Un tuffo nel mare cristallino dell’arcipelago di Zanzibar

Chi ha detto che l’Africa è solo savana e safari? E chi ancora sostiene che bisogna viaggiare a lungo e attraverso numerosi fusi orari per una vacanza su una spiaggia paradisiaca, a piedi nudi su sabbia fine e bianchissima da sembrare borotalco, e gli occhi pieni del caldo colore del tramonto con il sole che si tuffa nel mare? Avete mai sentito parlare di Zanzibar e delle due isole vicine Pemba e Mafia?
No?!? Allora ve le racconto io…

Siamo di fronte alla costa orientale della Tanzania, pochi gradi a sud dell’equatore, sull’Oceano Indiano. L’arcipelago delle “isole delle spezie” è costituito appunto da Zanzibar, la più grande, da un’altra isola a nord di dimensioni di poco più piccole, Pemba, e da oltre quaranta isole minori; più a sud, un po’ appartata, si trova invece la bellissima Mafia.
Questo arcipelago è un paradiso equatoriale perfetto per la mia fuga, a circa 7 ore di volo dall’Italia e con solo 120 minuti di fuso orario.
Il mare qui è il protagonista indiscusso: un’acqua turchese e cristallina dalle mille sfumature di azzurro, pervinca e blu cobalto su cui si affacciano baie con spiagge candide e circondate da una natura rigogliosa di verdi palmeti.
Non si può chiedere di più.

Nel mio viaggio a Zanzibar ho scelto di soggiornare sulla costa orientale, la più sviluppata turisticamente in termini di infrastrutture e dove la barriera corallina crea una laguna dai colori cangianti. Questo versante è inoltre soggetto al caratteristico fenomeno delle maree per cui il livello del mare varia a seconda dell’ora del giorno. Ciò mi ha permesso di fare lunghe passeggiate e di avvicinarmi al reef per ammirare l’inaspettato spettacolo dei fondali che affiorano a pelo d’acqua: un groviglio di coralli, spugne, stelle marine, in mezzo a cui nuotano centinaia di pesci colorati. Ma la vera meraviglia di questo lato dell’isola è quella di poter assistere (anche tutte le mattine, se si vince la pigrizia e si riesce ad uscire dal letto per tempo) al sorgere del sole dall’orizzonte del mare… albe mozzafiato impossibili da descrivere se non grazie a decine e decine di scatti fotografici che faccio vedere a tutti quelli che non credono alle mie parole!

Chi invece preferisce avere la possibilità di fare lunghe nuotate, deve optare per la parte settentrionale dell’isola dove la costa degrada più velocemente verso l’oceano e non risente quindi dell’alta e bassa marea. In generale, comunque, l’intero arcipelago è un vero e proprio paradiso per gli amanti del diving e dello snorkeling.
L’isola di Pemba, ad esempio, offre acque profonde che la rendono luogo d’eccezione per l’avvistamento delle grandi specie pelagiche, delle balene in migrazione nei mesi di agosto e settembre, e delle tartarughe verdi sia residenti che migratorie con quindi maggiori o minori concentrazioni a seconda del periodo dell’anno. Pemba, con le sue spiagge deserte e la sua rigogliosa vegetazione, offre uno scorcio della Tanzania ancora non contaminata dal turismo di massa; nell’isola vi sono solo tre strutture, la carenza di ricettività la rende senz’altro un luogo esclusivo e remoto, raggiungibile in 10 minuti in volo da Zanzibar.

Meno conosciuta di Zanzibar e Pemba, l’isoletta di Mafia (raggiungibile in volo da Dar Es Salaam) è un rifugio intimo e incontaminato, con un grande parco marino che protegge lo straordinario complesso costiero formato da estuari fluviali e barriere coralline, popolato da più di 50 varietà di coralli, tartarughe, dugonghi e una miriade di pesci dai mille colori. Un vero e proprio paradiso per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni che qui possono ammirare la splendida fauna marina. Il miglior periodo per le immersioni va da settembre a marzo e nello stesso periodo le tartarughe verdi depongono le uova sulla costa orientale, mentre le acque al largo dell’isola si popolano degli innocui squali balena (il periodo migliore per avvistarli solitamente è novembre). Al suo interno l’isola ha una ricchissima vegetazione che comprende foreste di mangrovie che si protraggono fino al mare, palme, baobab e dove è possibile incontrare scimmie e volpi volanti. La sua conformazione geografica fa si che l’isola non abbia moltissime spiagge, quelle presenti sono piuttosto piccole, questa caratteristica la rende un luogo adatto per intenditori, che prediligono dedicarsi alle immersioni e alle uscite in barca che permettono di raggiungere immacolati banchi di sabbia appoggiati su un mare cristallino o piccole isole inesplorate, dove trascorrere la giornata tra bagni, snorkeling e indimenticabili pic-nic sulla spiaggia.

Gli abitanti di Mafia sono principalmente pescatori, gente semplice e cordiale, sempre pronta a sorriderti e a salutarti. Mi è capitato di fermarmi per strada a chiacchierare con alcuni isolani e in un paio di occasioni ho notato che erano più incuriositi loro di me che io di loro… mi scrutavano in modo curioso e con l’ingenuità tipica di chi vive un mondo a sé e non è ancora abituato ai grandi numeri del turismo. Ho pensato di essere una fortunata ospite di questa piccola e magica isoletta e sperato che questi luoghi possano rimanere intatti ancora a lungo. D’altro canto è giusto che la bellezza di questa località sia conosciuta e apprezzata perché i fondali limpidi che circondano l’isola sono un vero e proprio paradiso non solo per gli appassionati di snorkeling ma per tutti coloro che cercano un momento per staccare la spina, lontano da tutto e da tutti, per potersi ricaricare dell’energia del creato, che qui ha davvero fatto un ottimo lavoro!

Ma tornando a Zanzibar, luogo principale della mia vacanza, va detto che l’isola non si esaurisce lungo le sue coste. Vale infatti la pena sottrarre una giornata al relax balneare e visitare Stone Town, il quartiere storico della capitale, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco. Qui la storia dell’arcipelago, per secoli nodo centrale sulle rotte commerciali fra l’Africa e l’Oriente, è scolpita nell’architettura di molti palazzi dove i vari popoli che si sono susseguiti, dai persiani agli indiani, dai portoghesi agli omaniti agli inglesi, hanno lasciato la propria traccia. Addentrarsi nel labirinto di vicoli fra edifici coloniali, moschee, chiese e palazzi arabeggianti ornati da magnifici portali in legno intagliato è come fare un balzo nel passato e rivivere quei tempi prosperi.

E dopo l’interessante escursione si torna piacevolmente a piedi nudi sulla spiaggia, a prendere il sole o a immergersi nel mare cristallino, e a riempiersi gli occhi di questi colori brillanti e vivaci che danno gioia e la giusta energia da portare a casa e a cui attingere una volta rientrati da un viaggio davvero indimenticabile!

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