banconote di taglio inferiore ai USD 50,00 possono essere cambiate ad un tasso più basso.
    CHE TIPO DI VOLTAGGIO ELETTRICO E’ UTILIZZATO?
    In Ruanda l’energia è erogata a 220 vlt e le prese sono di tipo europeo, non anglosassone.
    L’energia non è sempre disponibile, molte strutture (soprattutto lodge/ campi tendati nei parchi) utilizzano generatori che sono spenti durante le ore notturne. Si suggerisce di portare una torcia, delle batterie di scorta per le macchine fotografiche e dei power bank. Gli asciugacapelli non sono presenti nella maggior parte dei lodge/ campi tendati e prima di utilizzare il proprio asciugacapelli da viaggio è obbligatorio chiedere allo staff, onde evitare di causare eventuali danni, in quanto possono essere supportati solo apparecchi elettrici a bassissimo consumo energetico. È bene munirsi sempre di adattatore universale per far fronte ad ogni tipo di presa elettrica installata.
    COM’E’ LA CUCINA?
    In Rwanda la cucina si ispira spesso alla cucina franco-belga e in generale si mangia leggero, non speziato; abbondano frutta e verdura.
    E’ CONSUETUDINE LASCIARE MANCE?
    E’ consuetudine lasciare una mancia a tutti coloro che hanno offerto un buon servizio: camerieri, facchini, guide, ranger e portatori che sono di grande aiuto durante i trekking. Queste persone apprezzano una mancia che li aiuta ad arrotondare uno stipendio abbastanza ridotto, indicativamente in questa misura: se si viaggia in coppia da 10 ai 20 USD a coppia al giorno per la guida e da 5 ai 10 USD a coppia al giorno per l’autista (se presente); se si viaggia in gruppo (4/6 persone per mezzo) circa da 30 a 60 USD totali al giorno alla guida e da 20 a 40 USD totali al giorno per l’autista; per il personale degli hotels circa 3 USD per persona al giorno totali da lasciare nell’apposita ‘tip box’ presente alla reception.
    CHE TIPO DI BAGAGLIO/ ABBIGLIAMENTO POSSO PORTARE?
    BAGAGLIO
    Si consiglia di sistemare il bagaglio in valigie morbide, soprattutto se si prende in considerazione un viaggio con spostamenti in volo, le compagnie aree che effettuano i collegamenti interni non accettano infatti bagagli rigidi e dal peso superiore ai 15 kg.

    ABBIGLIAMENTO
    Trattandosi di un paese di fascia equatoriale, l’abbigliamento da mettere in valigia è prevalentemente estivo, il clima è molto gradevole con una temperatura attorno i 25° costanti; per la sera però è importante avere con sé una felpa o maglioncino di lana e un giacca impermeabile, pantaloni lunghi e comunque la regola è vestirsi ‘a cipolla’, in modo da essere a proprio agio e pronti ad ogni condizione atmosferica. Vanno messi in valigia in ogni stagione un impermeabile, scarpe da ginnastica e/o trekking, creme solari, cappellino, occhiali da sole, spray repellente per zanzare e dei guanti protettivi, utili soprattutto durante il trekking per evitare schegge di legno o fastidiose spine.

    PAESAGGI E PARCHI

    Il Ruanda è un piccolo stato dell’Africa centro-orientale, situato a cavallo dei bacini idrografici dei fiumi Congo e Nilo; è privo di sbocchi al mare e confina con l’Uganda a nord, la Tanzania a est, il Burundi a sud e ad ovest con il Congo DR. È uno dei paesi più densamente popolati del continente, con circa 10.300.000 abitanti distribuiti in gran parte tra le aree rurali in prossimità della catena montuosa occidentale e del Lago Kivu (per l’83%) e nella capitale (circa il 17%). Il gruppo etnico più diffuso è quello degli Hutu pari al 84%, seguito dai Tutsi per il 15% e infine i Twa per l’1%.

    Il territorio si espande su una superficie totale di circa 26.300 kmq ed in larga parte è montuoso, soprattutto lungo la dorsale occidentale, mentre a nord si sviluppa il sistema vulcanico dei Monti Virunga dove si raggiungono le vette più alte del paese (Monte Karisimbi 4.507 mt/slm); il sistema fa parte della Great Rift Valley Albertina (così chiamata poiché si tratta della sezione che ha dato origine al Lago Alberto in Uganda) di cui fanno parte anche i famosi Monte Mitumba e Ruwenzori, oltre ad essere costituito da 8 grandi vulcani, la gran parte dei quali attualmente in stato di quiescenza. Le pendici di questi vulcani sono ricoperte da foreste pluviali e costituiscono l’habitat naturale dei gorilla di montagna, gravemente minacciati purtroppo per la prograssiva perdita del loro ambiente e a causa dell’intenso bracconaggio; tra queste vette e vulcani si trovava anche il Karisoke Research Center fondato da Diane Fossey.
    A ovest del lago Tanganika si sviluppa la catena dei Monti Mitumba che formano la frontiera naturale tra Congo DR, Burundi e Ruanda: qui si trovano i giacimenti minerari più importanti del paese (oro, rame, argento, e zinco). Il resto del Ruanda è occupato da un altopiano che non supera i 1.500 mt di altitudine, caratterizzato perlopiù da colline, tratti di pianure, paludi e laghi in direzione del lago Vittoria. Il fiume più importante è il Kagera, sul confine orientale e dove confluiscono una serie di corsi minori originari dell’altopiano; il lago più esteso è il Lago Kivu, a confine tra Ruanda e Congo DR. Nonostante le ridotte dimensioni, il paese presenta ecosistemi ben distinti, tra terreni agricoli, savane e praterie, foreste e zone paludose che contengono numerosi habitat naturali caratterizzati ognuno da una propria biodiversità; alcuni di questi ecosistemi si trovano nelle tre aree protette del Ruanda riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità: Volcanoes National Park, Nyungwe Forest National Park e Akagera National Park.

    Storicamente il Ruanda era un paese pressochè sconosciuto e libero, ma allo scoppio della prima guerra mondiale i tedeschi lasciarono la colonia ai belgi e da quel momento iniziò il declino del paese: lo sfruttamento ed il razzismo furono le basi su cui si consolidò il nuovo potere coloniale, la classi sociali ed il sistema feudale di prima venne soppiantato da un sistema di caste, sancito da una carta etnica del tutto arbitraria che istigò l’odio tra le persone, quelli che prima erano semplicemente popolazioni di origine bantù, furono classificate in caste ben distinte: Tutsi, Hutu e Twa e così dal 1961 al 1994 tra un massacro e l’altro, tra una potenza europea e l’altra, mentre il mondo intero e l’Onu si limitavano a guardare, si consumava uno dei più grandi genocidi della storia.
    Oggi però il Ruanda ha voglia di riscatto e fa da modello a tante altre realtà africane: da una situazione spettrale è riuscito a risollevare l’economia, certamente con massicci aiuti internazionali, da un occidente con grandi sensi di colpa, ma soprattutto grazie alla volontà di un governo in grado di attirare importanti investimenti sia nel campo dei servizi, dell’energia, delle infrastrutture, ma anche della sanità, dell’educazione e dell’industria. Oggi il Ruanda si impegna anche sul fronte della preservazione ambientale, con l’obiettivo principale di rendere ogni cittadino consapevole del fatto che la conservazione del territorio si può tradurre in uno sfruttamento intelligente e mirato delle risorse in grado di portare beneficio a tutto il paese e a tutta la sua comunità. Un viaggio in Ruanda è un tuffo nella storia recente, per non dimenticare, e in una natura incontaminata per cercare lo sguardo di chi purtroppo, pur così tanto vicino a noi, rischia di essere estinto: il gorilla di montagna.
    Parco Nazionale dei Vulcani
    Ha un’estensione di circa 160 Kmq; si trova a nord ovest del paese ad un’altitudine compresa tra i 2400 mt/slm e i 4500 mt/slm; è parte di un’unica grande area protetta di circa 430 kmq di grande importanza scientifica e turistica che comprende anche il Virunga Nat. Park in Congo DR e il Mgahinga in Uganda: qui infatti trova rifugio il più grande dei prima viventi, il gorilla di montagna che purtroppo continua ad essere una delle specie più minacciate al mondo.

    Il parco racchiude 5 degli 8 vulcani della catena dei monti Virunga; la vegetazione è costituita in gran parte da foreste pluviali di motagna e da foreste di bambù; fu qui che Diane Fossey giunse nel ’67 su iniziativa del paleontologo statunitense Louis Leakey già legato alle ricerche sugli scimpanzè che Jane Goodall stava conducendo a Gombe in Tanzania; la Fossey fondò il Karisoke Research Center, che ora si trova nella piccola cittadina di Musanze ma che originariamente si trovava proprio nella foresta, a circa 3100 mt di altitudine tra i vulcani Bisoke e Karisimbi. Il merito della Fossey fu quello di aver salvato i gorilla dall’estinazione: nei primi anni ’60 infatti la popolazione stimata di gorilla si aggirava intorno ai 450 esemplari, mentre dieci anni dopo un censimento ne dava soltanto 250. L’intenso bracconaggio e la drastica riduzione delle aree naturalistiche dove il primato vive (soprattutto nel versante congolese) furono le cause di questa netta riduzione, ma l’impegno della ricercatrice fu portato all’attenzione dei media internazionali e soprattutto dopo la sua morte, nel ‘85 e con il film Gorilla in the mist, il mondo e la comunità scientifica internazionale iniziarono a puntare i riflettori sulla questione. Purtroppo però gli anni ’90 furono difficili per il centro di ricerca a causa del genocidio ruandese e delle guerre che seguirono poi in Congo DR; gli edifici furono distrutti, molti rangers che erano stati istruiti dalla stessa Fossey furono coinvolti nel genocidio. Oggi, nonostante gli eventi degli ultimi decenni, il numero dei gorilla non è diminuito, il parco è diventato una risorsa importante per il paese e soprattutto le comunità locali e le scuole sono state messe nelle condizioni di capire l’importanza dell’ecosistema dei monti Virunga, attraverso programmi di educazione promossi ancora una volta dalla fondazione Diane Fossey in collaborazione con lo stato.

    Dal punto di vista naturalistico senza dubbio il parco è conosciuto quindi in tutto il mondo per la presenza dei gorilla di montagna, tuttavia al suo interno sono state classificate anche 115 specie di mammiferi, 27 di rettili e 33 di invertebrati.
    L’Akagera Nartional Park
    Si trova a est, a confine con la Tanzania; fu istituito nel 1934 su un’area di circa 2700 kmq pari al 10% circa dell’intero paese, percentuale che è andata progressivamente riducendosi a causa dell’aumento della popolazione e quindi della necessità di convertire terreni in aree rurali e agricole, inoltre dopo il genocidio ed il conseguente rientro dei profughi dalla Tanzania e dall’Uganda, il governo ruandese ha ridotto l’estensione del parco da 2700 kmq a 1.000 kmq circa. Il parco si sviluppa in lunghezza da est a ovest per circa 30 km e in larghezza da nord a sud per circa 60 km lungo il fiume Kagera; la diversità di habitat presenti che vanno dalla savana, alla palude, dalle piane alluvionali alle montagne, fanno di questo parco uno dei più importanti d’Africa dal punto di vista naturalistico, a parimerito con i più famosi Serengeti e l’ecosistema del Delta dell’Okavango in Botswana. Qui vivono 47 specie di grandi mammiferi tra cui l’elefante, il bufalo, il leone, l’ippopotamo, il coccodrillo , 500 specie di uccelli, alcune specie di anfibi e una ventina di rettili; tra le savane e le pianure alluvionali è facile avvistare zebre, antilopi di vario genere e giraffe.
    Nyungwe Forest National Park
    Il Parco si trova a sud-ovest del paese, tra le montagne che dominano il lago Kivu, vicino al confine con il Burindi e il Congo DR. Si estende per circa 1000 kmq ad un’altitudine compresa tra i 1600 mt/slm e i 2950 mt/slm e rappresenta la più grande foresta tropicale di montagna di tutta l’Africa oltre ad essere il più grande bacino fluviale del paese e provvedere per oltre il 70% al fabbisogno idrico interno. Ospita ben 13 diverse specie di primati, tra cui scimpanzé (circa 500), il colobo del Rwenzori, la scimmia di Hoest, il colobo angolano, la scimmia dalla coda rossa, la scimmia velvet e la scimmia argentata. Nyungwe è anche un interessante parco per gli amanti del birdwatching, al suo interno, infatti, si trovano circa 310 specie di uccelli.
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