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Alla scoperta del popolo Afar nella Dancalia, Etiopia

“Chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta.”
Alexandra David-Néel

Viaggiare in Etiopia offre un’opportunità unica di esplorare regioni e culture affascinanti. Tra queste, la regione degli Afar, situata nella Dancalia, è una delle più straordinarie. La Dancalia, confinante con Eritrea e Gibuti, è una delle aree più inospitali del pianeta, caratterizzata da un paesaggio desolato, rese incandescente da catene vulcaniche e fenomeni tellurici frequenti. In questo articolo, scopriremo la cultura del popolo Afar, un gruppo etnico nomade del Corno d’Africa, e cosa rende questa regione così affascinante.

La regione degli Afar: una terra da cui ebbe inizio la storia dell’uomo

La regione di Afar si trova nella depressione della Dancalia, una delle aree più basse della superficie terrestre, con punti che raggiungono fino a 150 metri sotto il livello del mare ( il lago Assal arriva a 155 m sotto il livello del mare). Questo territorio è conosciuto per i suoi estremi climatici e per le sue caratteristiche geologiche uniche, come il vulcano attivo Erta Ale, che ospita un vero e proprio lago di lava caratterizzato da temperature che raggiungono livelli impressionanti.

La vita nel triangolo di Afar

Gli Afar, presenti anche in Eritrea e Gibuti, sono un gruppo etnico nomade che vive in una delle regioni più dure del pianeta. Questa zona, conosciuta come il Triangolo di Afar, è nota per le sue condizioni estreme, dove la sopravvivenza dipende dall’adattamento e dalla resistenza. Il popolo Afar si dedica principalmente alla pastorizia e al commercio del sale ricavato dal suolo, impregnato grazie all’evaporazione di antichi laghi.

Il commercio del sale: una fonte di sopravvivenza

La depressione della Dancalia è famosa per i suoi vasti depositi di sale. Gli Afar raccolgono il sale in condizioni difficilissime e lo vendono in altre regioni dell’Etiopia. Questo commercio è essenziale per la loro economia e sopravvivenza. Le carovane di dromedari trasportano il sale lungo percorsi antichi, mantenendo vive tradizioni secolari.

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Chi sono gli Afar? Cultura e tradizioni dei Dáncali

“Si prosegue e si vedono i primi dromedari, i primi afar in cammino: sono alti, magri, dai capelli spesso crespi e dalla fisionomia inconfondibile con altre etnie, si vedono le ragazze e le donne dagli abiti vivacemente colorati, e io mi domando come alcune di queste ragazze possano essere così belle in un ambiente tanto impervio e ostile dove la vita è così dura e faticosa, e poi si vedono le caratteristiche capanne afar con le pecore e gli asini.”

Marco De Poli “Etiopia, lontano dall’occidente. Un pezzo di vita e uno studio storico e antropologico”( 2011)

La cultura del popolo Afar è profondamente influenzata dall’ambiente ostile in cui vivono. Conosciuti come guerrieri fieri e indipendenti, la loro società è organizzata in modo da resistere alle difficoltà della vita nel deserto.

Abitazioni e vita quotidiana

La forma delle abitazioni varia a seconda di diverse tecniche di costruzione e dei materiali disponibili sul luogo. Le case tradizionali degli Afar, ricoperte di stuoie, sono progettate per essere facilmente smontate e trasportate, riflettendo il loro stile di vita nomade. La vita quotidiana è scandita dalla cura del bestiame, che rappresenta la principale fonte di sopravvivenza per questo gruppo etnico.

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La struttura sociale e i conflitti tribali

La società Afar è organizzata in clan e tribù, con una forte enfasi sui legami familiari e di sangue. I conflitti per il controllo delle risorse sono comuni, e le faide tra tribù possono durare generazioni. La vendetta è una componente centrale della cultura Afar, come spiegato nel testo di Marco de Paoli: “L’uccisione di un membro del clan non è una cosa che riguarda soltanto i parenti dell’ucciso bensì è un’offesa mortale a tutto il clan, ed è un’offesa che esige vendetta”.

I riti e le tradizioni guerriere

La cultura guerriera degli Afar è evidente nei loro riti di passaggio, che includono prove di coraggio e forza fisica. La razzia è vista non solo come un mezzo di sopravvivenza ma anche come un modo per dimostrare il proprio valore. Gli uomini sono giudicati in base al numero di armenti che riescono a razziare e agli uomini che uccidono in battaglia. Questo spirito combattivo è ancora vivo, come riportato da Marco de Paoli: “La razzia, in questi contesti di privazione e di povertà, non veniva percepita come furto e violenza, bensì diventava una necessità vitale”.

Il giornalista e fotografo Andrea Semplici sostiene che, anche se molti studiosi hanno definito gli Afar un popolo enigmatico e “feroce”, essi rivelano la propria straordinaria umanità solo a chi, mettendo da parte gli stereotipi sull’Africa, sa stare “fianco a fianco con la diversità”.

Visitare la regione degli Afar

Visitare la regione degli Afar è un’esperienza unica che permette di esplorare uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del pianeta. Tuttavia, è importante essere preparati alle difficoltà del viaggio. La Dancalia è una terra inospitale, con temperature che possono superare i 50 gradi Celsius e una carenza cronica di acqua.

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Cosa c’è da sapere

Prima di intraprendere un viaggio nella regione degli Afar, ci sono alcune informazioni essenziali da considerare. La Dancalia è una delle aree più inospitali del pianeta, quindi è fondamentale essere ben preparati e seguire alcune precauzioni:

  • Condizioni climatiche: Le temperature nella depressione della Dancalia possono raggiungere livelli estremi, superando spesso i 50 gradi Celsius. Si suggerisce di organizzare il proprio viaggio nel periodo ottobre-aprile. È importante essere preparati ad affrontare il caldo con abbigliamento adeguato e una buona scorta di acqua.
  • Salute: la zona è malarica e povera di vegetazione, quindi è necessario prendere precauzioni contro le malattie trasmesse dalle zanzare e portare con sé medicinali di base.
  • Rispetto delle tradizioni: gli Afar sono molto legati alle loro tradizioni e usanze. È importante rispettare i loro costumi e chiedere il permesso prima di fotografare persone o luoghi sacri.

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Attrazioni principali della Dancalia

Il Vulcano Erta Ale

Il vulcano Erta Ale è uno dei punti più affascinanti della Dancalia. Conosciuto anche come il “Monte che fuma”, è un vulcano attivo che ospita un lago di lava caratterizzato da temperature che raggiungono livelli estremi. La sua attività costante e il paesaggio circostante, simile a un inferno dantesco, rendono questo luogo una meta imperdibile per gli amanti della geologia e dell’avventura.

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I laghi salati

Tra i numerosi laghi salati della Dancalia, il Lago Asale è particolarmente noto. Situato a sud-est del Lago Karum, questo lago è uno dei principali siti di estrazione del sale. Le carovane di dromedari che trasportano il sale dalle saline al confine con Gibuti sono una vista spettacolare e rappresentano una delle tradizioni più antiche della regione.

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La Piana del Sale

La Piana del Sale è una vasta distesa di sale cristallizzato, simile a una distesa di neve, che offre un paesaggio surreale. Questo luogo è il residuo di un antico lago che milioni di anni fa ricopriva la regione e oggi si presenta come una delle attrazioni naturali più affascinanti della Dancalia.

Sfide e futuro del popolo Afar

Il popolo Afar deve affrontare numerose sfide che incidono profondamente sulla vita quotidiana e sul suo futuro. Le condizioni climatiche estreme rendono difficile l’accesso a risorse essenziali come acqua e cibo. La scarsità di piogge e le frequenti siccità mettono a rischio la sopravvivenza del bestiame, che rappresenta la principale fonte di sostentamento per gli Afar.

I cambiamenti climatici globali stanno aggravando le condizioni di vita nella Dancalia. L’innalzamento delle temperature e la variabilità delle precipitazioni rendono ancora più imprevedibili le risorse idriche e i cicli agricoli, con impatti diretti sulla sussistenza delle comunità Afar.

Inoltre, lo sfruttamento delle risorse naturali, come il sale e il potassio, da parte di compagnie internazionali spesso non apporta benefici alle comunità locali. Questo sfruttamento può causare danni ambientali, peggiorando ulteriormente le condizioni di vita già difficili.

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Le pressioni derivanti dalla modernizzazione e dall’urbanizzazione stanno portando a rapidi cambiamenti culturali e sociali, destabilizzando le comunità tradizionali e creando conflitti generazionali e identitari.

Queste sfide richiedono un approccio integrato che combini interventi di emergenza con strategie di sviluppo sostenibile a lungo termine, per migliorare la resilienza e la qualità della vita del popolo Afar.

Come racconta Marco de Paoli, “oggi gli Afar non sono più i feroci guerrieri di un tempo, ma lavoratori e commercianti del sale”. Questo cambiamento offre nuove opportunità ma pone anche sfide significative per la preservazione della loro cultura.

Popolo Afar: consigli di lettura 

Dancalia. Camminando sul fondo di un mare scomparso, Andrea Semplici

Questo è un libro che descrive un viaggio attraverso il deserto di Dancalia, in Etiopia. Il libro è un racconto di avventura che combina elementi di geologia, storia, e cultura, descrivendo il viaggio del suo autore attraverso questo deserto di sale e vulcani nascosti. Il libro è stato pubblicato nel 2012 da Terre di Mezzo e fa parte della collana “Sconfinamenti” edita dalla stessa casa editrice.

Il messaggio principale che l’autore vuole trasmettere è la consapevolezza della fragilità e della bellezza del mondo naturale e culturale, e la necessità di proteggerli. L’autore vuole invitare il lettore a riflettere sulla relazione tra l’uomo e l’ambiente, e sulla responsabilità che abbiamo di preservare la biodiversità e la cultura per le generazioni future.

In particolare, il libro esprime una critica alla globalizzazione e al consumo sfrenato delle risorse naturali, sottolineando l’importanza di una maggiore consapevolezza e di un approccio più sostenibile per il futuro del pianeta. L’autore vuole anche celebrare la resistenza e la vitalità delle culture locali e delle comunità afar che vivono in simili luoghi, e promuovere una maggiore comprensione e rispetto per la diversità culturale.

Etiopia, lontano dall’Occidente,  Marco De Paoli 

Questa è un’opera che unisce racconto di viaggio, studio storico e antropologico. De Paoli, insieme alla sua compagna, descrive cinque anni di vita trascorsi in Etiopia, durante i quali hanno insegnato in scuole italiane all’estero ad Addis Abeba. Non si tratta solo di un libro di memorie o di viaggio, ma di un’analisi approfondita della cultura e della storia dell’Etiopia. Attraverso episodi di vita quotidiana, incontri e avventure, l’autore esplora l’impatto di vivere in una realtà profondamente diversa e spesso traumatica.

Il libro include un’ampia analisi storica ed etnologica, esaminando la religiosità etiopica, i riti e le tradizioni culturali del paese. Inoltre, affronta temi come la povertà endemica, la mancanza di una cultura del lavoro e l’importanza del canto e della musica nella cultura locale.

In definitiva, “Etiopia, lontano dall’Occidente” è un atto d’amore verso la terra etiopica e un tentativo di comprendere una realtà spesso distante dall’Occidente.

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Un viaggio nella regione degli Afar in Etiopia è un’esperienza indimenticabile che permette di scoprire una delle culture più affascinanti e resilienti del mondo. La Dancalia, con le sue condizioni estreme e i suoi paesaggi mozzafiato, offre un’avventura unica per chi è pronto a esplorare uno dei luoghi più inospitali del pianeta.