Safari in Kenya

Il Kenya è una delle principali destinazioni dell’Africa orientale per i safari, ma non solo! Il paese è infatti caratterizzato da una tavolozza di paesaggi naturali che vanno dai ghiacciai del Kilimanjaro, alle savane interminabili della riserva di Maasai Mara, forse il luogo più conosciuto e più turistico, alle aride distese e ai laghi lungo la Rift Valley, fino alle spiagge swahili dove sabbie bianche e mare cristallino attirano ogni anno migliaia di viaggiatori. A fare del Kenya però un paese davvero unico sono anche le innumerevoli attrattive storiche, culturali ed etniche che hanno dato origine ad una società tra le più varie al mondo: nei secoli infatti il Corno d’Africa è stato punto di di incontro tra popolazioni africane, arabe ed europee che si sono amalgamante creando l’attuale composizione razziale del Paese. La diversità di ambienti e le varie attrattive sociali costituisono quindi molteplici spunti di scoperta, viaggio ed esplorazione.

Risposte a domande frequenti

Quali compagnie aeree volano in Kenya?

Il paese è raggiungibile dai più importanti scai europei con le seguenti compagnie aeree: Kenyan Airways, la compagnia di bandiera, Turkish Airlines, Swiss Air, Ethiopian Airlines, Emirates, Klm, Qatar, tutte con voli frequenti su Nairobi. Vi sono poi varie compagnie charter che effettuano voli su Mombasa. Nei biglietti di linea sono sempre incluse le tasse di uscita dal paese, con i voli charter va sempre verificato con l’ufficio booking.
I voli interni da un parco all’altro e dall’entroterra alla costa sono per lo più gestite da AirKenya e da Safari Airlink, anche se oltre a queste due un ventaglio di altre piccole ma affidabili compagnie effettuano regolarmente, anche più volte al giorno, collegamenti interni. In questi piccoli aeromobili (per la maggior parte Cessna da 8-12 posti) la franchigia bagalgio è di Kg 15, preferibilmente in sacche morbide/borsoni.

Quali documenti è necessario avere?

Il passaporto con validità superiore a 6 mesi dalla data di ingresso nel paese e una pagina completamente bianca dove le autorità locali appongo il visto di ingresso, ottenibile in loco; il costo per il rilascio del visto è di USD50,00. E’ obbligatorio inoltre possedere un biglietto aereo che preveda l’uscita dal paese entro 3 mesi dal giorno di arrivo. Coloro che posseggono un passaporto italiano/comunitario e un certificato di residenza in Kenya possono avere anche un biglietto di sola andata.

Quali sono le norme sanitarie da seguire?

Prima della partenza, è preferibile consultare un medico circa la possibilità di sottoporsi alla profilassi antimalarica ed eventualmente in casi particolari vaccinarsi contro le altre malattie endemiche. A chi proviene da aree soggette a febbre gialla è richiesto all’ingresso nel Paese il certificato di vaccinazione (solo per coloro che hanno soggiornato nelle aree ove è presente la febbre gialla; per coloro in transito – esempio: chi vola con Ethiopian Airlines e transita ad Addis Abeba non è al momento necessario, vi preghiamo comunque di contattare i nostri uffici per un rapido aggiornamento).

Consigli utili di tipo sanitario

* acquistare bevande in contenitori sigillati;
* trattare l’acqua per uso alimentare (bollitura per oltre venti minuti, filtrazione e decantazione);
* evitare verdura e frutti di mare se non cotti;
* bere acqua e bibite imbottigliate senza aggiunta di ghiaccio;
* consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea).

Che tipo di valuta è utilizzata?

Scellino Kenyota (KES) che equivale a circa 1 Euro = KES 113,00.
Euro e Dollari americani sono accettati quasi ovunque; si consiglia di premunirsi di dollari USA di piccolo taglio (non sono accettati dollari emessi prima del 2009) e di effettuare cambi di piccole somme anche se poi è possibile riconvertire la valuta negli sportelli degli aeroporti internazionali. Le carte di credito sono accettate in gran parte degli alberghi e nei maggiori negozi delle principali città.

Qual è il periodo migliore per visitare questo paese?

Il paese si divide in quattro zone climatiche:
* Altopiani occidentali: precipitazioni frequenti tutto l’anno, i mesi più piovosi sono comunque marzo e aprile. Le temperature oscillano tra i 14-18°C di minima e i 30-36°C di massima in tutti i periodi dell’anno.
* Altopiani centrali e Rift Valley: le piogge si concentrano tra marzo e inizio giugno (grandi piogge) e tra ottobre e fine novembre (piccole piogge). Le temperature oscillano tra i 10-14°C di minima e 22-28° C di massima; le zone più piovose sono quelle del Mount Kenya e dei Monti Aberdare.
* Savane aride settentrionali ed orientali: con minime notturne sotto i 20° e massime diurne che raggiungono i 40°; le precipitazioni sono scarse.
* L’area costiera: le piogge sono scandite dal monsone, le precipitazioni massime sono ad aprile/maggio/giugno, le minime a gennaio/febbraio e le temperature sono costanti durante l’arco dell’anno tra i 22° e i 30° C.

Che lingua si parla?

Lo swahili e l’inglese sono generalmente parlati da tutti.

C’è il fuso orario?

In Kenya il fuso orario è +2 ore rispetto all’ora solare in Italia e di +1 ora rispetto all’ora legale. Trovandosi all’equatore il paese gode di 12 ore di luce tutto l’anno, con alba alle 6 e tramonto alle 18.00.

Quali sono i prefissi telefonici da utilizzare per telefonare?

Per chiamare il Kenya dall’Italia: 00254 seguito dal prefisso della località, senza zero e dal numero telefonico. Per chiamare l’Italia dal Kenya: 0039 seguito dal prefisso della città con lo zero e dal numero telefonico.

Come funzionano le telecomunicazioni?

Gli hotel di Nairobi/Mombasa e gli alberghi al mare dispongono di un collegamento telefonico mentre solo alcuni lodges nei parchi lo hanno, in ogni caso tutti i lodge sono collegati via radio in caso di emergenza. Telefonare dagli alberghi è comunque molto caro, si consiglia perciò di acquistare delle schede Telkom Kenya prepagate. Per quanto riguarda la telefonia mobile la copertura è discreta, eccetto le zone rurali e alcune aree all’interno dei parchi. I viaggiatori italiani possono utilizzare senza problemi i propri cellulari. Si consiglia di acquistare una scheda telefonica locale prepagata in modo da spendere molto meno quando si chiama ed evitare addebiti molto elevati quando si ricevono chiamate dall’Italia.

Che tipo di voltaggio elettrico è utilizzato?

La corrente elettrica è erogata a 220-240 Volt. E’ necessario procurarsi un adattatore in quanto le prese di corrente sono di tipo inglese a 3 lamelle piatte. Rasoi ed apparecchi elettrici devono essere a voltaggio universale meglio se funzionanti a batteria. In alcuni lodge, soprattutto nei parchi viene tolta la corrente elettrica dalle 23.00 alle 6.00.

E’ consuetudine lasciare mance?

Normalmente nel conto è già incluso un 10% di servizio, in ogni caso, come in qualsiasi altra parte del mondo, se il servizio è stato particolarmente soddisfacente è gradito un piccolo riconoscimento allo staff in questa misura: da 1USD a 5USD per persona/ al giorno per il personale che lavora nei lodge (in base al servizio ricevuto e alla tipologia di struttura) e dai 5 USD ai 15 USD per persona/ al giorno per gli autisti e le guide che si aspettano una mancia al termine del viaggio.

E’ possibile noleggiare l’auto?

Coloro che si sentono abbastanza esperti e sicuri di muoversi da soli in un paese africano possono noleggiare l’auto, spesso però questa non è la soluzione più conveniente in quanto i mezzi (incluso chilometraggio illimitato, franchigia etc…) e le assicurazioni sono molto care (anche perché è fondamentale avere un fuoristrada per visitare i parchi ed alcune zone più inesplorate ). La maggior parte delle volte conviene di gran lunga affittare un auto con autista o prendere un pacchetto che comprenda auto/autista e hotel.
Com’è la rete stradale?
Le strade che collegano le città principali sono in condizioni abbastanza buone, quelle invece che collegano i parchi e le aree rurali sono sterrate e spesso in pessime condizioni; è necessario perciò l’uso di un mezzo a trazione integrale; dopo le piogge alcune strade sterrate si trasformano in vere e proprie piste accidentate.

E’ consigliato viaggiare da soli?

Suggeriamo di muoversi sempre con un autista e/o un’esperta guida del posto che conosce bene le strade, parla lo swahili e che può essere d’aiuto in qualsiasi situazione.

Com’è la cucina?

I lodge utilizzati durante i safari o soggiorno mare e gli alberghi in città offrono una buona cucina internazionale abbinata a piatti della tradizione locale, anche se la varietà di pietanze proposte non è sempre molto ampia. Grande varietà di frutta tropicale. E’ possibile trovare ogni tipo di bevanda, buona la birra locale; è abbastanza facile reperire anche buoni vini sudafricani o europei.

Paesaggi e regioni

Il Kenya è diviso in due dall’Equatore e copre una superficie di circa 583.000 Kmq, confina a nord con Etiopia a Sudan, a sud con la Tanzania, a est con l’Oceano Indiano e a ovest Uganda e Lago Vittoria, racchiudendo un’eccezionale gamma di ambienti geologici e naturalistici che ne fanno uno dei più bei paesi al mondo. Un terzo del suo territorio è arido, un altro terzo è caratterizzato da altopiani fertili e il rimanente è costituito dalla savana, l’habitat ideale di numerose specie animali, naturalmente non mancano le lunghe spiagge bagnate dalla acque dell’oceano, ricche di pesce. Il Kenya si può dividere in tre regioni morfologiche ben distinte: la zona costiera caratterizzata da grandi lagune, isolotti che vanno e vengono a seconda delle maree e lingue di sabbia protette dalla barriera corallina; l’enorme zona settentrionale caratterizzata dall’altopiano che si estende ad una altitudine di circa 800 metri e caratterizzata da paesaggi prevalentemente aridi e desertici. Il grande altopiano centrale poi rappresenta, dopo l’acrocoro etiopico, la zona più elevata delle cosiddette ‘alte terre d’Africa’, con un altitudine media di circa 2.000 mt. La regione è attraversata dal più impoenente ed incredibile fenomeno tettonico della terra: la Great Rift Valley. Si tratta di una spaccatura della superficie terrestre lunga circa 8.000 chilometri dalla Siria al Lago Niassa in Malawi, visibile anche dallo spazio, che esperti geologi e vulcanologi ritengono possa diventare l’origine di un nuovo oceano! Fin’ora infatti la frattura è sempre stata riempita da lava fuoriuscita dai vulcani disseminati lungo la Rift, ma con l’andare del tempo si allargherà fino a diventare il fondo di una nuovo grande bacino d’acqua. La continua attività geologica di questa zona è tutt’oggi in corso e lo si nota dall’attività di numerosi vulcani e dalle varie sorgenti d’acqua termale; anche i numerosi laghi vulcanici fanno di questo paesaggio un vero e proprio gioiello naturalistico, meta tutti gli anni di numerose specie di volatili e soprattutto uccelli migratori come i fenicotteri e pellicani. La Great Rift Valley è definita inoltre la culla dell’umanità: è qui infatti che nel 1972 venne scoperto un teschio di Homo habilis, il più antico esemplare conosciuto del genere umano.

Parchi e riserve

Maasai Mara National Reserve

La Maasai Mara National Reserve è la riserva più ricca di fauna selvatica del Kenya e anche per questo motivo una tra le più frequentate. Il suo paesaggio è caratterizzato da un susseguirsi a perdita d’occhio di dolci colline e verdeggianti pianure, habitat ideale dei grandi mammiferi e dunque anche dei predatori. In questo parco vivono moltissimi leoni e spesso è possibile ammirarli anche durante i momenti di caccia. Nel periodo tra Luglio/Agosto – Ottobre/Novembre la Riserva di Maasai Mara ospita uno degli spettacoli più travolgenti ed emozionati della natura: la migrazione degli gnu (ed in misura minore di zebre ed antilopi). Questa è sicuramente la più grande transumanza al mondo, durante la quale si può scorgere il ciclo della vita di questi animali nella sua completezza: dalla nascita dei piccoli gnu, alla morte degli esemplari più vecchi e deboli lungo i corsi d’acqua, una lotta contro la sopravvivenza che non può far altro che emozionare e commuovere. Ogni anno, da sempre, circa 2 milioni di gnu guadano, in mezzo a mille pericoli, il fiume Grumeti dirigendosi verso la riserva del Maasai Mara proprio tra Luglio ed Agosto, rimanendovi per qualche mese fino a quando non saranno terminati i pascoli verdi e decideranno quindi di rientrare nel Serengeti (estensione della riserva nel versante tanzaniano) attraverso il fiume Mara.

Meru National Park

Il Meru National Park è senz’altro uno dei parchi meno esplorati del paese, un luogo da consigliare a chi desideri visitare il Kenya ancora selvaggio e vero, al di fuori dei più classici circuiti turistici. Offre paesaggi eccezionali e molto vari che variano dall’aperta savana a zone verdissime fatte di foreste fluviali lungo i corsi dei fiumi Tana e Meru. In questo parco oltre ad incontrare elefanti, bufali, leopardi, leoni e molte altre specie vi sono anche gli ‘special 5’ molto rari e presenti solo in alcuni parchi a nord dell’equatore: il gerenuk, la zebra di Grevy, la giraffa reticolata, lo struzzo somalo e l’orice. All’interno dello stesso vi è un ‘rhino sanctuary’ di 44kmq sorto per la tutela dei rinoceronti bianchi e neri. Il parco è stato reso celebre dal famoso libro e dal film ‘Nata Libera’ che narra la storia vera della leonessa Elsa che negli anni cinquanta venne rimessa in libertà dai coniugi Adamson proprio in queste terre. Nel sito dove sorge Elsa’s Kopje Camp era situato l’accampamento del signor George Adamson.

Samburu, Shaba e Buffalo Springs

Buffalo Springs, Samburu e Shaba sono tre riserve che fanno parte di un’unica grande area naturalistica; Shaba in particolare è la più orientale delle tre e la più selvaggia, all’interno della stessa infatti vi sono solo due lodge, chi soggiorna in questa riserva ha pertanto il privilegio di essere ‘uno dei pochi’ e di poter visitare questi spazi selvaggi in assoluta tranquillità. Si tratta di una zona dai paesaggi collinari punteggiati di kopjes (isolate colline rocciose) dove si alternano zone aspre e desertiche ad aeree più verdi lungo il corso del fiume Ewaso Nyiro, sulle cui sponde crescono le altissime palme dum; vi sono inoltre diverse sorgenti d’acqua dove gli animali si abbeverano durante la stagione secca. La riserva è tristemente nota per essere il luogo dove nel 1980 Joy Adamson’s fu uccisa dai bracconieri, impegnata in un progetto di reinserimento del leopardo Penny allevato in cattività. Questo fu il tema del suo ultimo libro, “La Regina di Shaba”, e qui si trova anche un piccolo museo a lei dedicato. Questa regione è notoriamente popolata dall’omonima tribù dei Samburu, etnia antichissima di origine nilotica imparentata a quella Masai, con i quali condividono moltissimi legami di natura ancestrale e linguistica. I Samburu allevano bovini, cammelli e capre e durante un safari è possibile vederli mentre vanno al fiume per far abbeverare i loro cammelli o quando portano il bestiame a pascolare (trattandosi di una riserva e non di un parco nazionale, sono ammesse attività umane quali l’allevamento del bestiame, la gestione è dei governi locali e non dei del governo centrale come avviene per i parchi nazionali).

Amboseli National Park

Il Parco Nazionale di Amboseli fa parte dell’Amboseli National Reserve, dominata dall’imponente Monte Kilimanjaro, il più alto del continente africano. Questo parco è caratterizzato da paesaggi molto diversi che vanno da pianure sconfinate a zone di foreste di acacie, palmeti e paludi; il parco è popolato da moltissimi elefanti, vi sono inoltre leoni, ghepardi, leopardi, iene, bufali, impala, giraffe e moltissime specie di uccelli. Nell’area circostante il parco si possono incontrare molte comunità Maasai che vivono in totale armonia con l’ambiente e la fauna selvatica; non vi possono essere insediamenti umani all’interno del parco (ad eccezione di alcuni lodge) che è totalmente regno della natura africana. Gli animali selvatici si muovono liberamente anche nelle aree adiacenti ad Amboseli, ma la di fuori dell’area delimitata a parco, pertanto anche prima di arrivare al parco è possibile fare degli ottimi avvistamenti.

Tsavo National Park

Lo Tsavo National Park è il parco nazionale più grande dello stato. Diviso in due parti dalla strada che collega Nairobi a Mombasa si divide in Tsavo Est e Tsavo Ovest. Il paesaggio dello Tsavo Est National Park è formato principalmente da savane di arbusti ed acacie, pianure di terra rossa e in prossimità dei corsi d’acqua da pozze, aree paludose e fitti palmeti. Al suo intero è presente una delle più lunghe ed antiche colate laviche del mondo, lo Yatta Plateau, un altipiano lungo circa 290 km e largo 10, uno spettacolo naturale molto suggestivo. Tra le principali attrazioni Lugard’s Falls, una serie di rapide del fiume Galana, che, nel corso dei secoli, hanno scavato le variopinte formazioni rocciose circostanti in una serie di canali e reticoli rendendole così una delle attrazioni più affascinanti del parco. A circa 1km di distanza da Lugard’s Falls si trova Crocodille Point, un’ampia pozza assiduamente frequentata da coccodrilli, ippopotami e bufali di grandi dimensioni. Tra le altre attrazioni naturali occorre citare Mudanda Rock, una formazione rocciosa lunga 1.5km e alta 20mt, un perfetto punto di osservazione dal quale poter ammirare il paesaggio sottostante, in particolare le grandi mandrie di elefanti e bufali che sovente si trovano ad abbeverarsi, soprattutto nella stagione secca, nell’ampia pozza sottostante. Due paradisi dei bird-watcher, e non solo, sono le Paludi di Kanderi e l’Aruba Dam, le riserve d’acqua permanente del parco che, oltre ad una abbondante e varia avifauna, attirano anche i mammiferi presenti nel parco. Lo Tsavo ovest è caratterizzato da paesaggi molto vari al suo interno, fitte foreste di acacie, vaste savane dominate da imponenti baobab, colline, fiumi, rocce granitiche e canaloni lavici. Il parco è dominato a nord-ovest dalle Chyulu Hills, un bellissimo scenario costituito da colline dominate da antichi coni vulcanici, mentre nella parte meridionale della catena si trova la colata lavica di Shetani, una vasta distesa lunga circa 8 chilometri e larga 1.6 creatasi solo 200 anni fa a seguito di un’imponente esplosione vulcanica. Altro punto d’interesse sono le Mzima Springs, queste sorgenti sono la più grande fonte di approvvigionamento idrico della regione e le loro acque cristalline permettono l’avvistamento di numerosi ippopotami e coccodrilli. Non molto lontano da qui si trova lo Nguloa RhinoSanctuary, una riserva adibita alla salvaguardia ed al ripopolamento del rinoceronte nero, un tempo abbondantemente presente nel parco, ma decimato nel corso degli anni da bracconieri senza scrupoli. Nella zona sud-ovest si trova il Lake Jipe, diviso in due dal confine tra Kenya e Tanzania è un autentico paradiso per i bird watchers, oltre ad ospitare una consistente popolazione di ipopotami, elefanti e zebre di Grevy.

Aberdare National Park

Questo parco prende il nome dall’omonima catena montuosa che lo circonda, la terza per importanze del paese e si estende da nord a sud per una lunghezza di circa 70km. Ai suoi estremi si trovano le due vette principali l’Ol Doinyo Lesatima di 4.001 metri e il Kinangop di 3.906 metri. Il parco si estende su di una superficie di 767kmq in un territorio costituito da vaste brughiere, colline, vallate, canyon e laghetti dalla acque cristalline. L’alta quota è caratterizzata dalla presenza di foreste alpine, mentre a quote più basse dominano le foreste montane e di bambù. Questo parco è adatto a chi vuole provare l’emozione di vedere gli animali che solitamente popolano la savana, sbucare da cespugli e foreste sileziose. Nel parco sono presenti tutti i big five, ma gli avvistamenti, anche a causa della vegetazione, non sono facili e così frequenti. Nel The Salient, un promontorio di 2.130 mt, situato vicino alla città di Nyeri, che domina una serie di vaste colline ricoperte di foresta pluviale, è presente una numerosa popolazione di rinoceronte nero. Questo parco è consigliato anche agli amanti di ornitologia in quanto al suo interno sono presenti circa 290 specie di uccelli.

Laikipia

Questo altipiano è sicuramente una dei prinicipali siti di salvaguardia faunistica del continente, al suo interno sono presenti diverse riserve private come ad esempio Ol Pejeta e Lewa Conservancy.

Mount Kenya

Il Monte Kenya la più alta vetta del paese e la seconda d’Africa dopo il Kilimanjaro, è un massiccio vulcanico adesso spento che raggiunge i 5.199mt dai quali domina gli altipiani ad est della Rift Valley. Diventato parco nel 1949 occupa una superficie di 700kmq all’interno dei quali si trovano tre distinte zone, le vette innevate ricche di ghiacciai, la sottostante parte alpina ricca di vegetazione e di laghetti ed, infine, i pendii meridionali coperti da fitti bochei di bambu e foreste intervallate da ampie radure verdeggianti. All’interno del parco sono presenti i principali mammiferi africani, dal leone all’elefante, dalla iena al rinoceronte, dal bufalo alla zembra, più difficile da avvistare il leopardo, tuttavia occasionalmente è stato avvistato nella sua forma melanica (comunemente detta pantera nera). I periodi migliori per visitare il parco sono gennaio-febbraio ed agosto-settembre, durante i quali la stagione è più secca ed i safari sono più entusiasmanti.

Lake Nakuru National Park

Il parco si estende attorno al Lago Nakuru, un lago alcalino situato a circa 1.700 metri slm; come gli altri laghi del Kenya, formatisi a seguito della formazione della Rift Valley, si tratta di un lago vulcanico, la sua particolarità è che è popolato da oltre 1,5 milioni di fenicotteri e altre specie di uccelli. All’interno del parco è possibile inoltre incontrare leoni, bufali, zebre, ieie, sciacalli e altre specie.

Flora e Fauna

Il Kenya presenta una grande varietà di flora e fauna grazie alla sua diversità di ambienti naturali: le pianure del sud sono caratterizzate dalla tipica vegetazione della foresta spinosa, dei baobab e delle acacie, che con l’arrivo delle piogge durante la stagione invernale si riepiono d’erba fresca offrendo così pascoli verdi a tantissimi erbivori ed uccelli. Con l’aumentare dell’altitudine ovviamente la vegetazione cambia e le fitte foreste sempreverdi che si trovano tra gli altopiani lasciano il posto alle brughiere montane caratterizzate da particolari spece di seneci e lobelie giganti. Nella parte settentrionale della costa proliferano invece le mangrovie.
La celebrità del paese è dovuta soprattutto alla ricca fauna selvatica: i parchi del Kenya ospitano infatti i BigFive (leone, bufalo, elefante, leopardo e rinoceronte) ed una grande varietà di altri animali come antilopi di vario tipo, uccelli, insetti e primati come scimpanzè e babbuini.

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