Il lato artistico di Cape Town

“Bella come una cartolina”, ecco la prima espressione che viene in mente quando si parla di Cape Town. E’ la più antica città del Sudafrica e la seconda per grandezza e numero di abitanti. Ma ciò che maggiormente la caratterizza è, da un lato, la particolare posizione geografica, e dall’altro, il suo carattere multietnico e cosmopolita. La città si estende tra il porto e le spiagge di sabbia bianchissima bagnate dal freddo Oceano Atlantico e l’imponente Table Moutain che, alle sue spalle, sembra quasi cingerla in un abbraccio di protezione. Questa posizione strategica ha nei secoli attirato popoli diversi a fermarsi qui e a contribuire, ognuno con la propria cultura, a creare il tessuto della città odierna: un vero e proprio melting pot di creatività, sapori e colori.

Nei miei ripetuti soggiorni a Cape Town ho quindi volutamente cercato la vera anima della città, quella che si nasconde dietro la sua inappellabile bellezza, e l’ho trovata nei quartieri più trendy e in continua trasformazione. Queste aree sembrano quasi grandi laboratori in cui le nuove generazioni di sudafricani sono continuamente all’opera, non solo per trasformare la città in qualcosa di bello da vedere, ma per creare attraverso svariate forme artistiche, strumenti utili per innovare e migliorare la vita dei suoi abitanti. Questo era ad esempio l’impegno e lo slogan di “Cape Town Capitale Mondiale del Design”, quando nel 2014, la città (prima ed unica nel continente africano) ha ricevuto questa nomina e ha avuto l’occasione di mostrarsi al mondo intero.

Ecco quindi alcuni suggerimenti per scoprire l’anima artistica di Cape Town, dove sperimentazione, design, artigianato e multiculturalismo, sono i motori di rinascita di interi quartieri. Primo tra tutti il The Fringe, un tempo zona abbandonata è oggi un modello di sviluppo sostenibile per start up nel campo della visual art e dell’informatica, nonché epicentro di studi di design e redazioni giornalistiche. Se volete mescolarvi ai giovani creativi, fermatevi per un caffè a Truth, locale di tendenza ricavato in un vecchio magazzino, o per una fetta di torta al Charlys Bakery, pasticceria specializzata in dolci e gateaux coloratissimi.

Un’altra interessante zona, ex-area industriale recuperata e trasformata, è Woodstock, dove sono sorti in poco più di un decennio gallerie d’arte, negozi di arredo e design, boutique di artigianato e moda, originali e rinomati ristoranti e cafè. Trattandosi di vecchi edifici o capannoni industriali riadattati, le architetture sono tra le più affascinanti della città e l’atmosfera che si respira è suggestiva e vivace. Ad esempio l’Old Biscuit Mill, nato in una ex fabbrica di biscotti, è uno spazio colorato e divertente in cui curiosare tra atelier di artisti, designer, stilisti e fotografi, o pranzare in ristoranti gourmet pluripremiati come il Test Kitchen o il The Pot Luk Club. Se capitate di sabato, assolutamente da non perdere è il Neighbourgoods Market, un mercato bio con prodotti freschi e specialità locali, frequentato dai Capetonians (così vengono chiamati i locali) di ogni genere ed età e da molti turisti.

Sempre nel quartiere di Woodstock, da non perdere sono The WoodStock Foundry, un altro ex capannone ristrutturato in tanti piccoli spazi-laboratorio per giovani artisti, e Woodstock Exchange, stesso concetto ma in versione un po’ più vivace.

Ma ciò che –forse anche perché inaspettato- mi ha regalato forti emozioni è stato lo scoprire che tra gli edifici del quartire, gli atelier e le botteghe si nasconde un itinerario (come un tour nel tour) di immensi e coloratissimi murales. Realizzati da diversi artisti, locali e internazionali, questi bellissimi graffiti, nati come atto visivo di sfida e rivolta, diventano vera e propria arte e rappresentano un’affascinante forma artistica contemporanea con cui la cultura delle nuove generazioni si racconta.

Spostandoci nella zona, da sempre nota, e forse anche un po’ più turistica, del vecchio porto Victoria&Alfred Waterfront, troviamo quello che è diventata l’ultima icona dell’animo artistico di Cape Town. Sto parlando del Museo Zeitz di Arte Contemporanea Africana (MOCAA), aperto a settembre 2017 in un vecchio silos di grano trasformato in un complesso di 10.000 metri quadrati che comprende, oltre al museo anche due alberghi, negozi e ristoranti. Equivalente del MoMa di Londra e del Tate Modern di New York, il Mocaa di Cape Town si candida a diventare un punto di riferimento per la cultura a Città del Capo e in tutto il Sudafrica. L’imponente edificio che ospita l’enorme museo d’arte contemporanea merita già solo dal punto di vista architettonico una visita. Distribuito su nove piani, il museo accoglie esposizioni di collezioni permanenti e temporanee.

Cape Town, si conferma quindi (così come Johannesburg, seppur in modo totalmente diverso) come città simbolo del Sudafrica perché, proprio come l’intera nazione, dietro la sua prima apparenza cela un’anima dalle mille sfaccettature che va avvicinata e compresa per essere amata.

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