Etiopia tra storia antica e natura estrema

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Etiopia, un viaggio tra storia antica e natura estrema

Soprattutto in alcuni paesi, gli appassionati possono fare un vero e proprio viaggio tra storia antica e natura estrema. Uno di questi è l’Etiopia.

Nazione estremamente affascinante, posizionata nel corno d’Africa, pochi gradi sopra l’Equatore, è rimasta fino a pochi decenni fa fuori dalla mappa delle destinazioni più battute dal turismo. L’Etiopia è ideale per chi è alla ricerca viaggio tra storia antica e natura estrema, di un patrimonio culturale che si differenzia dal resto del continente, lontano com’è dalle influenze islamiche e dalla moderna cultura occidentale. E’ infatti l’unico stato in Africa che è sempre riuscito a mantenere la propria indipendenza e, a parte la breve dominazione italiana, a non essere mai stato colonizzato. Gli etiopi vanno fiero della propria storia e tradizione. Già al primo impatto, camminando per strada, si ha un colpo d’occhio diverso e si nota che gli abitanti indossano tuniche bianche e non utilizzano i tessuti variopinti tipici dell’Africa centrale e meridionale.


L’Etiopia ha mantenuto la propria eredità cristiana ortodossa nonostante l’adozione dell’islam da parte di tutti i paesi vicini. Il Cristianesimo giunse qui nel V secolo d.C. e, complice anche l’isolamento naturale e la conformazione del suolo che resero difficili le successive invasioni, si mantenne nei secoli entrando a far parte integrante della storia del paese. Per oltre quattromila anni, leggende e storia si sono intrecciate mirabilmente e influenzano ancora oggi la quotidianità e la religiosità etiope. Ecco perché visitare le antiche chiese in Etiopia è un’esperienza unica. La città santa di Lalibela ne è un incredibile esempio. Qui ben 11 chiese monolitiche con pianta a croce, scavate letteralmente sotto terra in blocchi unici di roccia tufica, sono uno dei nove siti iscritti tra i patrimoni mondiali UNESCO presenti in Etiopia. Ancora oggi i passaggi sotterranei che mettono in comunicazione queste meraviglie architettoniche sono utilizzati da abitanti del luogo e turisti.

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Da raggiungere con trekking più o meno impegnativi ma altrettanto suggestive da visitare sono le chiese erette, a partire dal IV secolo, sulle montagne di Gheralta, nella provincia settentrionale del Tigray. Scavate in grotte naturali, con dipinti e affreschi risalenti a 1.000 e più anni fa, queste chiese venivano costruite in luoghi così impervi per essere difficilmente raggiungibili dagli eserciti invasori e, al tempo stesso, avvicinarsi il più possibile al regno dei cieli. Un vero gioiello nascosto che testimonia la forza della religiosità nella storia e nella cultura etiope.

Nella stessa zona, nel nord dell’Etiopia, si trova il suggestivo Parco Nazionale dei Monti Simien che raggiungono altitudini comprese tra 1.900 e i 4.500 metri. Un vero e proprio paradiso per gli appassionati di escursionismo e per chi cerca itinerari insoliti. Paesaggi maestosi con picchi di rocce basaltiche che si alternato a profonde valli punteggiate da piccoli e isolati villaggi e con una ricca flora e fauna tipica della zona afroalpina: vari tipi di scimmie, come il babbuino gelada, l’amadriade, il colobo guereza, alcuni felini come il lupo etiope, il leopardo, il caracal, la iena maculata, varie specie di gazzelle, come il tragelafo striato, la silvicapra, il saltarupe, il caratteristico stambecco del Semien (o walia), e numerose specie di uccelli rari.

Gli etiopi dicono anche di avere nella loro nazione “l’inferno sulla terra” e si riferiscono alla regione del Afar, la sezione etiope della depressione della Dancalia, che si estende nel Corno D’Africa tra Gibuti, Eritrea ed Etiopia. Una vasta e desolata landa creatasi lungo una crepa nella crosta terrestre dal distacco della placca arabica da quella africana. Interessante per appassionati di geologia, in realtà questa zona tanto inospitale quanto spettacolare, affascina numerosi viaggiatori anche se non è da tutti. In quest’area, ricca di formazioni sulfuree, l’attività vulcanica è tra le più attive al mondo e le temperature vanno dai 35 ai 60 gradi centigradi. Una terra estrema quindi, in cui ha imparato a sopravvivere solo la popolazione degli Afar, tribù nomade che nella così detta “Piana del sale” raccoglie ancora a mano il sale e lo trasporta a dorso di cammello in tutta la regione del nord per poi rivenderlo. Arrivare fin qui è compiere un viaggio nel viaggio, tra storia antica e natura estrema.

 

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